martedì 15 settembre 2020

POMODORO FIASCHETTO GIALLO

Pomodoro fiaschetto giallo 

di Angelo Passalacqua 

 

Ultima novità del 2020, anche questo pomodoro proviene dalla Valle d'Itria 



E' un pomodoro da serbo invernale, le bacche hanno una buona pezzatura, la buccia spessa fa presagire una lunga conservazione, come il celebre pomodoro tondo giallo d'inverno 



I grappoli sono ideali per la realizzazione della "catena", i pomodori al filo della tradizione 




Ho coltivato le piante come mio solito, per valutare la rusticità e la resistenza, niente aiuti eccetto una minima irrigazione. Purtroppo le piante hanno mostrato una estrema sensibilità alla peronospora, che ne ha bruciato la vegetazione. 

Ho comunque raccolto i semi e proverò la coltivazione in seccagna, sono sicuro che andrà molto meglio, senza problemi 


La buccia dura limita il consumo fresco ma è facile eliminarla, basta tuffarli pochi secondi in acqua bollente e pelarli, il sapore è ottimo, da "vero pomodoro", appena acidulo se ben maturo e profumato. 

 

lunedì 14 settembre 2020

FICO CIPOLLA

 

Fico cipolla 

di Angelo Passalacqua 

 

 

La mia ricerca di frutti "antichi" è piacevolmente fruttuosa (è proprio il caso di dirlo!) nei tanti orti abbandonati sulla Murgia, numerose le varietà di fico presenti 


Il fico cipolla è una varietà un tempo molto diffusa, ora è da amatore per le sue caratteristiche particolari che scopriremo presto. E' una varietà unifera, produce solo fichi a maturazione settembrina 



Di generose dimensioni in tutte le sue parti, iniziando dalle grandi foglie pentalobate per la maggior parte ma anche trilobate. 




I grossi fichi arrivano anche 200 grammi di peso, un grosso handicap è la maturazione molto rapida, un frutto immaturo al mattino presto è maturo a mezzogiorno ed inacidisce alla sera... 


Per questo motivo la coltivazione è stata abbandonata, non è un fico che possa andare molto lontano dall'albero, va mangiato sul posto o, al massimo, a casa 




La buccia verde striata di rosso violaceo, la polpa è di colore rosso scuro, il sapore è molto dolce ma non "mieloso", anche la "lacrima" che fuoriesce dall'ostiolo è di colore rosso 



Un fico diverso, anzi "bio-diverso" che non può mancare nel frutteto pugliese! 

 

sabato 12 settembre 2020

POMODORO DI CEGLIE MESSAPICA

Pomodoro di Ceglie Messapica 

di Angelo Passalacqua


In questa annata ingrata, povera di semenzai familiari e forzata assenza dagli orti, per fortuna ci sono stati Amici che, appena è stato possibile, hanno messo a disposizione piantine di ortaggi. Ringrazio questi Amici e passo a mostrarvi queste coltivazioni







Per il ritardo nel trapianto delle piantine ho evitato la coltivazione in aridocoltura, sempre comunque adottando il mio metodo che esclude la concimazione e le tecniche di difesa dagli attacchi di parassiti e malattie, solo irrigazione con tendenza al risparmio







Originario di Ceglie Messapica, provincia di Brindisi, questo pomodoro chiamato Regina "a scrasce", (a cespuglio) è stata una piacevole sorpresa, ottimo sapore e piante robuste che resistono a malattie come la peronospora











E' simile al pomodoro Regina di Torre Canne, un ottimo pomodoro "da serbo"invernale, sono sicuro che coltivato in seccagna verrà ancora meglio, lo testerò nel 2021








Anche se molto maturo, la polpa non si sfalda ed il sapore resta ottimo, si può utilizzare per insalata e per passata da consumare subito. In più, proverò la durata della conservazione invernale


Un ottimo pomodoro, ne consiglio la coltivazione! 

 
 

venerdì 11 settembre 2020

FICO DOTTATO


Fico Dottato 

di Angelo Passalacqua 


Il fico migliore, il più buono di tutti, già conosciuto da Greci e Romani 


Non è una sola varietà, sono parecchi fichi chiamati con lo stesso nome, dottato viene dal Greco è sta per "da seccare", infatti è, se non l'unico, il migliore da seccare per l'uso invernale del frutto. 


Le piante producono due volte in un anno, il primo è detto fico-fiore o fiorone seguito dal fico detto fornito. La pezzatura dei fichi è abbastanza grossa, in particolare dei forniti 


Un detto popolare cita che questo fico va colto quando "ha la camicia strappata e l'occhio lacrimoso", un altro nome del dottato è il "fico dalla goccia" per il liquido che fuoriesce dall'ostiolo, alla base. 



Oltre ad essere gustato fresco o essiccato, il dottato viene trasformato in sciroppo di fichi, erroneamente chiamato anche vincotto, usato per dolci tradizionali, una volta guarniva la neve appena caduta, per la gioia dei ragazzi! 


Una curiosità del fico dottato, più frequente a vedersi nel fiorone. è la colorazione violacea presente all'interno del frutto (in realtà è un falso frutto). 


Gli uccelli, le api ed altri insetti banchettano per primi, ma ce ne sono per tutti! 



Questo fenomeno accomuna il fico dottato ad un altra varietà, il fico monaco, perché la parte violacea del fico è chiamata "tunica", come l'indumento indossato dai monaci, di colore viola. Questi fioroni sono chiamati in molti dialetti pugliesi iure, cioé "fiore"






mercoledì 26 agosto 2020

POMODORO RIBES


Pomodoro ribes 

di Angelo Passalacqua 


(Solanum pimpinellifolium) 



Il nome italiano di questo piccolo, grande pomodoro non è veritiero, è più grosso di un ribes e le sue qualità fanno passare in secondo ordine la pezzatura delle bacche. 

Questi pomodori (non è una singola varietà) sono ritenuti i progenitori dei pomodori che coltiviamo oggi, anche se spesso vengono impropriamente chiamati pomodori selvatici, sono "veri" pomodori, di eccelso sapore e profumo. 

L'importanza di questi pomodori la comprendiamo alla lettura di questo articolo, in pratica abbiamo in mano i pomodori originali, non frutto di selezione da parte dell'uomo, il patrimonio genetico è rimasto intatto e questi pomodori sono essenziali per irrobustire i pomodori moderni, per rimediare ai danni derivanti da incroci, dove alcune caratteristiche sono state modificate a spese di resistenza a malattie e perdita di elementi nutrizionali. 



Con l'aiuto dell'Amico Mimmo, ho seminato alcuni semi del pomodoro Spoon, un altro nome per questo pomodoro, in vaso, in serra fredda, con esito sorprendente! Ma il vero nome universalmente riconosciuto per questi pomodori è quello di wild red currant e di wild white (yellow) currant, li vediamo in due filmati, qui e qui











Di solito le piante selvatiche da cui abbiamo selezionato, in millenni di coltivazione, le domestiche sono molto diverse tra loro, non è accaduto per i pomodori, come leggiamo nell'articolo de Le Scienze che ho citato più sopra: 

La scelta dei ricercatori è caduta su Solanum pimpinellifolium una varietà selvatica di solanacea – la famiglia di vegetali a cui appartengono i pomodori – originaria del Sud America. Progenitrice delle varietà di pomodoro moderne, S. pimpinellifolium ha però un aspetto molto diverso: i suoi frutti sono grandi come un pisello, ma molto più saporiti. Inoltre, ha un contenuto nettamente maggiore di licopene, una sostanza naturale nota per le sue proprietà antiossidanti. 



A confronto due mini, grandi pomodori, a sinistra lo spoon, a destra il mexico midget, evidente come il colore rosso dello spoon dimostri la massiccia presenza di licopene 





Per il sapore, il miglior pomodoro che io abbia assaggiato, dolce e profumato "di vero pomodoro", assolutamente da provare! 

Ricordo che il "nuovo" pomodoro descritto nell'articolo viene da una tecnica di ingegneria genetica che in Europa è stata equiparata a quella Ogm, a differenza degli Stati Uniti, come si legge in questo articolo. Per correttezza di informazione




lunedì 24 agosto 2020

MELONE RUGOSO DI SIBARI


Melone rugoso di Sibari 

di Michele Rucco 




Il melone rugoso di Sibari, una frazione del comune di Cassano all'Jonio in provincia di Cosenza





Pur essendo un melone a produzione tardiva rispetto ad altre varietà, presenta numerosi vantaggi:
1. Le piante sono molto rustiche e possono essere coltivate in aridocoltura (cioè senza irrigazione).
2. Ogni pianta produce molti frutti.
3. Il frutto ha una forma ed un colore molto attraenti: la forma è ovale con le estremità lievemente appuntite, la buccia è di colore giallo-oro e la superficie è lievemente rugosa.
4. I suoi frutti pesano tra i 2 ed i 4 Kg.
5. La sua polpa è bianco-perlata, molto croccante, zuccherina, dal sapore vanigliato ed il gusto è più intenso se mangiato freddo.
6. Essendo una varietà "inodorus" produce poco etilene e quindi i suoi frutti hanno una lentissima obsolescenza, ciò garantisce loro una vita di 2-4 mesi nella fase post-raccolta. Quindi se
 raccolti in agosto-settembre possono essere conservati fino a Natale (e perciò viene anche catalogato tra i “meloni da serbo” o “meloni invernali”).

Poiché le piante non sopravvivono al di sotto dei 12° C, al Nord si possono seminare ad inizio maggio, mentre al Sud si possono seminare già a fine marzo.
Noi preferiamo seminarli in bicchieri di plastica, in modo che le piantine abbiano un grosso pane di terra che permetta loro di attecchire facilmente quando vengono trapiantate e poi coltivate in aridocoltura (www.ortosenzacqua.it).
Le radici del melone rugoso di Sibari sono ampie ed in gran parte superficiali e, quindi, il ricorso alla sarchiatura può danneggiare le radici ed esporre la pianta a malattie batteriche o fungine.
Per contrastare le erbe infestanti, quindi, è necessario utilizzare dei teli pacciamanti in rafia di plastica al fine di controllare le erbe infestanti, mantenere umido il terreno e permettere alla pioggia di irrigare saltuariamente le colture.
I fiori maschili si formano sul tronco principale o sui rami secondari, mentre i fiori femminili (dai quali si svilupperanno i frutti) si formano sui rami terziari.



Quindi, bisogna stimolare la pianta ad emettere molti rami terziari e questo si può fare mediate la potatura.
Nella coltivazione professionale è necessario ricorrere ad una potatura molto complessa, nella quale si distinguono almeno 4 fasi.
Nella coltivazione amatoriale, è sufficiente limitarsi alla cimatura del tronco principale: quando il tronco principale emette la quarta foglia lo si cima togliendo tutta la parte che va oltre la seconda foglia.
Il melone rugoso di Sibari si raccoglie dopo 3 - 4 mesi dal trapianto (agosto - settembre).
A differenza degli altri meloni, in questa varietà il peduncolo non tende a seccarsi ed il momento ideale per la raccolta è quando il colore passa dal giallo-paglierino al giallo-oro e la superficie da liscia diventa lievemente rugosa.
Poi lo si può lasciare in cantina al fresco ed al buio dove si conserva per 3 - 4 mesi (fino a Natale).
E’ un melone molto apprezzato anche nel Nord Italia ed è uno dei più richiesti nella nostra azienda agricola (www.angoloverde.eu). 

Ottenere i semi è abbastanza facile: si taglia in due metà e con un cucchiaio si prelevano i semi, separandoli dalla placenta alla quale sono attaccati.
Dopo averli lavati, si lasciano seccare all’ombra.
I semi mantengono un’ottima germinabilità per 2 anni. Poi la germinabilità si riduce un po’.