domenica 30 agosto 2015

I CEREALI 7 - GRANO

Grano / 5

di Angelo Passalacqua

Ultimo appuntamento per il viaggio di riscoperta dei grani antichi, a questo punto devo però creare una "data" di partenza per distinguere le varietà di cereali "antiche" dalle "vecchie", usando la data simbolica del 1915, giusto un secolo fa. In questa scheda vediamo apparire i primi grani "ibridi", frutto di incroci fatti direttamente dall'uomo e non più selezioni fatte in campo dai contadini. Ovviamente questi incroci sono cosa ben diversa dai semi "F.1", attenti a non fare conclusioni errate ed affrettate! E qui incontriamo un personaggio essenziale ed il suo prezioso lavoro di cercatore di semi in tutto il mondo, la prima e tuttora insuperata Banca dei Semi, Vavilov   

Non vi parlerò di Vavilov e nemmeno di colui che è ritenuto il padre dei grani italiani, Strampelli, vi lascio alla lettura di alcuni testi, uno , due . Mi preme sottolineare che Strampelli riuscì ad incrementare le rese dei raccolti incrociando grani con varietà selvatiche di graminacee, facendo sì che le piante non si ammalassero, "facendo crescere due spighe dove ne cresceva una", come è scritto su una lapide. E che non divenne ricco con i suoi grani, rinunciò a mettere brevetti perchè "ero già pagato dagli Italiani per il mio lavoro".




Partendo dal Rieti originario creò centinaia di nuove varietà, in pratica il seme giusto per ogni terreno, sempre con tecniche "naturali", addirittura anche il primo triticale, incrocio tra un grano tenero e una segale (TRITIcum+seCALE) con semi fertili, a differenza dei triticali moderni. Qui la scheda del Terminillo 

Ma Strampelli è conosciuto molto più per la paternità del grano duro Senatore Cappelli, quello che per tutti è sinonimo di grano antico, pur avendo "solo" un secolo di vita. Dal Cappelli gli eredi ibridatori di Strampelli hanno ricavato decine di incroci, anche il famigerato Creso  che è considerato il primo ogm e che ha dato gratificazione economica a parecchie persone. E qui vedete come si continui ad incrociare anche oggi Creso, eredi del Cappelli ed una graminacea selvatica resistente alle malattie! (Ma non erano gli ogm che dovevano salvare il mondo?)




Tre grani teneri una volta molto diffusi nel Centro Italia, ora riscoperti per farci il "pane d'una volta" ed altre delzie, come queste
Il Solina ed il Frassineto  

Ultimo capitolo, la pretesa miglior resa delle varietà moderne è informazione inesatta, purtroppo confermata da agricoltori biologici poco attenti, se seminiamo il seme "giusto" nel terreno adatto avremo il miglior risultato ottenibile a parità di condizioni, i grani antichi non vogliono concimi (controproducenti perchè favoriscono l'allettamento!) e diserbo, producono quindi grano più sano e dal prezzo di produzione di almeno la metà del grano "convenzionale", che però ha bisogno indispensabile di concimi chimici, diserbo ed altro che bisogna comprare e distribuire con ripetuti passaggi col trattore!

E chiudo confermandovi che è possibile produrre grano "naturale" senza concimi chimici o biologici con rese di 40 quintali per ettaro ed oltre, per esperienza dimostrabile personale!




Cinque ettari di terra, 13 quintali di seme, raccolto di 198,60 quintali.







Quindi una resa di 3,972 tonnellate per ettaro. Per confronto, leggete qui

 
 

sabato 15 agosto 2015

GLI AMICI TUOI

BUON COMPLEANNO 

"Una donna va da Buddha: suo figlio è morto e lei è disperata.
E' vedova e non può avere altri figli.
Il suo unico figlio è stata la fonte di tutto il suo amore e della sua attenzione.

Buddha le sorride e le dice: Vai in città e cerca alcuni semi di senape
in una casa in cui non sia morto nessuno.

La donna si precipita in città, va di casa in casa. E trova sempre la stessa risposta:

Possiamo darti tutti i semi di senape che vuoi, ma non alle tue condizioni perché
nella nostra casa sono morte molte persone.

Ovunque si ripete la stessa storia, ma la donna continua a sperare, ci deve essere una casa che non ha conosciuto la morte. E così gira per tutto il giorno.

Al tramonto pensa: La morte fa parte della vita. Accade. Non è qualcosa di personale,
non è una calamità, non è accaduta a me soltanto.

Ritorna da Buddha.
"Dove sono i semi di senape?" le chiede Buddha.

Lei sorride e cade ai suoi piedi: "Vorrei conoscere ciò che non muore mai. Non voglio più 
che tu riporti in vita il mio bambino, perché se anche lo facessi risorgere, morirebbe di nuovo. Insegnami, Maestro, ciò che non muore mai. Fa che io lo possa trovare dentro di me.
                                                                                      Osho Rajneesh 

https://www.youtube.com/watch?v=p0_n7HvQ860 

" Ho ereditato la terra che aveva mio padre..."
                             Roberto Vecchioni, "Gli Amici Miei" 

 
 Quando muore la carne
l’anima cerca il suo posto
dentro un papavero
o dentro un uccellino.


 Quando muore la carne
l’anima cerca il suo centro
nello splendore di una rosa
o di un nuovo pesciolino.

 Quando muore la carne
l’anima cerca la sua meta
nei misteri del mondo
che le ha aperto la finestra.
                     
             Rin del Angelito, trad. andino


Ciao Paolo, gli Amici tuoi sono sempre qui a festeggiare con te. Ci conforta sapere che, da quando sei partito, la tua anima  sia nelle tua amate piante e tramite esse tu sia presente nella casa di ognuno di noi. Tramite la tua amata Valeggia continui il viaggio, dopo essere stato da Vladimiro sei arrivato da me, cresci vigorosamente, nonostante la neve inattesa di Aprile. Questa volta sei stato più forte di lei....

Il tuo Amico Angelo