di Claudia M.
Il nome scientifico di questo parassita, di recente comparso in Italia, è
Halyomorpha halys (Stål, 1855). E' un
Heteroptera Pentatomidae, quindi fa parte della famiglia delle cimici.
E' facile trovarlo denominato con l'acronimo inglese BMSB, che può essere tradotto come "Cimice puzzolente di color marrone marmorizzato".
A volte mi trovo a scrivere della provenienza di questa o quella pianta che coltivo e prima d’ora mi ero occupata solo di piante, anche arrivate da lontano, ma non infestanti alla mia latitudine, buone e ricche di pregi. Non avevo mai seguito l'espandersi di un parassita, né animale né vegetale, e questa cimice promette di essere sempre più dannosa: ripercorrere la sua avanzata è tutt'altro che piacevole.
H. halys proviene dall'Asia orientale, dove attacca un gran numero di colture, anche se nei luoghi d’origine non riesce a causare danni notevoli.
Attraverso gli scambi commerciali approdò negli Stati Uniti alla fine degli anni '90 e, sempre tramite il commercio, pervenne in Europa, dove i primi avvistamenti ufficiali furono nel 2007.
Nella prima zona colonizzata degli USA, il clima era poco favorevole alla nostra "marmorizzata" consentendole una sola generazione l'anno, contro il massimo di sei che può avere nelle zone più meridionali delle aree di origine. Questo non le ha impedito di espandersi in gran parte degli Stati Uniti e poi di partire all'invasione di Europa, Australia, America meridionale e Africa. Pensiamo a quale spaventoso tasso di moltiplicazione può avere nelle aree dal clima a lei più favorevole.

Per porre l’attenzione sui parassiti esotici a rischio di espansione in aree estranee a quelle di origine, esistono delle specifiche liste. Nella zona dell’Europa e del Mediterraneo c’è la lista EPPO, stilata dal servizio fitosanitario europeo, che assegna diversi livelli di allerta agli "organismi da quarantena" e che quindi non comprende solo insetti, ma anche batteri, funghi, acari, virus e nematodi; inoltre ci sono due liste riguardanti le piante. Gli organismi vi vengono inclusi solo dopo studi approfonditi.
L'Halyomorpha è stata inserita nella liste di allerta (comprendente organismi considerati di elevato potenziale rischio fitosanitario) per più di tre anni. Durante questo periodo non sono state richieste azioni internazionali da parte dei paesi membri EPPO, così nel 2013 il parassita è stato cancellato dall'elenco.
Io mi sono resa conto della sua presenza solo la scorsa estate, ma ho trovato una foto molto sfocata che proverebbe la nascita di neanidi nell'estate del 2012. Penso in passato di averla confusa con altre comuni cimici di color marrone.
Una delle specie nostrane che le assomigliano è la Rhaphigaster nebulosa.
Certo non “allevo” né coccolo nessun tipo di cimice, ma forse non sono stata abbastanza costante nel tentativo di contenerla. La mia idea è sempre stata quella di limitare il numero dei parassiti, mai di eliminarli completamente.
Nel caso della halys è stato senz’altro un errore: anche se non riuscirò mai a debellarla dovrò essere molto più attenta e spietata.
Ho trattato l’Halyomorpha halys come gli altri insetti nocivi dei
quali cerco di limitare il proliferare. Nel caso particolare ispezionavo
molte volte al giorno le mie poche piante di legumi, perché su queste
l’insetto era maggiormente concentrato.
Non facevo controlli
approfonditi, mi limitavo a far cadere in un contenitore gli esemplari
visibili, eliminandoli poi senza pietà. Erano talmente tanti che
ripassando dopo pochi minuti ne trovavo altri in posizione perfettamente
visibile, così non mi sembrava necessario impegnare del tempo per
rivoltare le foglie, anche perché toccandole gli esemplari adulti
nascosti dietro di esse cadevano sul terreno.
Questo metodo ha dimostrato una discreta efficacia, perché dopo pochi
giorni di costanti ispezioni erano quasi tutte sparite, ma così facendo
non ho mai notato le uova, che sono ordinatamente disposte sulla pagina
inferiore delle foglie. Quest’anno dovrò fare di più, e controllare
anche la presenza delle uova. Invito tutti a farlo. Studiare le uova ci
consentirà di collaborare con i ricercatori che citerò più avanti,
aiutandoli ad arrestarne l’avanzata.
Caratteristiche, comportamenti e ciclo biologico:
Gli adulti iniziano ad accoppiarsi a partire dalla primavera, poco dopo essersi risvegliati dalla loro fase di riposo.
La
comunicazione tra gli individui avviene per mezzo dei feromoni, ma
nella breve distanza si scambiano anche dei messaggi tramite vibrazioni.
Allo stesso modo, il corteggiamento è basato sui segnali inviati per
mezzo di queste vibrazioni. Gli adulti, dopo essersi localizzati tramite
feromoni e vibrazioni, si accoppiano.
Dopo circa due settimane
dall'accoppiamento le femmine depongono le uova, ordinatamente
sistemate le une accanto alle altre, perfettamente fissate sulla pagina
inferiore delle foglie, a gruppetti di circa 28 unità. Le uova sono
piccole, misurano circa 1 mm, e il loro colore è variabile tra il bianco
verdastro e il bianco rossastro o giallastro. L’eventuale sfumatura
colorata è davvero tenue.
Anche nei Paesi dove il clima è meno favorevole e l’insetto riesce a compiere una sola generazione l'anno si osservano nascite continue e si trovano contemporaneamente individui nei diversi stadi di sviluppo, perché le uova sono deposte dalle femmine in più riprese, circa una volta a settimana, durante tutta l’estate. Ogni femmina depone in tutto tra le 250 e le 400 uova.
Nel nostro clima sono state accertate due generazioni l’anno, ma si teme che in condizioni particolarmente favorevoli possano salire a tre.
Dopo 4 o 5 giorni dalla deposizione le neanidi escono dall'uovo. In
questo momento è più facile avvistarle, perché restano accanto alle uova
fino al raggiungimento dello stadio successivo, ed essendo colorate e
più grandi (circa 2,5 mm.) si notano più facilmente rispetto alle uova.
Queste
cimici compiono in tutto 5 stadi di sviluppo, mutando leggermente il
colore e perdendo ogni volta l'esoscheletro, man mano che diventa troppo
stretto.
Per compiere queste trasformazioni, l’insetto deve
trasferirsi su specie vegetali diverse: poche specie sono in grado di
accontentare l’H. halys durante tutte le sue fasi di sviluppo, tra
queste il pesco.
Forse a causa della sua necessità di migrare tra
essenze diverse, le maggiori concentrazioni di esemplari si ritrovano
sui filari esterni delle colture.
Ho trovato notizie non concordanti riguardo la massima grandezza
raggiunta dagli adulti. Io li avevo sempre visti appena più piccoli
della comune cimici verde, la Nezara viridula. A metà febbraio trovai su
un davanzale il primo esemplare adulto risvegliatosi dopo il letargo e
notai alcune differenze nelle dimensioni e nell’aspetto che mi era
abituale, tanto che al momento ero rimasta perplessa riguardo la
determinazione.
Per conoscere nei dettagli i
caratteri distintivi di questa e delle altre cimici che le assomigliano,
consiglio di visitare il sito:
http://www.halyomorpha-halys.it/riconoscimento-halyomorpha-halys.
Qui
mi limito a segnalare la caratteristica più evidente, quella che mi
portò da subito alla quasi certa identificazione: le bande bianche sulle
zampe e sulle antenne, che sono più evidenti negli stadi intermedi
piuttosto che nell’adulto.
l'Halyomorpha è di bocca buona: durante le diverse fasi di sviluppo invade orticole, alberi da frutto ed ornamentali. Come tutte le cimici ha un apparato boccale in grado di bucare i tessuti vegetali e succhiare la linfa. (Tutte le cimici sono succhiatrici, anche se alcune si nutrono non di linfa vegetale, ma di emolinfa o sangue).
E' appunto il loro modo di nutrirsi che procura danni ai raccolti su più fronti: rovinando direttamente i frutti, indebolendo la pianta, o ancora trasmettendo virus o funghi.
I frutti mostrano deformazioni piuttosto appariscenti perché subiscono le punture quando sono ancora acerbi e maggiormente ricchi di proteine. Servendosi del suo apparato boccale di tipo "pungente-succhiante", la cimice inietta enzimi che causano danni alla polpa. In seguito le parti di tessuto danneggiate e quelle sane hanno percentuali di sviluppo diverse, dando ai frutti il tipico aspetto irregolare.
Come già accennato, le ho trovate in particolare sui legumi. L'anno scorso ho seguito una piccola aiuola sperimentale con 3 varietà di fagioli, 12 piante in tutto, e c'erano più cimici che foglie.
I miei fagioli non subirono particolari danni e il raccolto fu comunque abbondante e di buona qualità, forse perché appena mi resi conto di quanto fossero numerose mi diedi da fare per eliminarne il più possibile.
Definisco “enorme” il numero perché si deve considerare che erano concentrate su una dozzina di piante, quindi erano davvero tante.
Sulle altre colture ho notato solo qualche esemplare sporadico, paragonabili come numero a quelli di Nezara viridula, della quale qualche esemplare era presente anche sui legumi.
Nei prossimi giorni concentrerò l’attenzione in particolare sulla Basella rubra, perché la pianto prima dei legumi e perché nei Paesi orientali è una coltura diffusa, ed è tra le preferite della halys.
In questa pagina ho trovato le foto dei danni che procura ai frutti:
http://ento.psu.edu/extension/factsheets/brown-marmorated-stink-bug
Non provoca grossi problemi all'uomo. Sono stati segnalati leggeri fastidi da parte del personale addetto alla raccolta nelle coltivazioni infestate, ma è meglio mantenere prudenza e prendere provvedimenti nell’improbabile caso di una massiccia infestazione delle abitazioni durante l’inverno, da parte degli esemplari che cercano di svernare al caldo.
Esistono sostanze chimiche destinate a controllare la sua proliferazione, ma non sono molto efficaci, e sappiamo che la cosa migliore è evitare il più possibile l’uso di prodotti di sintesi. Per esempio negli USA, i trattamenti chimici sono stati quadruplicati a causa della halys, senza però ottenere alcun risultato positivo, anzi, causando altri problemi.
La caratteristica della comunicazione vibrazionale complica ulteriormente la possibilità di utilizzo di trappole a feromoni e colorate, già poco efficaci per altri motivi. Uno di questi è che i maschi emettono feromoni di aggregazione a partire da fine agosto, gli stessi che vengono usati nelle trappole, e di conseguenza queste si possono usare solo da metà settembre.
Sempre più persone dedicano le loro competenze alla ricerca nell'ambito della lotta biologica e si spera di avere al più presto novità interessanti.
In Cina sono stati scoperti dei parassitoidi che depongono le proprie uova nelle uova di halys. In particolare sembra dare del filo da torcere alla nostra cimice una piccola vespa nera: il Trissolcus halyomorphae (Hymenoptera: Scelionidae), che qui possiamo vedere in foto:
https://www.google.it/search?q=Trissolcus&rlz=1C1GGGE_itIT566IT566&es_sm=93&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=Nbm-VM6rDIfhaLDSgrAL&ved=0CAgQ_AUoAQ&biw=1242&bih=577
Un altro parassitoide è il Telenomus podisi (Hymenoptera: Scelionidae).
Anche qui in Italia alcuni studiosi stanno ricercando i suoi antagonisti naturali: insetti nostrani che possano deporre le proprie uova all’interno delle uova di halys, in modo che il nuovo embrione si nutra di quello originario. Possiamo conoscere il loro lavoro attraverso il sito
http://www.halyomorpha-halys.it
Gli studi sulle uova poste in allevamento hanno dimostrato che il 7% di queste è parassitato da almeno due specie autoctone. Per continuare questi studi con il maggior numero di dati possibili, serve anche il nostro aiuto.
Il ricercatore che mi ha fornito le informazioni per questo articolo sta attualmente studiando un nuovo tipo di trappola attrattiva, e vi aggiornerò non appena otterrà i risultati desiderati.
Sul sito che ho appena citato, si trova la descrizione completa della cimice, la comparazione con la specie confondibile e il modo per collaborare alla ricerca.
Per chi ancora non fosse convinto della necessità di combatterle, segnalo un’ultima curiosità: negli USA queste cimici diventano mangime proteico per i polli. È un’ottima notizia per quella mia amica che suggeriva di utilizzarle per nutrire i pesci rossi, ma a me piace poco l’idea di mangiare polli allevati con insetti puzzolenti.
Quindi: occhio alle strisce! Fermiamo queste marmorizzate prima che le utilizzino come cibo anche per i nostri polli.
Aggiornamento: aggiungo altre foto scattate negli anni
Altre immagini in varie posizioni e stadi
Come si presenta subito dopo la muta
Le uova
Esempio di danni