mercoledì 27 febbraio 2013

LA LENTICCHIA

Ervum lens

di Angelo Passalacqua

Una tra le prime piante addomesticate dall'uomo, ritrovata negli scavi archeologici risalenti alla Rivoluzione del Neolitico, citata più volte nella Bibbia, conosciuta dagli Egizi.


Nella sua lunga Storia la lenticchia ha conosciuto alti e bassi, basta pensare alle alterne simbologie attribuitele, dal mitico "piatto di lenticchie" in cambio della primogenitura alle nostre lenticchie beneauguranti dei Cenoni di Fine Anno.

http://pinodeluca.ilcannocchiale.it/post/2768627.html 


La dimensione dei semi suddivide le varietà di lenticchia in microsperma (seme piccolo) e macrosperma (seme grande), nella mia mano la più grande, la gigante di Altamura, e la più piccola, la lenticchia di Ustica. Anche se molte varietà italiane sono state sostituite da lenticchie canadesi, tante lenticchie locali sono, per fortuna, facilmente reperibili.

http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Progetti/R-Innova-P/Laghetti_4_6_2008.pdf 

  
A sinistra, la Gigante di Altamura, a destra la "rossa" di Ustica

http://www.fondazioneslowfood.it/pagine/ita/presidi_italia/dettaglio_presidi.lasso?-id=3562 

http://www.youtube.com/watch?v=uc3NFlbgocU 


Le celebri lenticchie di Colfiorito, di Castelluccio e di Onano non hanno bisogno di presentazione, la meno nota lenticchia di Mormanno si sta facendo conoscere dai buongustai

http://www.fondazioneslowfood.it/pagine/ita/presidi_italia/dettaglio_presidi.lasso?-id=3444 

http://www.youtube.com/watch?v=rk4oLoBJT8g 
  
 
Lenticchie gialle, verdi, rosse ed anche nere, come vedete nelle foto. A destra, la cicerchia maculata di cui parleremo in seguito...

  
Celebre per il suo lavoro di ibridatore dei grani, Strampelli si dedicò anche a selezioni di frutti, verdure ed anche legumi, tra cui delle lenticchie maculate che descrisse come "interessanti anche per una resistenza accentuata all'attacco dei tonchi". A destra, in basso vedete qualcosa del genere che ho trovato...


Qui sopra, a destra in fila verticale, quattro semi di Gigante di Altamura in compagnia delle lenticchie maculate.  Termino parlandovi di lenticchie che non sono "vere lenticchie", sono Ervum anch'esse come lo sono le Vecce


Anche questi semi furono addomesticati nel periodo del Neolitico, anche se non erano "innocui", prima di  mangiarli bisognava trattarli adeguatamente... Ma di Ervilia o Moco (Ervum ervilia,  mociarino) e Lenticchia di Soleto ne parleremo un altra volta!

Le lenticchie le semino a Dicembre, raccolto in Luglio-Agosto, la coltivazione non richiede particolari attenzioni eccettuata una rincalzatura, nessuna irrigazione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Lens_culinaris


sabato 23 febbraio 2013

PEPINO

CACIUMA-Solanum muricatum 

di Angelo Passalacqua


Udendo la parola Solanum il nostro pensiero va subito a pomodoro, patata e le tante solanacee che coltiviamo nell'orto ma questa Famiglia è molto numerosa, tante varietà note e tante sconosciute, commestibili e non.  La caciuma è più nota qui in Italia come pepino, melone pera, si può coltivare all'aperto nelle zone più calde, dove il clima non lo permette in vaso, da mettere in serra fredda in inverno, è questo il mio caso.

http://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_muricatum


Ho avuto due talee a Febbraio 2012, le piante sono cresciute senza problemi, la bella fioritura ha portato a maturazione due frutti (o meglio, ortaggi!) per pianta


All'inizio il "pomodorino" è di colore verde chiaro, crescendo compaiono le striature viola, i frutti arrivano a pesare un etto e mezzo e più, se la pianta ha pochi frutti la pezzatura è grossa, tenendo presente che è in vaso. Nelle informazioni reperite è consigliato di tenere in pieno sole, penso che ciò valga per piante in terra, io ho messo i vasi sotto al solito albero per evitare il sole rovente delle ore più calde, l'ombra è stata molto gradita.


http://fruitspecies.blogspot.it/search/label/Pepino  

 Molte sono le varietà di pepino, alle originali provenienti dal Sud America si sono aggiunte quelle australiane e neozelandesi, selezionate per frutti più grossi e di miglior gusto.

http://www.pfaf.org/user/plant.aspx?latinname=Solanum+muricatum 


Il sapore è a metà tra una pera ed un melone, gusto non molto dolce ma  profumato, aromatico. 

I semi sono pochi, non è consigliato utilizzarli per propagare le piante, la varietà degenera, è meglio usare le talee, ripetendo l'operazione ogni anno.

 

martedì 12 febbraio 2013

QUANDO SI SEMINA?

Tabella di germinazione e di crescita 
in base alle temperature del terreno


ORTICOLE


TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE
(°C)
TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA SEMINARE IN LUNA CALANTE O CRESCENTE?
AGLIO (bulbilli) 10 15-20 calante
AGRETTO 15 10-20 calante
ANGURIA 20 30 crescente
ARACHIDE 25 25 calante
ASPARAGO
(trapianto della radice)

15 calante
ASPARAGO 10 24 calante
BARBABIETOLA 5 29 calante
BASILICO 18 25 calante
BIETA 10 20 calante
BROCCOLETTO - CIME DI RAPA 10 10-15 crescente
CARCIOFO 25 15 calante
CARDO 25 15 calante
CAROTA 5 15 calante
CAVOLO BROCCOLO 20 10-15 crescente
CAVOLO CAPPUCCIO 20 10-15 calante
CAVOLO VERZA 20 10-15 calante
CAVOLFIORE 20 10-15 crescente
CAVOLETTO DI BRUXELLES 20 10-20 crescente
CETRIOLO 20 25 crescente
CICORIA DA FOGLIA 20 15-20 calante
CICORIA DA RADICE 20 15-20 calante
CIPOLLA (trapianto dei bulbilli) 20
non prima di aprile
15-20 calante
FAGIOLO 16 30 crescente
FAGIOLINO MANGIATUTTO 16 25 crescente
FAVA 10 15-20 crescente
FINOCCHI 20 15-20 calante
FRAGOLA
(trapianto)
10 15-25 calante
INDIVIA 20 15-20 calante
LATTUGA 20 15-20 calante
MAIS 15 35 crescente
MELANZANA 20 25 crescente
MELONE 20 25 crescente
OKRA 18 30 crescente
PASTINACA 5 20 calante
PATATA 25 15-20 calante
PEPERONE 25 30 crescente
PEPERONCINO 25 30 crescente
PISELLI e TACCOLE 5 5-15 crescente
POMODORO 15 25 crescente
PORRO 15 15 calante
PREZZEMOLO 15 15 calante
RAPA 15 20 calante
RAVANELLO 15 15-20 calante
RUGHETTA 15 15-20 calante
SCAROLA 20 15-20 calante
SCORZOBIANCA /SCORZONERA 20 15-20 calante
SEDANO 15 15-20 calante
SEDANO RAPA 10 15-20 calante
SPINACIO 10 15-20 calante
TETRAGONIA 20 25 calante
VALERIANA 15 15-20 calante
ZUCCA 20 25-30 crescente
ZUCCHINA 15 25-30 crescente


CIPOLLA - si semina in luna calante

varietà BIANCA semina trapianto raccolta
APRILATICA agosto-settembre
aprile/maggio
AGOSTANA DI CHIOGGIA gennaio-marzo
luglio-agosto
BARLETTA
(precoce)
febbraio-maggio
maggio-settembre
BIANCA DI MAGGIO
(precoce)
agosto-ottobre
maggio
BIANCA MARZATICA PRECOCE agosto-settembre
marzo
BIANCA di GIUGNO
(precoce)
settembre-novembre
giugno
IACCARINO tutto l'anno
tutto l'anno
POMPEI
(per sottaceti)
settembre-maggio
maggio-giugno

varietà ROSSA semina trapianto raccolta
 ROCCABRUNA agosto-ottobre
maggio-settembre
di TOSCANA settembre- maggio
luglio-agosto
di TROPEA LUNGA
(precoce)
settembre-aprile
maggio-giugno
di TROPEA ROTONDA
(precoce)
settembre-maggio
maggio-giugno
di GENOVA luglio-agosto
maggio-settembre
 SAVONESE luglio-settembre
maggio-settembre
di LUCCA
(precoce)
agosto

di ACQUAVIVA agosto


varietà DORATA semina semina (da - a) raccolta
GIGANTE DI STOCCARDA settembre-novembre
febbraio-marzo

giugno-luglio
RAMATA DI MILANO agosto-marzo
aprile-dicembre
DORATA di PARMA
(tardiva)
dicembre-marzo
giugno-agosto
BORRETANA marzo-maggio
giugno-agosto
PIATTA di BERGAMO febbraio-maggio
maggio-settembre
VALENCIANA TARDIVA marzo-ottobre
aprile-gennaio
VALENCIANA TEMPRANA marzo- ottobre
aprile-gennaio


CEREALI E SEMI PER OLI

temperatura minima di germinazione
GRANO 5
ORZO 8
SEGALE 8
AVENA 10
SEMI DI COLZA 10
ERBA MEDICA 10
BARBABIETOLA DA ZUCCHERO 12
MAIS 15
GIRASOLE 16
MIGLIO 16
SORGO 18


TEMPERATURA DI GERMINAZIONE PER PIANTE E FIORI
http://www.rareplants.de/shop/uploads/files_versions/table_sowing_months_www.rareplants.de.pdf



I dati precedentemente riportati sono indicazioni di  massima.


CHIEDIAMO A TUTTI UN CONTRIBUTO COLLABORATIVO ALLA MIGLIORE INDIVIDUAZIONE DI PIÙ PRECISE INFORMAZIONI
 IN BASE ALLA PROPRIA ESPERIENZA PERSONALE.



martedì 5 febbraio 2013

"Quindi se faremo qualcosa sarà in comune"

PER RICORDARE LE PAROLE DI PAOLO NEL PRIMO ANNIVERSARIO



Come ben sai facevamo parte di una associazione che aveva come scopo proprio questa diffusione della biodiversità, poi quando ne siamo usciti delusi abbiamo pensato che proprio utilizzando questo meraviglioso strumento che è internet era possibile fare qualcosa di positivo in tal senso.
Devo dire che se io sono stato lo spunto, poco o nulla avrei potuto fare senza l'esperienza e la passione di Angelo e poi di quelli che si sono uniti a noi, tu compreso. Lo scopo dello scambio è proprio quello di innescare una catena, come certe società commerciali a carattere piramidale, con la differenza che qua non ci guadagna chi sta al vertice della piramide ma tutta la base
Io sono uno di quelli che acquistava piantine F1 al vivaio, per comodità, ora mi faccio le piantine e ogni anno provo nuove varietà, devo dire che questo blog è servito molto anche a me.
Paolo - 08/01/2011


... alla fine mi sono convinto che il sistema migliore è lasciar fare alla Natura, senza seguire tecniche particolari (biodinamico, sinergico ecc.) o calendari lunari.
Paolo - 6/02/2011

 
Io ho parecchio terreno, un fisico da buttare eppure non ho mai usato la motozappa. Ne avevo una anche abbastanza potente, che usava mio padre per una lavorazione leggera sotto gli ulivi contro le infestanti e l'ho regalata. Ho cintato l'uliveto, messo le caprette nane ed ora ci pensano loro, anche a concimare...Armiamoci quindi di forcone, rastrello, un secchio per raccogliere le pietre, un altro per radici e residui vegetali ed iniziamo.
Paolo - 6/02/2011


Le prime piantine di pomodoro le ho fatte con semi che mi hanno inviato degli amici francesi, ne ricordo qualcuno: Cherokee purple, Nuits Australes, Amana pink, e altri quattro.
Ora ho messo invece le mie solite più il Pisanello e un Pomodorino Vesuviano.
Paolo - 23/04/2008

Per coltivare ortaggi in quota conviene avere una piccola serra o un cassone dove allevare piantine anticipate. Per i semi non ci sono problemi, entro fine anno metteremo un elenco dei semi disponibili, ovviamente in quantitativi da amatori, non commerciali. E ovviamente gratuiti...
Paolo - 28/11/2011


Proprio oggi ho seminato in contenitori multipli delle Puntarelle di Maggio e di Galatina, vedremo cosa faranno in questo periodo... al limite ci faccio la frittata.
Paolo - 24/03/2009


Non conosco quel particolare broccolo, io con le varietà che coltivo mi comporto così per conservare i semi. Taglio il broccolo principale per la cucina, poi lascio crescere e andare a fiore i ricacci di una o due piante.
L'importante è che quando vanno in fiore non ci siano altre varietà di cavoli in fiore nelle vicinanze per evitare ibridazioni.
Paolo - 25/03/2010


Sto vangando un pezzo d'orto che non coltivavo da qualche anno, ho trovato una pianta che mi ha molto incuriosito: sicuramente una rucola, l'ho assaggiata e sembra quella coltivata, ma con fiori gialli. Radice a fittone bianca, vegetazione bassa e compatta, una bella rosetta aderente al terreno, solo gli steli dei fiori si elevano, ma sono sottili e i fiori non molto grandi, gialli.
Ora l'ho messa con la radice in acqua, per far maturare i semi, qualche foglia l'ho messa nell'insalata.
Gli esperti (uno a caso...) sanno di che rucola si tratta??
Paolo - 21/03/2009


Certamente, già quest'anno con lo scambio di semi ho ricevuto nuove varietà che sto' provando.
E non solo pomodori, anche qualche pianta strana come piace a me...ad esempio il karkadè, che ha già i fiorellini    ; - ))
Paolo - 12/05/2009


Sono in vacanza in Corsica e sto mangiando i pomodori del Vesuvio che ho raccolto prima di partire.
Ciao a tutti
Paolo - 22/06/2009



Si inviano volentieri anche a chi ha poco o nulla da scambiare, ma sempre nei limiti e con cortesia. Non ha senso chiedere molte varietà quando poi in un orticello più di quel tanto non si riesce a coltivare.
Lo scopo dello scambio di semi è quello di contribuire alla diffusione di  varietà antiche o locali, non di far concorrenza a Ingegnoli... chi riceve dei semi è impegnato moralmente a diffonderli a sua volta, c'è scritto chiaramente.
Paolo - 18/01/2011


Anch'io ho parecchie varietà nuove, quelle che meritano o che hanno caratteristiche particolari ne farò una descrizione e metterò i semi a disposizione.
Fai qualche foto dei tuoi, così la mettiamo sul blog con qualche nota caratteristica.
Quest'anno ho coltivato il famoso "etrusco" di cui mi avevi inviato i semi, lo trovo ottimo anche se si fa' fatica a tenerne i semi, non ne ha quasi...
Paolo - 10/07/2009


Il melone "maritato"... il termine maritato si usa quando una pianta rampicante è fatta crescere su un'altra, ad esempio le zucchine trombette su un albero, la vite sui gelsi come si usava una volta.
Trovo molto bello questo vecchio termine, maritato, rende bene l'idea, come due sposi che si abbracciano...
Sono vecchie terminologie che è bene non vengano dimenticate.
Paolo - 30/07/2009


Credo che dovrò mettere qualche pianta anch'io, non l'avevo mai visto e stavo pensando a coltivare qualche melone piccolo il prossimo anno, un melone-porzione.
Paolo - 21/08/2009



Ieri ho fatto la marmellata con i tamarilli, li ho lasciati maturare bene sinchè non hanno iniziato a raggrinzire, hanno una pelle molto dura.
Poi tagliati a metà li ho cotti in pentola a fuoco lento, aggiungendo 1/2 litro d'acqua all'inizio.  Quando erano ben rammolliti li ho passati col passaverdura, aggiunto 800 gr. di zucchero per kg e dopo una mezz'ora di cottura a fuoco lento l'ho invasata.
Stamattina a colazione il test, confettura densa, adatta per fette biscottate, gusto decisamente buono, unico difetto, a considerarlo tale, una granulosità residua dovuta ai semi e pellicine tritate parzialmente dal passaverdura. Ma niente di fastidioso, meno dei semi in quella di fragole.
Della serie conserve strane, dopo quella fatta con i Guava fragola ...
Paolo - 18/01/2010


Si certo, quando a un rubinetto che gocciola si formano candele di ghiaccio... oppure gela la superficie del laghetto. Proprio perchè da quando c'è il laghetto non è mai gelato, per questo dico che sono almeno 5 anni.
Ma ricordo anni che gelava l'acqua degli abbeveratoi dei conigli, almeno questo riscaldamento globale qualche vantaggio ce l'ha.
Paolo - 11/12/2009


Anzitutto ringrazio chi mi ha inviato i semi, magari dimmi anche il tuo nome perchè ho effettuato numerosi scambi e non riesco a trovarlo.
Sono contento che sia di origini trentine visto che il 50% del mio DNA proviene dalla Val di Fiemme, sudtirolese da parte di mamma e ligure invece di padre.
I semi li ho tenuti tutti, li metterò certamente in lista, confermo che è ottima avendo fatto anche oggi un risotto (sono a dieta per via della cistifellea...) mettendone parecchia, il resto proverò al forno.
Paolo - 28/01/2010


Spero che il buon Olmi mi perdonerà se ho parafrasato il titolo (L'albero dei broccoli) del suo capolavoro, con cui ha vinto la Palma d'Oro a Cannes nel '78, ma è un film che mi ha colpito molto, e lo trovo vicino allo spirito che anima questo nostro blog.
Sopratutto ricordo il nonno, che teneva al caldo nella stalla la semina anticipata dei pomodori, per metterli poi al sole di giorno, pomodori che vendeva poi al mercato come primizie...
Paolo - 14/01/2011


Vorrei fare un po' di chiarezza, io sono stato interpellato probabilmente perchè titolare di questo blog, che evidentemente è piaciuto, ma la maggior parte dei contributi è dovuta all'esperienza di Angelo, oltre che di altri.
Non si tratterebbe di un impegno con scadenze, anche perchè quando sono andato in pensione ho deciso di evitarle, ne avevo già tante prima...


Quindi se faremo qualcosa sarà in comune, io so bene di non essere all'altezza di fare quanto mi si chiede da solo. Per ora ho solo delle idee, con un po' di pazienza e fortuna potremo realizzarle entro la fine di questa stagione di coltivazioni.
Paolo - 04/05/2010






                CIAO PAOLO                     PAOLO                    ANIMA SALVA   



venerdì 1 febbraio 2013

MIRTO

Myrtus communis
di Francesco e Roberta

Il Mirto (Myrtus communis) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Myrtaceae. Ha portamento eretto ed è molto ramoso. Gli individui vetusti raggiungono i 3 m di altezza.


Le foglie si presentano coriacee e di forma ovata-lanceolata con apice acuto, attenuate alla base, uninervie, generalmente glabre e di aspetto tipicamente lucido, di un bel verde scuro nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore, fittamente punteggiate di ghiandole e molto aromatiche.

I fiori sono profumati, con peduncoli di 15-25 mm, sepali ovati ad apice acuto, e petali bianchi di 7-15 mm di diametro, da sub-orbicolari ad obovati, generalmente ciliati. Stami di 6-10 mm ed antere gialle. Stilo filiforme di 2-14 mm, stimma breve e tronco.

Il frutto è una bacca di 6-10 x 6-8 mm, da ellissoide a sub-globosa, sormontata dai residui del calice, glabra, di un intenso nero-azzurro e cosparsa di pruinosità bianco-azzurrognola. Semi numerosi di 2-3 x 2 mm, reniformi, leggermente rugosi, da bruni a color avorio.

Si tratta di una specie particolarmente variabile, di cui sono state descritte molte sottospecie e varietà che però non presentano caratteri morfologici sufficientemente stabili da permettere un loro riconoscimento.
Quando si parla di MIRTO viene a tutti in mente la Sardegna, dove, in effetti, questa pianta è particolarmente presente e valorizzata, rispetto ad altre regioni. È comunque un arbusto diffuso in gran parte dell’Italia mediterranea (dai 0 ai 500 m s.l.m.), di cui ne costituisce la macchia mediterranea e la gariga costiera.

Del Mirto si consumano le foglie (periodo balsamico giugno), i fiori (la fioritura avviene durante l'estate) e le bacche (che maturano da Settembre e persistono sulla pianta sino a Dicembre-Gennaio, quando solitamente si raccolgono).

Nella foto seguente vedete l'arbusto coperto da una  rete arancione per evitare che le bacche vengano divorate dagli uccelli.

 

In questo modo, oltre a garantire una buona ed abbondante raccolta, le bacche vengono protette dal vento (che in questa zona è particolarmente dirompente) e si concede loro un periodo più lungo di maturazione, per farle diventare più carnose e succulente.



La foto sottostante mostra un "albero" di mirto che presenta pochissime bacche.


Ciò nonostante, nella prima settimana di Gennaio, presentava già i primi boccioli.... scherzo di un inverno non particolarmente rigido.


E queste sono le bacche viste da molto vicino, di colore blu scuro, ma solo in superficie, perché all'interno il colore è di un avana chiaro.


Per raccogliere le bacche si possono usare le mani, stando attenti a raccoglierle una ad una ed a riporle in un contenitore, o si può usare questo attrezzo (chiamato "manina") che nella foto viene rappresentato di sopra e di lato.


È conveniente usarlo soprattutto quando bisogna raccogliere molte bacche. Se l'arbusto è solo uno ed è piccolo si fa prima ad usare le mani.
Quando si smuovono i rami, le foglie emettono un profumo meraviglioso ed indescrivibile, molto balsamico (considerate che il mirto fa parte della stessa famiglia dell'eucalipto) e rilassante.


Come per ogni cosa, la pratica aiuta. Conviene aiutarsi con tutte e due la mani: con una si regge lo strumento e si pettina il ramo, con l'altra si aiuta il ramo, nella parte posteriore della manina, ad uscire dalla griglia, senza troppo impeto. In questo modo si evita di strappare i piccoli rami e le foglie.


Infatti, da come si vede nella foto di sopra, è possibile raccogliere solo le bacche lasciando le foglie sull'albero.

Dopo la raccolta si procede alla pulitura di ciascuna bacca, presa una ad una:
  • eliminare il fiore secco ancora attaccato alla bacca;
  • togliere il picciolo se presente (in genere rimane attaccato all'albero durante la raccolta;
  • eliminare le foglie cadute.
È sicuramente l'operazione più noiosa da fare.


Nell'immagine di sopra potete vedere a sinistra le bacche appena colte e a destra quelle pulite.


Dopodiché si mettono in una ciotola piena di acqua per il risciacquo e si versano nel contenitore destinato all'infusione, per la preparazione del LIQUORE DI MIRTO.

Quello che vi descriverò, oggi ed in seguito, è una ricetta che esula dalla prima infusione che avviene solamente immergendo le bacche unicamente in alcool etilico puro al 95%. Non me ne vorranno i puristi degli alcolici fatti in casa!!!


Questa ricetta prevede una infusione trattata alla stregua delle tinture madri, ovvero infusione di erbe balsamiche che avviene parte in acqua e parte in alcool, in modo da estrarre tutti i componenti diluibili sia in alcool che in acqua.

L'infusione della foto di sopra è stata fatta in questo modo:
  • 400 gr di bacche di mirto
  • 500 cl di alcool etilico 95%
  • 450 cl acqua 
Il contenitore utilizzato per l'infusione è una pentola a pressione che verrà debitamente chiusa ermeticamente con il suo coperchio. In questo modo si eviterà un'eccessiva perdita di  acqua e alcool tramite evaporazione e si riuscirà più agevolmente a scuotere l'infuso di tanto in tanto, semplicemente agitando la pentola.

Lasciare in infusione per 6 mesi

Nell'attesa, raccogliere altre bacche e le foglie, sciacquarle e metterle a seccare:
  • le bacche in frigorifero, in una bustina di stoffa;
  • le foglie all'aria.


LE FOGLIE:
  • Una volta secche si possono tritare ed usare come polverina per aromatizzare gli alimenti;
  • Sia fresche che secche si possono usare per fare tisane e decotti;
  • Usate come decotti sono un valido aiuto per raffreddori, bronchiti  e infiammazioni generali delle vie respiratorie. Si può aggiungere una foglia di alloro che ne intensifica l'effetto, soprattutto in caso di febbre;
  • Usate in infusione diventano un astringente intestinale ed antiemorragico;
  • I rami interi si possono usare su vassoi (se di sughero è meglio) per adagiarvi arrosti e formaggi.

LE BACCHE:
  • Possono essere usate, sia fresche che secche per fare ottime tisane e decotti. Colorano la tazza di un leggero viola, molto scuro. Prima di metterle in infusione è necessario pestarle per aprirle. Io uso un pestacarne su un tagliere di legno.
    Sono buone per la digestione e fenomeni di reflusso ed anche per raffreddori e febbre, alla stregua delle foglie;
  • Essiccate, private dei semi e tritate, vengono polverizzate ed utilizzate per aromatizzare piatti di carne e ripieni;
  • Appena colte sono utilizzate per il confezionamento di marmellate di mirto o a base di mirto, nel secondo caso in associazione con altra frutta e scorze di agrumi. 

I FIORI:
  • I fiori hanno un aroma molto forte ed intenso ed andrebbero miscelati ad altri alimenti, come ad esempio la ricotta o creme da mettere su crostini. Si possono aromatizzare olio ed aceto.
    "Molto forte ed intenso" significa che potrebbero nauseare, per quanto è spiccato il loro aroma.
  • Nel medioevo, con i fiori si preparava L'ACQUA DEGLI ANGELI, per un  impiego fitocosmetico e di profumeria, avendo questi spiccate proprietà tonificanti ed astringenti per la pelle.
    Noi potremmo preparare una tintura a scopo cosmetico:
    http://amicidellortodue.blogspot.it/2012/05/laloe-e-le-erbe-officinali.html

PROPRIETÀ:
http://www.erbeofficinali.org/dati/q_scheda_res.php?nv_erba=MIRTO

A Telti (in provincia di Olbia-Tempio) ogni anno, nella terza settimana di settembre, viene organizzata LA SAGRA DEL MIRTO. È possibile assaggiare, oltre ai dolci sardi preparati con mirto e marmellata di mirto, anche il gelato al mirto.