domenica 7 agosto 2022

MELONE "GAGHIUBBO"

Melone gaghiubbo 

di Angelo Passalacqua 


Ricevere i semi fa sempre piacere, averli con tutto il "contenitore" ancora di più! Ringrazio l'Amico Angelo Giordano per il suo regalo 


 "Tra i meloni antichi qualche giorno fa vi abbiamo segnalato la varietà ‘Gaghiubbo’, particolarmente resistente alle malattie ed alla siccità, con sapore ‘profumato’ e non molto dolce, da consumare entro 48 ore dalla raccolta. Il ‘Gaghiubbo’ ha la forma simile ad una zucca ‘a spicchi’ e può pesare anche 3-4 kg, ma di solito è più piccolo.

Il nome ‘Gaghiubbo’ è associato a livello locale ad alcuni soprannomi o modi di dire: quando una cosa ha una forma ‘strana’, si dice che è stata fatta ‘a gaghiubbo’."

La descrizione di questo particolare melone l'ho estratta da questo post.






In questo articolo di cinque anni fa, gli amici di BiodiverSO mostrano quello che cresceva nell'orto di Angelo, compreso il gaghiubbo 

Purtroppo non posso mostrarvi l'interno del melone come faccio di solito, in mia assenza la moglie ha provveduto... 






La presenza del gaghiubbo in casa si avvertiva dall'intenso profumo che sprigionava, Angelo lo aveva coltivato in arido, senza irrigare, non c'era liquido all'interno. 

All'assaggio una sorpresa, il sapore era poco dolce (rispetto ai meloni più zuccherini), molto aromatico e profumato, ma è la polpa che ha sorpreso, non è acquosa ma in bocca si liquefa all'istante come se invece di una fetta di melone state assaporando una granita! 

Ovviamente questo può piacere o meno, i gusti non si discutono!
A me è piaciuto... 

giovedì 4 agosto 2022

PISELLO MOOR

 Pisello Moor 

di Angelo Passalacqua 


Molti sono i cosidetti legumi minori, alcuni sono stati riscoperti di recente tipo la cicerchia ad esempio, ma di una certa fama godono ervilia, roveia ed altre. Di altre invece si sono perse le tracce, troppo tempo è passato da quando gli uomini le usavano come alimento, non c'è più la testimonianza verbale e, spesso, neanche quella scritta 



A confondere le idee contribuisce anche la difficoltosa identificazione di questi semi, tra Vicia , Lathyrus, Pisum, ecc. 





Questo che sembra essere un pisello appartiene invece alle Vicia, più esattamente è la Vicia narbonensis, per notizie ed immagini vi rimando qui, qui, qui, qui , qui e qui.



Questa veccia-fava-pisello veniva coltivata, secoli fa, in consociazione con le graminacee su cui si arrampicava con i suoi viticci, grani di alta statura che venivano falciati a mano. Questo è testimoniato fino al 1600, poi scompare perchè l'uomo aveva selezionato varietà più produttive tra i legumi coltivati 



Crescendo consociato al grano, la pianta non ha bisogno di irrigazione, con i suoi tubercoli radicali azoto-fissatrici contribuisce alla concimazione. Per l'uso alimentare, come per tutti i legumi, lungo ammollo ed altrettanta lunga cottura, come farina è consigliabile un uso saltuario

Dopo aver conosciuto una fava che in realtà è un Lathyrus (qui il mio post), un pisello nero che è una Vicia, Famiglia che comprende anche le fave, infatti in tutti i dialetti del Meridione d'Italia è chiamato fava selvaggia 





Nel prezioso libro dell'anno 2004 non c'è nulla riguardo all'uso alimentare, solamente un caso di coltivazione ad uso foraggero e la conferma del nome dialettale di "fava"


lunedì 1 agosto 2022

MELONE "DINO"

 Melone "Dino" 

di Angelo Passalacqua 


Questo post vuole essere complementare al precedente, quello del melone palla di neve, come giustamente segnalato da alcuni Amici, questo melone lo si trova in vendita in molti supermercati, una fortuna! 




Non è mia intenzione fare pubblicità ma fare un'eccezione per un melone come questo è necessario! La storia di questa novità potete leggerla qui, e qui, da dove estraggo: 

"Questo melone non è un incrocio tra varietà conosciute, ma una cultivar totalmente a sé stante - ha dichiarato Saskia Polak - Il nostro fornitore brasiliano è l'unico a produrla al momento, anche se in volumi ancora limitati. La consistenza morbida e il livello zuccherino tra 14 e 16 gradi Brix, lo rendono un frutto ideale per i bambini. Stiamo lavorando duramente per offrire questo melone anche in calibri più piccoli, perché finora la gamma è rappresentata per lo più da grandi pezzature". 


Questa è la targhetta di riconoscimento del melone Dino, le foto le ho scattate al supermercato Coop di Venusio (Matera), sono da tempo socio, ho acquistato un melone per fare un confronto col mio Palla di neve. 

Da notare la località di coltivazione, la Puglia.




Confermo in tutto e per tutto quanto ho già detto, un melone ottimo per profumo e sapore, se lo trovate, acquistatelo, lo merita! 


venerdì 29 luglio 2022

MELONE PALLA DI NEVE

Melone snow ball 

di Angelo Passalacqua 


La storia di questo melone inizia alla fine dell'anno 2018, quando nel Gruppo Facebook degli Amici dell'orto due l'amica Rosaria Esposito, che vive e lavora in Gran Bretagna, mostrò questo insolito melone venduto nel periodo natalizio, sottolineandone le doti, in particolare il suo sapore molto dolce 


La curiosità mi spinse a cercare notizie di questo melone e trovai altri nomi altrettanto curiosi, melone fantasma, uovo di dinosauro, rugiada di miele bianco, gaya e altri. Chiesi i semi alla gentilissima Rosaria che me li inviò, le notizie su questo "nuovo" melone appena arrivato dall'Oriente escludevano che fosse una varietà ibrida F1 




Non potendo coltivarlo per ragioni personali, passai una buona quantità di semi ad un amico, coltivatore professionista, che lo coltivò con irrigazione goccia a goccia, con ottimo risultato, pezzatura attorno al chilo e mezzo e la conferma dell'eccezionale dolcezza del frutto. Provato in aridocoltura, senza irrigare, la pezzatura arriva massimo al chilo di peso, sapore dolce più marcato e durata post raccolta più lunga, anche se non è un melone da serbo invernale. 






Nonostante la piccola pezzatura, il peso testimonia che lo spessore della polpa è notevole, la cavità placentare con i semi molto piccola, la buccia è sottile e molto dura



Due filmati, il primo ed il secondo, notizie qui

Nel frattempo, nel banco frutta della Coop ho trovato il melone Dino, coltivato in Puglia. Peccato che il prezzo di vendita un pò alto tenga lontano quasi tutti...  


giovedì 26 maggio 2022

SALVIA POMIFERA / 2

 Salvia pomifera /2 

di Angelo Passalacqua 


A distanza di due anni esatti re-incontriamo la salvia pomifera, qui il post precedente 


La piccola piantina è diventata un bel cespuglio e, gradita sorpresa, è in fiore 




La pianta ha superato brillantemente le avversità coltivative, i sette mesi di siccità e le gelate tardive dell'anno 2021 come pure l'ondata di caldo africano anomalo per il periodo, una primavera infuocata! 



Quasi "soffocata" dalle piante infestanti (l'ho liberata prima di fotografarla) si è ben difesa, il suo profumo molto intenso è rimasto intatto, in più uno stelo fiorale si è innalzato a superare tutte le altre piante, una bellissima fioritura 



La folta vegetazione mi consentirà di propagare tramite talea ma, come sempre, recupererò i semi e vedrò se le molte varietà che crescono vicine si sono incrociate tra di loro e ci saranno magari "belle sorprese"!


mercoledì 11 maggio 2022

SCAMBIO DEI SEMI A LUSIANA

Scambio dei semi a Lusiana 

Gli Amicidellortodue Moreno, Max e Nerio vi aspettano! 


 
https://www.pomopero.bio/scambiosementi/

 

domenica 3 aprile 2022

PANE DI GHIANDA /3

Pane di ghianda /3 

di Angelo Passalacqua 


Un'altra ghianda, un "supercibo dimenticato" da riscoprire qui in Puglia, altrove è già accaduto 


 La quercia Vallonea con le sue enormi ghiande, a Tricase cresce da quasi mille anni, la conosciamo in questo video. La vallonea ossia Quercus ithaburensis subsp. macrolepis 





Anche la cupola che contiene la ghianda ha un utilizzo interessante, ci si ricava un'essenza tintoria 



Le ghiande si fanno essiccare all'aria fino a che, scuotendole, "suonino" e il seme viene estratto, la sua consistenza è al livello della pietra, prima di poter essere macinata va tenuto in acqua fredda e poi affettato finemente ed asciugato. 





La riscoperta della ghianda vallonea non ancora avvenuta in Italia e nel Salento, invece nell'isola di Kea, in Grecia l'americana Marcie Mayer ha fondato un'azienda che usa la farina di ghianda, creando anche un'indotto produttivo, lo vediamo qui

Marcie racconta che il suo fine era ridare valore ad un lavoro perduto, dare un contributo per integrare il reddito agli agricoltori greci ed anche consolare gli anziani che, in tempi ingrati, si erano salvati dalla fame mangiando le ghiande, vergognandosi di confessarlo... 

Qui, qui, qui , qui e qui filmati relativi al progetto della Mayer 

Ed a confermare quanto sempre detto circa il continuo viaggiare dei semi, Marcie ha portato con sé le ghiande della sua terra, Quercus agrifolia, ora crescono anche a Kea!