sabato 29 ottobre 2011

Topinambur

TOPINAMBUR
Helianthus tuberosus L.  Fam. Asteracee

di Angelo Passalacqua



Oggi il sole è bravo e giusto
è tornato un pò indietro
ed è là che guarda col gusto
di guardar da vicino,
senza farli appassire, i suoi figliolini
topinambùr
ed essi davvero ne combinano, storie,
inventando tipi e raggiere di giallo e dovunque
mostrandosi con innocente sfacciata semplicità
che è dell'apparire e poi rapido sparire:
ma intanto oggi sono qua e sono là
sotto l'occhio benevolo di papà
e perfino l'aia  cent'anni fa
sulla concimaia  cinquant'anni fa
sbandierano carezze e cristalli gialli
disponibili a sazietà
fin nell'estrema valle  chissà

"Su, venite anche con me
all'osteria, a prendere un caffè".


Topinambùr e sole,  Andrea Zanzotto

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/10/21/news/l-addio-a-zanzotto-con-i-suoi-versi-1.1610972










Arrivò dall'America attorno al 1500 ed i suoi tuberi furono subito apprezzati su tutte le tavole d'Europa, a differenza della compagna di viaggio, la patata. Stretto parente del girasole, compariva anche in giardino, i bei fiori in cima a piante alte due metri.
 
 
Oggi è una pianta dimenticata, è facile vederla nei fossi lungo le strade che non negli orti. Se la piantate, non mettetela nel posto migliore, quello con la terra più fertile, meglio in terreno povero ma umido. Altrimente diverrà una "infestante".... Se lasciata crescere indisturbata, colonizzerà il terreno ma i tuberi regrediranno e rimarrano molto piccoli.
E' meglio raccogliere tutti i tuberi e riseminarli a giusta distanza.
 
 
 
Di forma molto variabile, hanno la buccia bianca o con striature rossicce, la polpa è sempre bianca. Fuori dal terreno si conservano per poco tempo, è bene raccogliere la quantità da utilizzare subito.


Grande virtù, il topinambùr non contiene amido (glucosio) ma inulina (fruttosio), non dà quindi problemi di glicemia
Si può gustare crudo, affettato sottile, cotto (poco) al vapore, bollito diventa una poltiglia poco invitante... Affettato e fritto, a mò di patatine. Io lo preferisco crudo e cotto sotto la brace, buonissimo! Ma in rete trovate molte altre ricette!
 
 
http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/topinambur.htm

martedì 25 ottobre 2011

Pomodori 2011

Pomodori 2011
di Paolo Basso


Oltre alle solite varietà che coltivo, Vesuvio, Chilo della Garfagnana e Chocolat, questa estate ho coltivato il pomodoro che Giovanna ha descritto nel suo post e di cui mi aveva dato i semi lo scorso anno.
Devo dire che si tratta di una varietà dalle caratteristiche positive, piante molto sane e vigorose, ben produttive e pomodori grossi e gustosi.




Come potete vedere dalle foto la pianta ha sviluppato 4 palchi prima che iniziassero a maturare quelli del primo, le piante poi hanno continuato a fruttificare per tutta l'estate e gli ultimi frutti li sto raccogliendo adesso anche se da settembre non annaffio più e ovviamente non ha mai piovuto.


Frutti grossi e regolari, polpa compatta.

Non ho dovuto fare trattamenti, anche grazie alla mancanza di piogge, solo del verderame alle piantine ancora in vasetto a prevenzione del marciume del colletto.

Altra novità, il pomodoro Chocolat ibridato probabilmente col Chilo della Garfagnana, come ho scritto qua


I pomodori sono abbastanza simili al Cherokee Purple ma la pianta è più regolare e produttiva e non tende a biforcare ad ogni palco come quest'ultimo.

Su una ventina di piante solo tre avevano caratteri non eguali, più simili al Chocolat normale, comunque mi sono fatto una bella scorta di salsa che io trovo ottima, anche se il colore è più scuro del solito rosso, Altra coltivazione da ripetere il prossimo anno...

venerdì 21 ottobre 2011

Gli Azzeruoli

AZZERUOLI E BIANCOSPINI
di Angelo Passalacqua



Gli antichi Greci chiamavano krataigos questo piccolo frutto selvatico, i Latini Crataegus.
Il capostipite della numerosa famiglia è il Biancospino





Questo piccolo frutto era apprezzato dagli uomini fin dalla preistoria, semi di biancospino sono stati ritrovati in molti scavi preistorici. All'epoca c'erano pochi frutti spontanei e questo, insipido e farinoso per noi moderni, doveva essere una leccornia!

Qualche secolo più tardi, coi frutti seccati al sole e macinati preparavano una farina per panificare, in purezza o miscelata ad altre. Per vedere riconosciute le preziose proprietà erboristiche bisogna attendere il 1800, epoca in cui era noto invece il vino di biancospino, profumato e molto alcolico!
Dai biancospini selvatici sono venute fuori molte altre varietà, dai frutti più grossi e con colori della buccia che variano dal giallo chiaro al rosso scuro, molte si riproducono spontaneamente da seme, altre il contadino ha imparato ad innestarle, portainnesto sempre il biancospino selvatico. In Puglia sono presenti più di 10 varietà e, secondo me, cercando se ne trovano ancora di "nuove", l'ibridazione tra le varietà è frequente.

Le azzeruole sono molto più saporite, i frutti arrivano anche a tre centimetri di diametro

A destra il grappolo di frutti di biancospini, al centro un'azzeruolo rosso e, a sinistra, la moscatella, l'azzeruolo bianco dai frutti più grossi. Una mela in miniatura, dal sapore gustoso ed un intenso profumo di moscato.
Dalle azzeruole si ricava un sidro veramente buono, garantisco per esperienza diretta!


un'altra varietà di azzeruola rossa...




...ed una gialla

La moltiplicazione da seme è consigliabile per il biancospino, la riuscita è limitata al 20/25 %, la crescita delle piante è abbastanza rapida all'inizio ma poi rallenta, come longevità può essere secolare, uomo permettendo...

Il biancospino può ricevere, oltre all'azzeruolo, nespolo di Germania, pero, melo, ecc.

I semi dell'azzeruola moscatella sono ritenuti sterili, cosa non vera perchè un lungo periodo di vernalizzazione li rende fertili, sempre nella percentuale suscritta.
In comune per tutte le varietà, una profumatissima fioritura primaverile.




http://www.dispaa.unifi.it/vp-113-l-azzeruolo-crataegus-azarolus-l.html 
http://www.dispaa.unifi.it/upload/sub/ricerca/progetti/frutt_minor/azz06.jpg 
http://www.dispaa.unifi.it/upload/sub/ricerca/progetti/frutt_minor/azz07.jpg 
http://www.dispaa.unifi.it/upload/sub/ricerca/progetti/frutt_minor/azz08.jpg 
http://www.dispaa.unifi.it/upload/sub/ricerca/progetti/frutt_minor/azz09.jpg 
 



domenica 16 ottobre 2011

Fagiolo Starazagorsky

FAGIOLO YIN YANG
di Angelo Passalacqua


Tanti nomi per questo singolare fagiolo, anche quello di Orca.

http://www.serralongas.it/dettagli.asp?sid=22769756720111016193812&idp=323&categoria=1



I colori "estremi" spiegano il nome di fagiolo yin Yang ma ricordano anche il manto dell'orca.




I semi a forma ovoidale sono diversi l'uno dall'altro. La pianta ha portamento nano, da me è risultata la più bassa che abbia coltivato finora, non è andata oltre i 35 centimetri in altezza, ramificando in lunghi steli sul terreno
 
 
Ho messo le piante tra due varietà di ortaggio che irrigavo regolarmente, i fagioli hanno apprezzato di condividere il terreno umido con le papaccelle ed i meloni
 
 
Le piante sono venute robuste e non hanno patito le malattie tipiche, tanti fiori si sono trasformati in lunghi baccelli pieni di semi.


Non posso dirvi nulla circa il sapore, naturalmente ero interessato ai semi... Dovrebbe essere un buon fagiolo da utilizzare secco ma anche un fagiolino mangiatutto, vi confermerò la cosa tra qualche anno!