di Angelo Passalacqua
Non
ha un nome questa carota dal colore del sole, è una rarità che
cresce in due luoghi della Murgia, una volta era una bontà riservata
alla tavola, poi divenne foraggio da dare agli animali, oggi è
apprezzata dai pochi che la conoscono e la coltivano.
Il
colore delle radici varia dal bianco-giallastro al giallo e con
diverse forme morfologiche suggeriscono ibridazioni originatesi in
decenni di coltivazione, ovviamente nei dialetti viene chiamata
bastnech giall, ma è una vera carota, non pastinaca.
Il
peso delle carote più grosse arriva ai trecento grammi, il ciclo di
coltivazione è primaverile-estivo con la raccolta a fine
Settembre-inizio Ottobre.
Come
tutte le piante murgiane vuole poca acqua, l'umidità eccessiva causa
marciumi ed anche la conservazione delle carote è delicata, una
cantina (meglio) o lo scomparto verdura del frigo, con la giusta
umidità, ne allungano la vita di un mese e più.
Il
profumo è intenso, il sapore corposo ed aromatico ricorda il
Pastinocello e sono convinto che una parentela stretta queste carote
l'abbiano.
Foto
e descrizione dalla pagina 203 della "bibbia", "SEMI
DAL PASSATO" , scritto dal gruppo dell'Istituto del Germoplasma
di Perrino, Laghetti e collaboratori e l'IPK di Hammer ed Altri, il
Catalogo del Germoplasma Agrario dell'Italia meridionale.
La
parte vegetale che sporge dal colletto delle carote è dovuta alla
raccolta a scalare delle foglie per uso culinario, altro utilizzo
mangereccio molto gustoso!
Ed
i germogli che spuntano testimoniano che ci saranno semi, se tutto va
per il giusto verso...






















