mercoledì 9 aprile 2008

Susino Ramassin

W le piante resistenti
di Giam


Chi mi conosce  sa che prendo molto con le molle la pregiudiziale “superiorità” di varietà più o meno antiche. In genere preferisco testare direttamente, anche perché sono convinto che varietà orticole (o comunque mangerecce) che danno ottimi risultati in un luogo, possono non avere le stesse performances in un altro luogo. E’ utile e necessario che, però, a questo punto io aggiunga un altro elemento per introdurre questo post: di fruttiferi non ne capisco niente. Da ciò consegue che la mia pratica colturale dei pochi alberelli da frutta che ho si riduce a poco più dello scavare una buca e metterceli. Capirete che già questo percorso è un test abbastanza severo per una pianta. Aggiungete poi che il mio terreno è frequentato nottetempo da diverse varietà di ungulati, in particolare daini, caprioli e qualche cervo. La cosa darebbe anche una certa aura pionieristica alla mia vita casalinga e potrebbe essere usata per rinverdire il mio (rapidamente) declinante appeal mascolino. Ma, come spesso (spessissimo) accade, la realtà è più deludente: gli ungulati (seppur preferibili di gran lunga ad auto, moto, camion, etc.) non sempre sono dei vicini con i quali è facilissimo convivere: quando ti alzi al mattino e ti ritrovi gli alberelli da frutto martoriati, assicuro che potrebbero fare capolino cupe fantasie ungulatocide. Eppure il Ramassin di Pagno resiste.
 
 
Il Ramassin (con una o due “s”, a scelta) è una tipologia di susino semi-selvatico diffuso a quanto pare in Piemonte ed immediate vicinanze. La varietà che ho, il Ramassin di Pagno, produce in Luglio/Agosto delle susine violacee della grandezza di una grossa oliva (o più), che devono essere raccolte quando cadono a terra. Il sapore è semplicemente squisito e l’effetto, diciamo, “regolarizzatore” è assicurato anche da chi non è certo più carino e rassicurante di Alessia Marcuzzi. Non solo il Ramassin di Pagno è resistentissimo e produttore di delizie, ma anche la riproduzione è alla mia portata, per cui è alla portata di chiunque: il Ramassin pollona (forse anche un po’ troppo…), per cui ti vedi spuntare giovani virgulti spesso ad alcuni metri dalla pianta-madre. La fatica consisterà nel prelevare i polloni con un pezzo di radice durante l’autunno/inverno e nel ripiantarli da qualche altra parte.
 
Difetti del Ramassin? Fino ad ora ne ho riscontrato uno: la lentezza nell’entrare in produzione. Quando se ne pianta uno, meglio mettersi l’anima in pace per almeno tre o quattro anni (naturalmente se non innestati).
 
Dove trovarlo? La pianta la acquistai per corrispondenza in un vivaio piemontese, di cui fornirò in privato i dati, onde evitare equivoci.
 
Per vedere foto del Ramassin cliccare qui.
 
Chiudo questo post invitando chiunque lo voglia a segnalare (magari in post separati) varietà di ortaggi e fruttiferi di cui hanno sperimentato doti di particolare resistenza e facilità di coltivazione. Se una pianta “resiste”, vuol dire che sta bene con noi… e fa star bene pure a noi… 

9 commenti:

  1. Dai commenti del vecchio blog su splinder

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    9 Aprile 2008
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    Sto trovando tantissimi siti interessanti sull'orto, eccone un altro!
    Per quanto riguarda le piante resistenti, da un po' di tempo ho questo motto, ormai nei vasi (nel terreno è un'altra storia), ho solo piante che crescono da sole.
    A presto e complimenti bel sito.

    veltins

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    9 Aprile 2008
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    Al momento non ho più la pianta di ramassin, distrutta. Nel fossato a confine ho un prugno che fa' frutti più grossi, gialli, molto dolci, anche questo molto pollonante e che spesso si usava come porta innesto.

    Finalmente il biricoccolo mi ha allegato parecchi frutticini, sono pelosi come le albicocche ma col gambo lungo come le susine, sono curioso di assaggiarle.

    Anche il corniolo ci ha messo parecchi anni prima di fruttificare, eppure fioriva sempre, i giuggioli invece fruttificano già da piccoli.

    Quello che mi manca è l'azzeruolo, mi piacerebbe innestarlo su qualche biancospino delle scarpate, come ho fatto col nespolo comune. Magari quando sarà stagione cercherò qualche rametto ;-))

    Paolo
    caprettetibetane

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    24 Luglio 2009
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    Sono pugliese e sono appena tornato da Torino, dove ho assaggiato i rammassin: squisiti!
    Gian potrebbe darmi cortesemente l'indirizzo del vivaista? il mio indirizzo e.mail è: avv.sandromondelli@libero.it

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    25 Luglio 2010
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    Oggi ho aperto questo sito per tentare di riuscire ad avere dei ramassin, su di una terrazza all'ottavo piano in Torino. ci sono riuscito con le more, con i fichi, con le fragole (che mi hanno dato le piantine) e con orgoglio ci sono riuscito con i semi delle nespole japoniche. Quest'anno ne abbiamo mangiate una ventina. Ora ci proverò con i ramassin. Ci vorranno tre o quattro anni?? ho molta pazienza.
    Ho aspettato 10 anni per poter mangiare le nespole e le ho ripiantate ben 2 volte. Non ho grosse pretese. chi avesse altri suggerimenti il mio indizzo è bellinigaetano@hotmail.it

    grazie e buona domenica.

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    2 Marzo 2011
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    Sono il presidente del consorzio del ramassin di Pagno (abbiamo creato un consorzio e anche il presidio slow food), volevo solo dire che mi fa picere leggere ciò che hai scritto. Se volete saperne di più chiamatemi pure. ciao.

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  2. Dai commenti del vecchio blog su splinder

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    3 Marzo 2011
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    Parecchi anni fa' un amico di Rocca Canavese aveva innestato un prugno nel mio terreno (sono in Liguria, sul mare), lo chiamava "ghermassin", ma era un prugno molto simile, frutti piccoli ad oliva che si raccoglievano come le olive, con una rete sotto e scrollando l'albero.

    Poi tra incendi e cinghiali la pianta si è persa, ora ho ricevuto un pollone radicato da un altro amico, questo è un "ramassin di Villastellone", non so ancora come saranno i frutti. Quello del Canavese aveva frutti color marrone.

    Ho anche ricevuto lo scorso anno alcune marze di altro "ramassin" coltivato qui in zona, probabilmente fruttificherà il prossimo anno. I frutti che ho visto da chi mi ha dato le marze sono giallo-marrone.

    Ma quante varietà ci sono?

    Paolo
    caprettetibetane

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    4 Marzo 2011
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    ciao Paolo, non so quante varietà di piccole prugne ci siano... ma sono tante. L'anno scorso tra il veneziano, il mantovano ed i cadore ho finito col raccoglierne almeno 6 che sto facendo tutte riprodurre per talea. se come penso prenderanno bene, tra un anno o due le propagherò per innesto.
    ciao!

    Andrea

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    4 Marzo 2011
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    Ho visto anch'io che radicano facilmente, lo scorso anno avevo dimenticato le marze avanzate in una borsa di plastica, avvolte in uno straccio bagnato ed all'ombra, quando le ho ritrovate avevano già tutte delle radichette.

    Ora ho messo a radicare alcune marze dei miei innesti, qui si chiamano "arselline" come le conchiglie, ma è sempre il ramassin...

    Faremo scambio di marze...

    Paolo
    caprettetibetane

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    4 Marzo 2011
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    Caro Paolo,
    aggiungi alle varietà di ramassin fin qui citate anche quattro-cinque damaschine o susine di Damasco presenti al Sud d'Italia. Ad iniziare dalla buonissima "Coscia di monaca" sia a frutto giallo che a frutto rosso. E' detta così in Toscana ed Umbria ma diventa "buon boccone" a Genova o "Zucchella" a Parma o "Pappagona" a Napoli e così via...

    Particolare molto interessante, si riproduce benissimo da seme.

    Angelo

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  3. ciao a tutti,qualcuno sa dove trovo dei polloni della varieta ligure di susino ''basaricatta''o detta anche ''collo storto''?

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  4. ciao di nuovo,ripeto il messaggio ma stavolta per dei polloni dell autentico ramassin di pagno,c'è un cristiano che me ne puo regalare o vendere uno quest autunno?

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    1. Se vuoi ho delle piantine di ramassin te ne posso spedire alcune in vaso io abito vicino a Pagno qui e una pianta comunissima non richiede nessun intervento e produce moltissimo.se le vuoi ora sono alte 15 cm in vaso quindi non patiscono oppure quest'autunno alte anche mezzo metro.ciao

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    2. Egregia,mi spiace vedere solo ora il tuo messaggio.grazie della tua disponibilità. Purtroppo non ho più tenuto d occhio il Blog e non ho visto la tua gentile rispota.il ramassin nel frattempol ho trovato.tu hai per caso altre susine interessanti similari?

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  5. Mi inserisco in questa discussione con una domanda per me impossibile.
    Qualcuno di voi super esperti sa capire se questo alberello
    1)
    http://fioridiaia.altervista.org/albums/altro/_pruno__7_.jpg
    2)
    http://fioridiaia.altervista.org/albums/altro/_pruno__6_.jpg
    3)
    http://fioridiaia.altervista.org/albums/altro/_pruno__5_.jpg
    4)
    http://fioridiaia.altervista.org/albums/altro/_pruno__4_.jpg

    E' un susino giallo come questo?
    http://fioridiaia.altervista.org/albums/altro/10_08_17_prugne_gialle.JPG

    oppure farà "piccole prugne rosse" (forse mirabolano? non ho visto i frutti e non ricordo com'erano i semi).
    Io ho seminato quelli. Magari è nato dell'altro ancora...
    Grazie

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    Risposte
    1. Difficile risponderti con certezza, bisogna attendere la produzione dei frutti, anche 6-7 anni. Grazie per avere portato all'attenzione questo aspetto della biodiversità poco conosciuto, moltiplicare le piante partendo da seme anche per gli alberi da frutto. Lo facciamo in pochi, chi avrebbe la pazienza di attendere anni per vedere cosa è venuto fuori dallo esperimento? Se il frutto è rimasto fedele alla varietà seminata od è una nuova varietà, magari anche migliore? Una volta lo si faceva, a vantaggio della biodiversità, le tante "vecchie" e "locali" varietà sono arrivate a noi in questo modo.

      Ne riparliamo tra poco...

      Angelo

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  6. Attendo il tuo prossimo intervento.
    Io posso dire che non sempre serve una grande fortuna per avere alberi produttivi nati da seme. Le susine gialle sono state propagate da seme per generazioni successive e hanno sempre prodotto benissimo, senza necessità di innesti nε potature. Abbiamo avuto peschi, albicocchi, fichi. Il mirabolano è nato da seme e, anche se negli ultimi due o tre anni ha prodotto poco o niente, negli anni precedenti ha avuto delle fruttificazioni abbondantissime.
    Solo con gli agrumi finora non ho avuto fortuna, ma non ho grandi produzioni nemmeno con le piantine acquistate.

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