mercoledì 27 ottobre 2010

Sechium edule

La Zucchetta spinosa (Sechium edule)
di Paolo Basso

E' un ortaggio dai molti nomi, è anche conosciuto come zucca centenaria, per il numero dei frutti che può fare, chayote in Sud America, nome con cui è conosciuta anche la C.ficifolia .


Ne esistono parecchie varietà, tra cui una verde senza spine, ma la gialla delle foto è la più diffusa. La coltivazione è molto semplice, basta interrare parzialmente una zucchetta in primavera che questa emetterà una radice ed un germoglio, nei climi meno favoriti può anche essere precoltivata in vaso, per poi interrarla quando le temperature saranno più favorevoli.

Come tutte le cucurbitacee rampicanti vuole spazio, può essere fatta arrampicare su un vecchio albero o su una rete di recinzione, io ho utilizzato una scarpata molto ripida.

Anche il terreno deve essere permeabile e con molto humus, io ho scavato una fossa riempita di scarti vegetali qualche mese prima poi ho pacciamato molto in estate per mantenere l'umidità.

La pianta è cresciuta notevolmente per tutta l'estate, solo a settembre sono apparsi i primi fiori all'ascella delle grosse foglie, fiori maschili su un unico stelo




e fiori femminili singoli da cui si sviluppano le zucchine



La pianta è perenne in clima mite, nei climi più freddi si può proteggere  dal gelo le radici alla base del tronco con abbondante pacciamatura.

In primavera la pianta rivegeta ed anche i giovani getti possono essere consumati come asparagi.

La zucchetta può essere consumata in vari modi, io per ora l'ho solo fatta fritta a fette, ma ho letto di varie ricette, a Capo Verde, dove la chiamano Cristophine la fanno al forno ripiena di carne. Effettivamente da sola ha un gusto un po' anonimo...

Aggiornamento del 30 aprile 2011

Ecco come si presentano i nuovi getti una settimana dopo aver tolto la pacciamatura di protezione invernale sopra le radici della vecchia pianta:









 


AGGIORNAMENTO 16 NOVEMBRE 2012

Aggiungo al post di Paolo le foto e qualche altra informazione.


La zucchetta può risvegliarsi anche prima del dovuto, non è un problema, se non è destinata alla tavola si può conservare per la "semina".


Riempite con terriccio una scatola di cartone, mettete la zucca in posizione inclinata, i getti devono essere a pochi centimetri dal terreno perché le radici sbucano anche loro da lì.

   

Non si deve innaffiare, lasciate fare alla zucca, dovete dare acqua solo un mese circa del previsto interramento, prima tenere in luogo protetto.


Appena il clima lo consente si mette in terra, se la zucca ha radicato occorre aprire la scatola sul fondo e adagiare nella cavità ottenuta scavando a sufficienza. Fare la zanella attorno alla zucca ma tenendosi a distanza, il terreno a contatto del frutto deve bagnarsi ma l'acqua non deve ristagnare pena marciumi irrimediabili!


Questa è una centenaria non spinosa, gli aculei sono morbidi ed inoffensivi.

  

sabato 23 ottobre 2010

Agretti o Barba di Frate

(Salsola kali)

di Paolo Basso

E' una pianta della famiglia delle Chenopodiaceae, come il farinello o l'atreplice, abbastanza diffusa in natura in ambienti sabbiosi, sia costieri che alluvionali, in passato se ne utilizzavano le ceneri per ricavare soda  (da questo il nome specifico o il suo sinonimo S.soda)

In Romagna viene anche chiamata "lischi".



La pianta è annuale, ramificata con foglie sottili e carnose, fiori ben poco appariscenti a cui fa' seguito un frutto ad achenio che contiene un solo seme, che è praticamente un embrione come si può vedere da un frutto aperto:



Per questo motivo i semi non hanno molta durata, devono essere seminati entro la primavera e conservati in ambiente non troppo secco.

L'ideale è la semina in novembre, appena dopo la raccolta del seme, ma io ho seminato con buoni risultati anche a fine marzo. Le piantine resistono discretamente anche a qualche grado sotto lo zero, eventualmente possono essere protette con tnt nei climi meno favorevoli. Seminando in novembre si anticipa la raccolta a maggio, seminando a fine marzo la prima raccolta sarà a giugno.

Si semina molto fitto, 10-15 semi al cm di solco, io ho messo sopra uno straterello di compost per evitare il formarsi di una crosta avendo il terreno un po' argilloso. Distanza tra le file 30 o più cm per facilitare la raccolta, fatta tagliando le piantine con una forbice appena sopra dove lo stelo diventa verde. Così si possono fare due o tre tagli, prima che le piantine diventino dure col calore estivo.

Volendo si possono anche estirpare le piantine come viene fatto per quelle che si trovano in commercio vendute a mazzi.



Dopo l'ultima raccolta si rariscono le piante, lasciandone una ogni 20 - 30 cm per produrre il seme per la stagione successiva. Io ho tolto le piante proprio in questi giorni prima che seccassero completamente per evitare perdita di semi.

Devo ringraziare l'amico Francesco di Mantova per avermi inviato semi e istruzioni di coltivazione e Massimo di Perugia per le sue esperienze di coltivazione.

domenica 17 ottobre 2010

Zucca del Siam 2010

Zucca del Siam, coltivazione 2010
di Paolo Basso

Della mia prima esperienza nella coltivazione di questa zucca ho già parlato in un post di febbraio


Dato che come ho scritto è una pianta che cresce molto quest'anno ho pensato bene di farla arrampicare su una scarpata talmente ripida che non posso utilizzare in altro modo e in cui crescono dei terebinti ed un carrubo che quindi ombreggiano un po'.

Ho scavato due buche alla base, riempite di scarti vegetali ed ho messo due piante per buca visto che avevo fatto 4 piantine in vasetto nella serra. In una terza buca ho messo anche una zucchetta spinosa (Sechium edule) per utilizzare al meglio la scarpata.
 
 

Per tutta l'estate, anche grazie ad una buona disponibilità di acqua di sorgente grazie all'inverno piovoso, le zucche hanno vegetato molto, coprendo quasi completamente la scarpata ma senza fare fiori, nè maschili nè femminili.







In quest'ultima foto raro esempio di zucca "maritata" ad un'Agave...



Solo a fine settembre sulle punte delle piante, che erano risalite sino al camminamento soprastante, hanno iniziato a spuntare i primi fiori maschili, seguiti a breve da quelli femminili.


Ho lasciato crescere una sola zucca mentre le altre le sto raccogliendo pochi giorni dopo la fioritura, per consumarle come zucchine, Anche perchè nel frattempo ho tolto le trombette di Albenga ormai a fine ciclo.




Ho provato a farle grigliate, tagliate a fette un po' spesse e le ho trovate ottime, spruzzate con olio e limone. Le fette le avevo salate e lasciate a dare acqua per una mezz'ora, come faccio con le trombette.

giovedì 14 ottobre 2010

Patate nel fieno

Coltivare le patate nel fieno
di Massimo G.

Ho deciso di piantare patate nel fieno perché ho un prato circondato dal bosco, che avanzerebbe se l’erba non fosse tagliata ogni anno.
Utilizzo l’erba di almeno 3500 mt2  che taglio a luglio  e raggruppo in mucchi  di  1 mt di diametro per  1 mt di altezza circa, sparsi  su tutta l’area di sfalcio.
Dopo la raccolta delle patate   a settembre, prendo il fieno dei mucchi fatti a luglio e li porto nell’area della semina di circa 70 mt2,  formo tre mucchi paralleli tra loro  alti circa mt 1,20,   lunghi circa mt 6  e larghi  mt  2.
Cospargo l’intera superficie dei mucchi con della cenere di legna circa 6-7 kg. Il tempo di decomposizione senza altri interventi, dipende dall’erba, la mia è di  terreni  argillosi ricca di cellulosa, per vederla trasformata in terra servirebbero almeno 18-20 mesi , chi ha erba tenera di terreni ricchi di sostanza organica avrà  tempi di decomposizione  inferiori.
In ogni caso la mia erba rappresenta la condizione peggiore,   dal suo taglio  alla semina delle patate   trascorrono  circa 10 mesi  ( da luglio, a fine marzo aprile ).
Non importa comunque lo stato in cui si trova il fieno, è opportuno creare le condizioni perché questo  rimanga umido e ciò si ottiene posizionando i mucchi in zona semi ombreggiata, lo strato quanto più  spesso è,  tanto più  mantiene l’umidità, faccio notare che, lo sarà in misura maggiore vicino al terreno, in caso di siccità prolungata sarà opportuno controllare l’interno della massa , eventualmente bagnare.
Le patate  vengono infilate all’interno per  10,15  o 20 cm., sotto, di lato e sopra i mucchi, distanti 30-35 cm circa, poi uno può decidere diversamente in base alle sue prove,
Il terreno su cui  ho messo per  la prima volta il fieno non è stato lavorato in alcun modo, dopo  3 anni  nel 2010  ho tolto i resti degli anni prima per concimare piante da frutto, non interverrò più sulla coltivazione salvo tagliare l’erba  attorno ai mucchi.
In questa foto si vedono i mucchi

ed in questa il raccolto del 2009, acquisto 10 kg di patate da semina, quelle erano rosse e una cassetta di bianche.

Il mio terreno si trova a 850 mt. slm in provincia di Lecco e le varietà che coltivo sono quelle che sono disponibili nel consorzio agrario.

venerdì 8 ottobre 2010

Caigua

Caigua (Cyclanthera pedata)
di Paolo Basso



E' una cucurbitacea originaria del Sud America, veniva coltivata già dai popoli andini ed alcuni vasi della cultura Moche sono a forma del curioso frutto. Viene anche chiamata achocha o korila.e in inglese stuffing cucumber o sparrow gourd.

Se cercate in rete notizie di questa cucurbitacea trovate molto materiale sulle proprietà benefiche, diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) ed aumento di quello buono (HDL), effetto antinfiammatorio, ma poco o niente sulla sua coltivazione, sia nelle zone di origine che nelle nostre zone.
Per questo mi ha fatto piacere riceverne alcuni semi da uno scambio, da tempo mi ripromettevo di provare a coltivarlo da quando anni fa' se ne era parlato su un forum.
I semi sono neri, piatti e spigolosi, alquanto strani, però germinano facilmente e la pianta erbacea cresce rapidamente attaccandosi con i cirri a tutto quanto trova attorno. Io l'ho seminata in vasetto ai primi di maggio e l'ho trapiantata alla base di un muro a secco alto un paio di metri.il 20 maggio.
Erano 4 piante ed in breve hanno inziato a arampicarsi sul muro emettendo numerose femminelle. Ai primi di luglio avevano già colonizzato tutto il muro e la spalliera soprastante, in concorrenza con le zucche trombette piantate alcuni metri dopo.



Inizialmente hanno cominciato a fiorire i grappoli di fiori maschili, che attiravano numerosi insetti impollinatori ma nessun fiore femminile, solitario alla base del grappolo, sembrava crescere. Solo a fine luglio ho visto alcuni frutti



Altri sono cresciuti ad agosto ma solo da metà settembre, quando ormai tutti i fiori maschili erano sfioriti, hanno iniziato a crescere molti frutti come si vede dalla foto



Evidentemente è una pianta che abbisogna di un lungo periodo di caldo per fruttificare al meglio. I frutti dalla forma curiosa ( uno dei nomi della pianta, tradotto dall'inglese è zucca passero) si possono mangiare crudi quando non sono ancora completamente sviluppati, hanno un gusto simile al cetrolio e come i cetriolini possono essere conservati in aceto. I frutti maturi invece vengono cucinati con del ripieno, dopo averli privati dei semi. La polpa è poca ed il frutto quasi vuoto, nei paesi di origine si consumano anche le foglie, mi riprometto di fare la prova il prossimo anno con le piante in piena vegetazione.