domenica 31 maggio 2009

Withania somnifera

di Paolo Basso


E' chiamata in India Ashwagandha, in inglese Indian ginseng, usata nella medicina ayurveda per parecchie patologie, ma sopratutto ha potere calmante e sonnifero, come appunto recita il nome specifico.
Pianta di Withania somnifera di due anni

E' una solanacea, si propaga facilmente da seme, ma è possibile anche la talea. i fiori sono poco vistosi, i frutti piccoli rossi racchiusi in un palloncino come le Physalis.
Fiori e frutti in formazione

La pianta è perenne in clima mite, sopporta leggere gelate, ma in altri climi può essere coltivata come annuale o in vaso da ritirare in inverno.
Tutte le parti della pianta contengono i principi attivi, nella medicina ayurveda viene usata di preferenza la radice, io preferisco utilizzare le foglie essiccate per una tisana.
Ho avuto problemi di insonnia e devo dire che ha funzionato meglio di tisane commerciali con miscele di erbe.
In rete è possibile trovare parecchie info su questa pianta, io mi sono limitato alle mie esperienze di coltivazione e utilizzo.

domenica 24 maggio 2009

La Cipolla Egiziana


Allium cepa var. viviparum (proliferum) Fam. Liliacee

 di Angelo Passalacqua


Cipolle egiziane con vegetazione spontanea di consociazione
Marie Luise Kreuter, nel suo libro "Der biogarten", parla di questa cipolla come "una curiosa rarità dall'orto del contadino di una volta". La particolarità di questa cipolla è che non produce semi ma bulbilli perfettamente formati, in miniatura. Infatti, viviparo ( da "vivus", "vivo" e "parus", "partorisco") in zoologia significa "animale che partorisce figli vivi e già sviluppati mentre in botanica "pianta che produce bulbilli e non semi". "Proliferum", da proliferare, da una pianta nascono molte piante uguali. Se la cipolla non viene tolta dal terreno, rivegeta nuovamente. Altri nomi comuni sono Albero della cipolla, cipolla che cammina, ecc.


I bulbilli, qui ancora senza foglie, possono variare di numero e relativa pezzatura
 
Sommità di pianta a completo, i bulbilli sono pronti per la raccolta.
La coltivazione della cipolla egiziana non presenta nessuna difficoltà, basta interrare i bulbilli staccandoli dalla pianta-madre, non teme il gelo e la neve, sverna in campo senza problemi, è estremamente resistente alle malattie.
Si possono utilizzare le cipolle, estraendole dal terreno come le normali varietà, la pezzatura è media-grande, i bulbilli come "cipolline". Se raccolti prima della maturazione completa, prima che si formi la "tunica" rossa, i bulbilli si prestano alla conservazione sottaceto.
Link:

AGGIORNAMENTO AGOSTO 2009
Nella foto potete vedere la "cipolla che cammina".

http://en.wikipedia.org/wiki/Tree_onion 


AGGIORNAMENTO 22 OTTOBRE 2012


Qualche foto più recente per la cipolla egiziana, oltre a neve e gelo si fa beffe anche del caldo torrido degli anticicloni africani!




giovedì 21 maggio 2009

Lotta biologica con le coccinelle

di Paolo Basso

Da alcuni anni ho sviluppato questo sistema per combattere afidi e acari utilizzando le coccinelle. Le coccinelle si riproducono velocemente, ma solo se trovano un abbondante cibo e solitamente quando ormai la stagione è avanzata e i nostri fagiolini, patate e altro sono in piena emergenza afidi
Io coltivo fave tutto l'inverno, le semino man mano che pulisco il terreno togliendo pietre e radici di infestanti. In inverno difficilmente si trovano afidi neri sulle fave ma appena le temperature diventano più miti molti apici delle piante sono colonizzati dagli afidi. Basterebbe togliere le punte tenere, ma io preferisco che queste colonie di afidi si sviluppino bene, tanto le fave ormai sono ingrossate e non vengono attaccate.
Ben presto però si moltiplicano le coccinelle, proprio grazie a questa abbondanza di cibo ed io ad oggi ho il mio terreno praticamente invaso da questi utilissimi e graziosi insetti. Ora sto togliendo le fave, quelle ultime che lascio venire grosse per conservarle a sacchetti nel freezer e le coccinelle sono ovunque, ortaggi e alberi da frutto. Non si vedono afidi in giro, neanche sulle rose, come compare qualche colonia dopo alcuni giorni è sterminata... non ci credete?? Guardate queste foto fate oggi in pochi minuti.




Cima di pianta di fave che era infestata, si possono notare due larve di coccinella di cui la più grande, in centro, sta fissandosi per trasformarsi in adulto. Una larva in trasformazione è a destra in basso.



Larva in trasformazione su foglia di patata Vitelotte, che è stata ripulita dagli afidi verdi.




Coccinella in movimento su una cima che era infestata, sotto si trova una larva (pupa)



Questa poi è la più curiosa: è la mia bottiglia di acqua da bere che ho lasciato alcuni giorni sotto un mandorlo vicino ai pomodori. Il colore del tappo ha attirato molti afidi volanti, sterminati dalle larve di coccinella che potete vedere. Ci sono spoglie di afidi, esuvie di larve di coccinella che hanno fatto la muta, larve di coccinella di varie misure.
Come potete vedere, se si sfruttano adeguatemente le risorse che ci da' la natura si possono evitare tutti i fitofarmaci e mangiare verdure perfettamente biologiche.
Ora seminerò i fagiolini rampicanti (sono un po' in ritardo) sicuro che non li avrò invasi dai soliti afidi neri.
Con il permesso dell'autore, questa foto dal forum Agraria.org


Larva di coccinella a caccia di afidi - Foto di Flavio Rabitti


Una foto di oggi, 30 maggio:




due coccinelle, dopo una giornata di ronda sui miei pomodori, si concedono un po' di svago...

mercoledì 13 maggio 2009

Talee di pomodoro

di Paolo Basso

Con la talea è possibile ottenere piantine di pomodoro con le stesse caratteristiche della pianta madre e con un buon apparato radicale, che non ha nulla da invidiare a quello delle piantine da seme.
Può essere conveniente utilizzare questa tecnica per avere piantine per una piantagione più tardiva o per rimpiazzare delle piante danneggiate da parassiti o altro.
Per le talee si possono vantaggiosamente utilizzare le femminelle, specialmente quelle più basse. Io uso un sistema che ritengo molto comodo e semplice: piegando la femminella verso il basso, si stacca quasi completamente dal tronco della pianta restando però ancora attaccata alla corteccia.
Dopo qualche giorno la femminella sarà curvata verso l'alto ma alla sua base iniziano a formarsi delle radici, come si può vedere dalla foto.




Questa femminella può quindi essere messa in vasetto per radicare ulteriormente oppure piantata direttamente, proteggendola dal sole diretto.e tenendo ben umido il terreno.

Altro sistema è quello di staccare le femminelle e di metterle a radicare in acqua per circa una settimana. Una volta formate le radici si possono mettere in vasetto o piantate direttamente come detto prima.




In entrambi i sistemi conviene eliminare le foglie più basse delle femminelle.
Questo sistema di propagazione può anche essere utilizzato per ottenere semi in purezza. Si prelevano le femminelle da piante che hanno frutti conformi alla varietà (ma che potrebbero derivare da impollinazione incrociata) e si fanno piantine che poi verranno fatte fruttificare in posizione isolata.

Aggiornamento dopo 12 giorni

Questa è la pianta della prima foto, messa in vasetto e pronta al trapianto


Queste invece sono le talee messe in acqua:


lunedì 11 maggio 2009

Pomodori, un mese dopo

di Paolo Basso

Ed ecco la situazione ad un mese dal trapianto: i primi giorni c'è stato un abbassamento delle temperature, parecchia pioggia e le piantine sono state un po' ferme, ho anche spruzzato della poltiglia bordolese perchè qualche foglia iniziava ad essere aggredita dalla peronospora.

Poi è tornato il sole e temperature più miti, ho rincalzato le piante creando il solco centrale per annaffiare, tolto le femminelle e finalmente si iniziano a vedere i primi pomodori allegati.




Queste piante più scure sono la varietà Nuits Australes, un pomodoro dal colore scuro ma ottimo e con buona resistenza alle malattie




mentre queste più chiare sono la varietà Pisanello, pomodori rossi molto costoluti che lo scorso anno mi hanno reso bene.



Nel frattempo ho trapiantato piantine di altre varietà, sono semi appena ricevuti dagli scambi e che quindi non conosco ancora.
 

lunedì 4 maggio 2009

Condrilla

di Angelo Passalacqua



(chondrilla juncea L.) Fam. Asteracee-Composite

Una delle molte erbe misconosciute è la Condrilla, i cui nemerosi nomi dialettali variano da erba pizzuta, lattarella, lattugaccio, lattaiola, ginestrella fino alla grattarol(a) del mio paese. E' una pianta spontanea di ottima qualità, apprezzatissima dai conoscitori, purtroppo diventa sempre più rara, grazie sopratutto ai diserbanti dei contadini...

La condrilla è una pianta perenne, presenta la rosetta basale aderente al terreno, dai cui si stacca il fusto molto alto coi fiori gialli, simile a una ginestra o un giunco (juncea sta per "giuncata"). La pianta adulta vede la scomparsa delle foglia basali.  Le proprietà curative della condrilla vengono esaltate da Dioscoride nella "Materia Medica" del primo secolo dopo Cristo, anche se esse appaiano poco ortodosse alla luce dei nostri occhi moderni. Ad esempio, la radice masticata ed accompagnata dal vino contro il morso delle vipere... Non disponendo di siero, c'era poco da fare!  Il medico greco Galeno non conferma, limitandosi a segnalare la bontà della pianta in cucina, contrapponendo le dolci condrilla e lattuga alle cicorie selvatiche, più amare.


In cucina è molto usata la rosetta fogliare, tagliata al colletto, rispettando le radici la pianta rinascerà l'anno seguente. Ottima cruda in insalata, la rosetta viene cotta come solitamente s'usa e magari ripassata in padella. Il dolce sapore si apprezza anche solo lessandola e poi condita di sale e olio extra. Un'insolita bontà è adoperare le cime delle infiorescenze delle lunghezza di 10-15 centimetri, nettando a mano si impara a spezzare le cime affinchè siano tenere, lessandole in acqua assieme alla pasta e condendo il tutto col solito olio in cui avrete fatto appassire un pò di cipolla dolce.



Cime di condrilla. Da notare gli innocui peli di color rosso, assieme alle sfumature rossicce della pianta, evidente presenza di antociani



Le sue radici consentono la crescita anche tra le pietre, senza terra.


Eventuali link::

http://www.argonauti.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1900

http://luirig.altervista.org/schede/ae/chondrilla_juncea.htm

http://www.dipbot.unict.it/alimurgiche/scheda.aspx?i=26