lunedì 21 maggio 2012

Bietola da orto

Beta vulgaris var. cruenta  (esculenta)
di Angelo Passalacqua 



Molti la chiamano carota rossa ma questo ortaggio è una bietola, a differenza delle più conosciute di cui si utilizzano le foglie e le coste, qui sono le radici il punto di forza, però foglie e coste sono buone come le altre


Le varietà che coltivo sono la nera piatta egiziana, la detroit e la tonda di Chioggia 

 http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/bietoladaorto.htm


Differiscono per forma ed intensità di colore, la piatta ha forma schiacciata e colore molto scuro, è chiamata anche "paonazza", la detroit è rotonda con colore più chiaro, la tonda di chioggia è chiara e la polpa è caratterizzata dagli anelli alternati, bianchi e rossi


Semino due volte l'anno, quelle che vedete in foto sono state seminate in Settembre e quindi non sono state irrigate, la raccolta a fine Aprile con successiva risemina, naturalmente sempre nell'orto senz'acqua e sempre senza irrigare...


 http://www.informatoreagrario.it/ita/riviste/vitincam/11vc01/01021.pdf


Il gusto varia, personalmente ritengo la più buona la piatta egiziana, veramente squisita! Gli esperti dicono che mangiare bietole faccia un gran bene, specie all'intestino. A proposito, se ne mangiate dopo, in bagno, non spaventatevi se... vedete rosso! Non avete nessuna emorragia, anzi state benone!

 

mercoledì 16 maggio 2012

L'ALOE E LE ERBE OFFICINALI

cosmetici orticoli
di Roberta


Dopo una giornata di duro lavoro passata nei campi a tagliare verdure, a strappare erbacce e a giocare con la terra, raccogliamo nell'orto anche qualcosa che serva alle nostre mani logorate dalla fatica.

ALOE

Esistono tanti tipi di aloe "vera" che possono essere utilizzati ad uso cosmetico. Questa dovrebbe essere del tipo arborescens (le foglie - di media grandezza - si sviluppano lungo il tronco).

Sembra che ci siano più di quattrocento specie particolari di aloe vera.
Paolo, nel suo blog delle caprette, ce ne ha mostrate diverse: http://lecaprettetibetane.blogspot.it/
Io ho trovato un piccolo elenco che riporto di seguito:
  • Aloe Barbadensis
  • Aloe Aageodonta
  • Aloe Abyssinic
  • Aloe Amicorum
  • Aloe Arborescens
  • Aloe Broomii
  • Aloe Confusa
  • Aloe Corallina
  • Aloe Keayi
  • Aloe Laeta
  • Aloe Minima
  • Aloe Modesta
  • Aloe Namibrensis
  • Aloe Perfolliata
  • Aloe Silicola
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Queste piante sopportano il caldo e la siccità, ma non le temperature sotto lo zero.
Quest'anno, durante le poche settimane di vero freddo, le estremità delle foglie si sono bruciate. Il prossimo anno dovrò provvedere ad una copertura.

 La sua coltivazione funziona sia in piena terra che in vaso; ha però necessità di essere esposta al sole.
Le foglie sono carnose e mostrano al loro interno una gelatina densa, acquosa e semi-trasparente. Per estrarre la gelatina si raccolgono le foglie (da piante di almeno 3 anni di vita), partendo da quelle più basse. Non devono essere tagliate col coltello, ma devono essere asportate delicatamente, con le mani, con tutta  "la pellicola" che le lega al tronco.

 
Sembra abbia proprietà lenitive, emollienti, tonificanti, idratanti, rinfrescanti, nutrienti, addolcenti, rigeneranti, antiossidanti e cicatrizzanti.

ERBE OFFICINALI
Negli orti c'è sempre spazio per le aromatiche. Le più comuni sono generalmente: salvia, rosmarino, lavanda, timo, alloro, origano, camomilla e menta, oltre alle spontanee tra cui  possiamo elencare la malva e l'iperico, o altre meno presenti quali la calendula, il mirto, il ginepro, l'eucaliptus e l'elicriso.


http://www.elicriso.it/it/piante_medicinali/
http://www.erbemedicinali.eu/erbe.php

In primavera, dopo le abbondanti piogge, alcune erbe si sviluppano talmente tanto che andrebbero potate. Cosa fare delle quantità in eccesso che non utilizzeremo per condire i cibi o per far tisane?


La TINTURA MADRE è un'ottima soluzione. Cosa è?
È un macerato di erbe aromatiche, fresche, in una soluzione idro-alcolica, acqua e alcool alimentare (ovvero quello per fare i liquori che si trova a 95°). Questa soluzione (tra il 45% ed il 65% di alcool) riesce ad estrarre dalle erbe i principi attivi della pianta, che sono solubili sia in acqua che in alcool e a trattenerli per gli usi successivi.

Per una tintura al 50%, procedere nel modo seguente:
  • Preparare una soluzione di acqua (490 ml) e alcool (510 ml);
  • Predisporre diversi vasetti di vetro con dentro le erbe aromatiche. Versare la soluzione idro-alcoolica fino a coprire le erbe. Chiudere i vasetti, coprirli in modo da non far penetrare la luce all'interno e riporli in luogo chiuso, buio ed asciutto.
  • Smuovere la soluzione ogni giorno e dopo circa 2 settimane filtrare il tutto con un colino e una garza.
  • Il risultato sarà la tintura madre, da conservare in una bottiglietta etichettata con il nome dell'erba aromatica.
a sinistra: calendula - a destra: salvia

Finalmente siamo pronti per preparare il nostro cosmetico orticolo.
  • Prendere una foglia di aloe. Tagliarla lungo i bordi per togliere le spine ed eliminare il resto della parte verde con un coltello. 
  • Mettere la parte gelatinosa dentro ad un frullatore, insieme alla gomma di xantana (addensante gelificante proveniente dalla fermentazione del mais - si usa in cucina). Per 100 gr di aloe, usare 1,2 gr di gomma di xantana. 
  • Frullare per almeno 5 minuti.
  • Dopo avere ottenuto il gel, aggiungere 20 gr di tintura a scelta e frullare per qualche altro minuto. La tintura viene usata qui sia per conferire al gel le qualità della pianta utilizzata, che come conservante.
a sinistra: tintura di bacche di mirto - a destra: gel di aloe
  • Versare il gel dentro ad un contenitore (riciclato) da usare come dispenser. Si conserva per tre mesi in frigorifero.

Quale tintura usare:
- Tintura di salvia e/o timo e/o melissa e/o eucalipto - per mani molto rovinate e screpolate o come dopobarba;
- Tintura di rosmarino e/o lavanda e/o ginepro e/o mirto  - da distribuire sui capelli bagnati prima di asciugarli;
- Tintura di menta e/o lavanda e/o iperico e/o camomilla e/o eucalipto - per gel post scottature e dopo esposizione al sole;
- Tintura di lavanda e/o eucalipto e/o menta - per lenire il prurito da punture di insetto;
- Tintura di calendula e/o malva e/o camomilla e/o rosa e/o melissa e/o mirto per pelli sensibili ed arrossate.

venerdì 11 maggio 2012

Barba di Becco /2

Tragopogon porrifolius 

di Angelo Passalacqua 

Il primo post sulla Barba di Becco è di qualche anno fa, questo nuovo scritto è per mostravi un'altro utilizzo di questa pianta. E' una biennale, il suo ciclo cioé si completa a cavallo di due anni solari.




 Cresce spontanea in quantità ma io la semino nell'orto, nel terreno coltivato è più facile estrarre le radici e la loro pezzatura è maggiore.

 .

La scorzobianca selvatica ha radici lunghe trenta centimetri e più, il momento giusto della raccolta è la primavera, prima che la pianta accenni alla fioritura, farlo dopo dà radici dure e fibrose, immangiabili


Croccante e succosa, al taglio secerne un succo latteo, sotto la buccia la polpa è bianca. Il gusto è molto buono, ripaga della fatica della raccolta, se il terreno è in perfetto stato non se ne fà poi tanta...


Se volete provare, ora le piante stanno fiorendo, potreste approfittare e raccogliere i semi!



venerdì 4 maggio 2012

PIATTELLO (Hypochoeris radicata)

spontanee commestibili
di Roberta

Il piattello fa parte della famiglia delle composite (asteraceae).
Prende anche il nome di costolina, costa d'asino o giuncolina.

Si presenta con una rosetta basale formata da foglie che possono essere più o meno dentate ai bordi e presentare una superficie liscia o pelosa o leggermente bollosa. 

 http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=9277

Le foglie sono carnose, croccanti e di un bel verde, più o meno luminoso, a volte cerato, a volte spento dalla impercettibile peluria.



A differenza delle cicorie, quando deve fiorire, non cresce in altezza, ma rimane schiacciato a terra. Da questo aspetto, probabilmente, deriva il nome volgare di piattello. 

Il fiore, simile a quello del tarassaco, a petali gialli, si sviluppa allungando il gambo per una trentina di centimentri. 

Qui lo vedete nato in mezzo al cemento, tra le fragole di bosco:  indice che la vita ha la forza di nascere dappertutto. Il terreno si trova a 650 metri s.l.m. A questa altezza si riesce a trovare qualche piantina anche in piena estate, ma la zona è abbastanza umida. Segnalo che il terreno è argilloso e che questa piantina lo riempie quasi tutto, quindi nasce anche su terreni difficili.

La pianta è perenne. Dalla carnosa radice a fittone ogni anno si sviluppano più piante.



Sono commestibili sia le foglie (crude o cotte) che le radici (tostate ed usate come surrogato del caffè - non le ho mai provate). Suppongo che i boccioli, prima di aprirsi, possano essere utilizzati come i capperi, allo stesso modo dei boccioli del tarassaco.


Questa è la raccolta di foglie di piattello e di aglietti selvatici, nati nello stesso prato. 
La cosa più antipatica della raccolta è che le foglie sono spesso sporche di terra che la peluria trattiene morbosamente, insieme alle fogliette ed alle pagliuzze. In conclusione sono difficili da pulire.
Al taglio sviluppano il lattice che in poco tempo annerisce.

http://www.piantespontaneeincucina.info/documenti/schede_delle_principali_specie_della_tradizione_alimentare/hypochoeris_radicata.pdf

Questo è il prodotto finale della raccolta. Un'ottima insalata croccante ed aromatica, leggermente amara, ma non troppo.

A mio parere, questa pianta dà il meglio di sè consumata cruda. 
Può essere cotta insieme alla cicoria che contribuisce ad addolcire. Bollita per poco tempo, senza aggiunta di altre verdure, è gradita a chi non sopporta l'amaro della cicoria.