mercoledì 30 settembre 2009

altri pomodori

Altri pomodori
di Angelo Passalacqua
Tutti gli anni mi ripropongo di limitare le varietà da coltivare ma, puntualmente, mi ritrovo con decine di pomodori "nuovi", per la maggior parte frutti di scambi dei semi. Per effetto di una semina tardiva, alcune varietà sono in ritardo nella maturazione.


Il Tondino giallo di Benevento si è dimostrato rustico, la pianta ha fatto un piccolo cespuglio, presumo verrà bene anche coltivato a secco, l'anno venturo.



Sapore tipico dei pomodori gialli, più dolce.


Il Tondino sardo si è rivelato molto simile ai tondini pugliesi, sia come sapore che come caratteristiche botaniche, presumo si presti alla conservazione invernale ed alla coltivazione "a secco".


Il Catanese ha sofferto per la stagione umida e la pioggia, la pelle non è dura come nei tondini, comunque la pianta non teme le malattie, il sapore è buono.


Il Re Umberto è quello che ha patito più di tutti la pioggia, quasi tutti i pomodori si sono spaccati, ripeterò la coltivazione il prossimo anno, coltivandolo a secco non dovrebbe avere problemi.


A maturazione completa è giallo, ma il White Rabbit è un piccolo pomodoro bianco, le dimensioni sono quelle dell'... uvaspina, la pianta a crescita indeterminata porta i frutti i numerosi palchi, non conviene togliere le femminelle. Sapore buono, pelle sottile, pochissimi semi.


Ho ricevuto i semi del White Rabbit da un seed saver italoamericano, assieme ad altre varietà tutte provenienti da Seed Savers Exchange, come le seguenti.


Il Black Plum è un pomodoro "nero", simile al Chocolate, rosso scuro, è di dimensione medio-grosso, la pianta è di crescita vigorosa, molto produttiva. Ottimo sapore, pelle sottile, un'ottimo pomodoro da insalata.



Il peso dei pomodori è attorno all'etto, quello a sinistra 130 grammi.


Concludo col pomodoro Green Zebra, credo sia "l'originale", visto da dove provengono i semi... Pianta a portamento cespuglioso, produzione non abbondante, sapore gradevole ma non eccezionale. Se può essere d'aiuto a districarsi tra green zebra ed evergreen, segnalo due links interessanti.

Link 
http://www.kokopelli.asso.fr/boutic/bou_list.cgi?codefam=tom&codesfam=ver&lang=

http://www.ingegnoli.it/negozio/index.php/sementi-da-orto/pomodori/pomodoro-da-tavola

sabato 26 settembre 2009

peperone Papaccella


Capsicum annuum    Fam. Solanacee

di Angelo Passalacqua


Un piccolo peperone dalle grandi qualità, merita pienamente il Presidio a lui dedicato da Slowfood. L'originale papaccella è di piccole dimensioni, non supera i 10 centimetri di diametro, quella di colore giallo. La varietà di colore rosso è sempre più piccola, quella in foto misura 8 centimetri.



Polpa spessa e carnosa edil sapore molto dolce sono le caratteristiche principali delle papaccelle napoletane, le imitazioni in vendita non sono all'altezza delle originali.



La pianta rimane di piccole dimensioni, nell'orto bastano 40/50 centimetri di distanza tra le piante, perchè cresce in verticale. E' una varietà molto resistente alle avversità, se necessario basta un pò di bordolese. La bacca è rotondeggiante, appiattita e costoluta. Come il peperone di Senise, non è un'unica varietà, i peperoni hanno forme diverse.



In tavola è apprezzato in molti modi, crudo, cotto come gli altri peperoni, ripieno e cotto in forno, conservato sott'aceto e sott'olio.

Qui ha affianco il Tondo "Bacio del diavolo", di cui parlerò in seguito.

Link:
http://www.presidislowfood.it/ita/dettaglio.lasso?cod=303

martedì 22 settembre 2009

pomodoro di Rotonda

Pomodoro gigante di Rotonda
di Angelo Passalacqua


Meno conosciuto della conterranea melanzana rossa, il pomodoro di Rotonda è un'altra variante del Cuore di bue, infatti non è raro che i pomodori differiscano nella forma, si passa dal costoluto ad un quasi Cuore. A Rotonda, comunque, è detto Cuor di bue.



Il peso dei pomodori lo classifica come pomodoro da chilo, ma molto facilmente si arriva al chilo e duecento! E' il migliore che abbia assaggiato, il sapore è ottimo, molto dolce, aromatico, molto polposo e con pochi semi. Il colore è un bel rosso, più chiaro nelle costolature. La pianta è a portamento indeterminato, occorrono sostegni robusti, cercando di farla crescere in verticale. Come produzione si dovrebbe dire bassa, ma una pianta che matura tre o quattro pomodori da sei, sette etti può definirsi tale?



Come potete vedere, l'interno è "pieno", molta polpa soda e, in proporzione, pochi semi.


Sì, proprio un'ottimo pomodoro!


AGGIORNAMENTO 11 LUGLIO 2012
di Roberta

Sono piccoli, ma buoni. Sono nati a grappoli di 4 o 5 pomodori. Questi sotto vanno da 80 gr a 170 gr.


Pomodoro 160 gr

A sinistra si vedono 6 tondini di Barletta
Pomodori di Rotonda a confronto

Altri pomodori di Rotonda a confronto

sabato 19 settembre 2009

pomodoro di Sorrento

Pomodoro di Sorrento
di Angelo Passalacqua
Alla ricerca di un pomodoro da mensa di dimensioni generose, ho coltivato negli anni passati il Chilo della Garfagnana e il Belmonte, quest'ultimo ha dimostrato di non adattarsi alla mia zona di coltivazione, in quanto il gusto non è soddisfacente. Il Garfagnana ha dato esito più positivo. Quest'anno ho provato il Gigante di Rotonda e il Sorrento. In questo post parlo del Sorrento.



Anche questa varietà è derivata dal Cuore di Bue, la pianta è alta e bisognosa di sostegno adeguato, viste le dimensioni dei pomodori, non ho avuto problemi di malattie. Il pomodoro è molto costoluto, il colore è rosa, il sapore eccellente. Occorre prestare attenzione alla raccolta, il pomodoro deve avere polpa soda, ritardare la raccolta fa si che il gusto acquisti un sapore scadente, come di inacidito.
La ricetta originale della mitica insalata caprese lo vede protagonista insostituibile, accanto alla mozzarella di bufala.



Concludo dicendo che coltiverò ancora questo pomodoro, anche se ritengo che la miglior varietà di questo tipo di pomodoro sia quello di Rotonda. Ne parliamo in seguito.

Link:

http://tasteofsorrento.sorrentoinfo.com/prodotti/pomodoro_sorrento_it.asp
 

mercoledì 16 settembre 2009

peperoncini piccantissimi

Sua Maestà il peperoncino
di Ottone



Il peperoncino appartiene alla Famiglia delle Solanacee ed al genere Capsicum. Deve la sua piccantezza ad una sostanza, la Capsaicina. E' una pianta erbacea o arbustiva, perenne nei luoghi tropicali ed equatoriali di origine, in Italia è coltivata spesso come annuale. Se viene però riparata d'inverno, sopravvive più anni anche da noi. E' stata introdotta in Europa dopo la scoperta dell'America, sua zona di origine.



Le specie maggiormente coltivate sono:
Annuum (ad esempio i calabresi)
Frutescens (ad es. il tabasco)
Pubescens (ad es. il rocoto)
Baccatum (ad es. gli aji)
Chinense (i più piccanti al mondo)
Vi sono poi innumerevoli specie di wild, quelli selvatici. Negli anni mi hanno sempre più affascinata, per varietà di sapore, piccantezza, profumo, colore, forma, bellezza...


E così ho incominciato a collezionarli, ogni anno coltivo una ventina di varietà diverse... E' un mondo incredibilmente vasto e seguito con interesse maniacale in tutto il mondo. Decine di associazioni, forum, siti che permettono lo scambio di esperienze, consigli, semi. I peperoncini delle foto sono alcuni di quelli da me coltivati, spero di aver solleticato la curiosità di molti...

Link:
http://www.pepperfriends.com/forum/index.php?act=idx


AGGIORNAMENTO DEL 03/10/2010 
di Claudia


Aggiungo un nuovo colore alla rassegna dei peperoncini più carini.
Vi presento, in tutta la sua magnificenza, sua maestà il Perla Nera.


Qui circondato da comuni ed ordinari peperoni
I primi fiori
I frutti
Secondo le mie fonti dovrebbero diventare rossi a maturazione.
Spero, altrimenti marciranno mentre io attendo.


domenica 13 settembre 2009

melanzana di Rotonda

Melanzana rossa di Rotonda
Solanum Aethiopicum

di Angelo Passalacqua

"Una melanzana? Impossibile, un pomodoro..." Questo è il commento di chi vede la piccola melanzana rossa, a Rotonda, in provincia di Potenza, è chiamata la melanzana a forma di pomodoro, mi permetto far notare che, quando è matura, ricorda un piccolo kaki.

Questa melanzana è d'origine africana, per l'esattezza dell'Etiopia, fu portata in Italia dai soldati di ritorno dalla guerra. La pianta è di piccole dimensioni, non si ibrida con le altre melanzane (solanum melongena), è estremamente robusta e resistente, persino la dorifora la attacca di rado. Il sapore della melanzana matura, color rosso uniforme senza le striature verdi, può dirsi appena piccante ma non ha nulla del peperoncino, naturalmente. Il profumo ha qualcosa del fico d'India molto maturo.


A differenza delle altre, della melanzana rossa si possono mangiare anche le foglie.

La conservazione delle melanzane vede lo stesso procedimento fatto al peperone di Senise, con ago e filo si preparano "serte" che vengono appese in luogo fresco ed asciutto. Ottima conservata sottolio, per l'uso fresco vi rimando al link.

Link:

http://www.biancoerossadop.it/

http://www.biancoerossadop.it/down/ricettario_melenzana.pdf

 Aggiungo due foto della melanzana arancione di Turchia, una varietà simile alla rossa di Rotonda.



Oltre che per il colore, differisce per dimensioni più contenute e polpa dal sapore più amarognolo.

 



http://www.youtube.com/watch?v=AsRW1I_rq1Y 


http://www.youtube.com/watch?v=EMoxzUZx5ng 



giovedì 10 settembre 2009

orto di casa

L'orto dietro casa
di Angelo Passalacqua

Le case dei contadini pugliesi, dette "masserie", avevano sempre vicino un'orto dove si coltivavano quelle piante di pregio che abbisognavano di essere irrigate. L'acqua si usava con parsimonia,  veniva presa dalla cisterna che custodiva l'acqua piovana e, prima dell'orto, doveva servire a tutte le esigenze di masseria e stalla.



La preparazione del terreno non differisce da quello dell'orto a secco, naturalmente qui si lascia una zanella sotto ogni pianta o si prepara un canale a livello inferiore al terreno per contenere l'acqua. Obbligatoria la pacciamatura con paglia di orzo o grano, per soffocare le infestanti e limitare l'evaporazione.


Questa è la melanzana Bellezza nera, l'unica presente nel'orto per evitare ibridazioni, le altre varietà le coltivo a distanza. I peperoni, invece, sono molte varietà, non conservo i semi di queste piante, ogni varietà è in orti lontani l'uno dall'altro con piante in numero adeguato.


Quadrato di Asti, Corno di toro, cornaletto, friarielli, San Salvatore sono le varietà che vedete in foto, mi spiace che siano ancora verdi al momento dello scatto!



Sono state necessarie due irrorazioni di bordolese, ne vedete le tracce sulle foglie.



Qui la pacciamatura è di portulaca...


.
.. assieme a farinello ed amaranto.



Non ho messo la foto capovolta, questi crescono all'insù...

domenica 6 settembre 2009

pomodori colorati

Pomodori di tutti i colori
di Paolo Basso

Come tutti gli anni alle solite varietà che coltivo aggiungo qualche altra ricevuta da scambi, queste sono alcune:



Questo è il Mac Pink, un pomodoro tondo di dimensioni medie, determinato quindi eventualmente adatto per vasi o per piccoli orti. Il gusto è buono, discretamente produttivo per le dimensioni della pianta.



Banana Legs, pomodoro giallo di forma allungata, pianta molto esile che però si carica di frutti, altezza sugli 80 cm. Il frutto ha la buccia spessa ed il gusto non è granchè, anche se qualcuno dei miei amici lo ha trovato ottimo. Sicuramente un gusto diverso dai soliti.



Evergreen: non l'ho trovato un granchè, ma ovviamente è un giudizio personale.
Pianta indeterminata, frutti medio piccoli a grappolo, soggetti al marciume apicale.


Ed ora alcune delle varietà che coltivo abitualmente:



Chilo della Garfagnana: un classico pomodoro bistecca, grosso e con pochi semi, ottimo anche se poco produttivo.



Nuits Australes: un pomodoro scuro, medio grosso, gusto ottimo da insalata, piante abbastanza resistenti alle comuni malattie fungine e discretamente produttive.



Brandywine Yellow: un pomodoro grosso, dal gusto particolare dei pomodori gialli, da insalata ma anche da provare per degli spaghetti al sugo di pomodoro un po' particolari.

venerdì 4 settembre 2009

Zucca spaghetti

Un piatto di spaghetti...dall'orto!
di Claudio Zalunardo 

Eccomi qua a raccontare la mia prima esperienza con la "Zucca Spaghetti" e a scrivere il mio primo post su questo bellissimo blog, ringrazio quindi Paolo per avermi invitato e saluto tutti quelli che ci partecipano o che lo leggono, per me è stata una bellissima scoperta!
Ma torniamo alla nostra "Zucca Spaghetti", prima di tutto per chi non la conoscesse dico che si tratta di una varietà di zucca dall'aspetto abbastanza anonimo, ma che durante la cottura la polpa si trasforma in una serie di spaghetti, da cui ne deriva appunto il nome.
Quest'anno è stato il primo anno che l'ho coltivata e quindi per me è stata una scoperta, forse anche per questo avevo un certo entusiasmo nel provarla, premetto che ad un certo punto la pianta si è seccata e quindi non so dire se la maturazione era giunta al punto giusto, sta di fatto che ne avevo diverse di belle gialle e quindi io e la mia compagna abbiam deciso di provare con la più piccola per vedere che ne veniva fuori, l'abbiamo prima bollita per 20 minuti nella pentola a pressione, poi tagliata a metà e una volta tolta la parte centrale contenente i semi abbiamo svuotato la rimanente polpa filamentosa, praticamente è rimasta solo una sottilissima buccia.
Da subito l'odore era più simile alle patate bollite che alla zucca, abbiamo messo gli "spaghetti" in una terrina e li abbiam conditi con olio d'oliva, prezzemolo, sale e un po' d'aglio, il sapore era molto buono, sempre simile alle patate bollite con un che di "vegetale", insomma non sarà una scoperta sensazionale, ma chi ama sperimentare sa quali sono le sensazioni della "prima volta"... dopo l'attesa per l'arrivo dei semi, l'attesa per la germinazione, il veder le piantine crescere, i primi fiori, i frutti che cominciano a formarsi e alla fine a maturare... il momento del piatto è sempre un momento speciale e mi piaceva condividerlo.


Piatto di Spaghetti ottenuti dalla Zucca

Aggiungo che dopo la prima prova ne ho mangiate altre, ovviamente quelle più grosse vanno bollite più a lungo, per dare un'idea quella più piccola pesava circa 700 gr e l'abbiam cotta in 20 minuti, una di più grande che pesava 2,5 kg ed è stata cotta in 45-50 minuti, credo pure che cotture più lunghe non creino disfacimenti eccessivi o problemi simili, perchè proprio ieri mi è capitato di cuocerne un'altra e di dimenticarla sul fuoco per quasi un'ora e mezza, il risultato non è cambiato.


La zucca spaghetti cucinata

Ho sentito dire che può esser condita col sugo come fossero dei veri e propri spaghetti e di conseguenza usata come primo piatto, io non ho mai provato, condita come ho descritto sopra diventa un piacevole contorno o un curioso antipasto.
Per quanto riguarda la coltivazione, è identica a quella della maggior parte delle zucche e ha una produttività di 3-4 zucche per pianta.