lunedì 25 giugno 2012

RAPA SENZA TESTA

chiamata anche BROCCOLETTO ALL'OLIO
di Roberta


Questa brassica rapa, come indica il nome, non fa la cima, ma tante foglie che si consumano sbollentate e condite a piacere.
Caratteristica interessante, che la rende gradita nel mio orto, è quella che, dopo un iniziale lento sviluppo, una volta che viene cimato il fusto centrale (avendo l'accortezza di mantenere il numero maggiore possibile di foglie verso la base), inizia a produrre, dalle ascelle, numerosi getti laterali.
La produzione è continua  e, alle volte, sembra interminabile. L'operazione di raccolto si può estendere per tantissimi mesi, superando l'anno di vita.
La pianta inizia ad assumere la forma di un alberello che può superare il metro di altezza, a seconda di come ed in quale quantità vengono raccolti i getti. A questa altezza è pianta comoda per chi non ama chinarsi per raccoglierne i frutti.
I getti laterali sono teneri e molto più dolci delle cime di rapa (che alle volte risultano amare ai palati delicati).
Il loro sapore viene risaltato se mischiato con altri tipi di verdura, tipo cicoria (che tende ad ingentilire).
Sviluppa foglie molto grandi che possono essere raccolte per fare involtini. In questo caso recido solo la parte tenera della foglia e lascio attaccata la parte restante con il gambo (che risulterebbe troppo dura anche ad avvenuta cottura).
È pianta resistente al freddo. Dopo una settimana passata sotto la neve, non ha manifestato il minimo fastidio. Provata la sua coltivazione anche a 700 metri di altezza.

Non soffre i trapianti. Può essere tranquillamente presa una pianta grande, da potare per renderla più maneggiabile (avendo però l'accortezza di mantenere almeno 4 o 5 foglie) e tapiantarla in altro luogo. Togliendo tutte le foglie non riesce a ricacciare i nuovi getti e muore.
!! Lo stesso vale per la raccolta delle foglie su pianta non trapiantata: non raccogliere mai tutte la foglie, ma lasciarne sempre qualcuna !!
Riesce a resistere a temperature alte e per brevi periodi di siccità solo se la pianta è già grande e ben sviluppata. Le piantine giovani vanno annaffiate almeno 2 volte la settimana, nei periodi di intensa calura; quelle più grandi anche una volta la settimana, considerando che è meglio una annaffitura abbondante che tante piccole.  In inverno non si deve irrigare, a meno che le piante siano piccole o sofferenti e non piova da mesi.
Per mia esperienza, difficilmente va a seme e, se ci va, sviluppa la cima solo non cimando il fusto centrale e lasciando che la pianta faccia il suo corso.
La pianta in seme ramifica tantissimo e raggiunge i 2 metri di altezza, apparendo come un alberello. Nella foto è al suo stadio iniziale di fioritura, ora la devo potare per contenerne lo sviluppo.

Si semina preferibilmente ad agosto settembre, nelle zone molto calde e siccitose (per evitare alle giovani piantine di soffrire l'eccessivo caldo e, in primavera, nelle zone dove non c'è eccesso di caldo ed è possibile irrigare.

29 commenti:

  1. ...penso di avere anche io qualcosa di simile ma con le foglie arricciate ai bordi, si sviluppa meno del tuo in altezza. E' andato tranquillamente a seme, raccolto proprio ieri. Penso che i semi me li abbiano dati come cavolo riccio nano centra qualcosa per te?
    Pat

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  2. Giusta l'intuizione di Pat, siamo in presenza di cavoli acefali, per essere esatti. Come vi mostrerò in seguito, sono molte varietà e sono perenni, per ora potete leggere qualcosa qui, a pagina 750, il resto di questo manuale lo leggerete dopo, ora è il momento di lavorare sodo!

    http://books.google.it/books/about/Manuale_dell_abitatore_di_campagna_e_del.html?id=moOhaunLPsIC&redir_esc=y

    Angelo

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  3. una pianta che ti da cibo tutto l'anno... e resiste il freddo.. perfetto per l'inghilterra...con te angelo sto scoprendo altre piante che non sapevo dell'esistenza... bella pianta.

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  4. Caro Enrico,
    io penso che ogni orto debba essere il più ricco possibile di varietà, grazie a questo blog ed alla vostra generosita ricevo continuamente "tesori" botanici! Anche Carlo Magno pretendeva da suoi sudditi una biodiversità ortolana, leggi qui al numero 70, alla fine del testo:

    http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/letteratura/Capitulare-de-Villis-Carlo-Magno.html

    La famiglia dei cavoli conta centinaia di membri, quelli "acefali" sono centinaia, dal fiolaro al cavolo greco o turzella, quelli selvatici sparsi in tutta Italia e quello di Helgoland, molti ve li mostrerò appena possibile...

    http://155.185.215.28/chimica/PGP-02/Chimica/Verdure/cavolo.htm

    Alla fine del testo trovate 23 varietà, cliccate sulla freccia rossa per vederle una per una

    Per altre indicazioni di letture e metodi di coltivazione abbiate pazienza, ve ne darò in seguito

    Angelo

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  5. Molto interessante, chissà se riusciamo a organizzare uno scambio. ;-)

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  6. Ho tanti semi. Chi fosse interessato può farsi avanti!!

    Roberta

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    1. Salve Roberta,
      potrei avere qualche seme, se ne hai ancora?
      Grazie
      Francesco

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    2. Ciao Franz e benvenuto.
      Scrivimi alla mia mail che trovi sul mio elenco alla pagina "condivisione semi". Ho tanti semi della nuova raccolta. Ancora qualche seme sta sulla pianta.

      Roberta

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  7. Grazie. Ti interessa qualcosa di mio? www.fioridiaia.altervista.org

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    1. Grazie Claudia,
      hai così tante cose che mi sono persa....
      Mandami intanto il tuo indirizzo alla mia mail che preparo la busta...

      Roberta

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  8. Nel mio orto quest'anno sono nate due gentili piante di brassica nigra (qualche libro la chiama anche senape nera) per insaporire le nostre insalate!

    Sono anche queste cavoli acefali.

    Le ho lasciate andare in seme e quando saranno pronti possono inviarne qualcuno, a chi fosse interessato

    Mariella

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    1. Benvenuta Mariella,
      dovrebbe essere questa, vero?

      http://it.wikipedia.org/wiki/Brassica_nigra

      http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=34839

      Grazie della tua offerta per i semi. Attendiamo notizie.

      Roberta

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    2. Scusate il ritardo. Ho controllato ma ora ho dei dubbi: potrebbe essere sinapis arvensis, soprattutto perché i semi sono piccolissimi simili a quelli della senape bianca. Però le foglie e i fiori ed i baccelli sono uguali alla brassica nigra. Caspita! Non pensavo fosse così complicato.
      Mariella

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    3. Benvenuta Mariella,

      come vedi non è facile identificare le brassicacee, comunque anche l'arvensis, se di lei si tratta, è commestibile, quindi...

      Angelo

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  9. Ciao, Roberta. Se riesco, stasera ti mando le foto dei miei senza testa. Ho riletto il tuo post e non so se cimarli già. Spero mi saprai dire tu. Ho nove piantine (forse troppe) in un vaso la cui circonferenza è di una quarantina di centimetri.

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  10. Ho raccolto le foglie della cimi di rapa. Secondo me non sono male. Per ora le cime non le ha fatte, pur avendo raggiunto i 60 giorni.
    Il broccoletto all'olio come previsto ha avuto una crescita più lenta e non l'ho ancora raccolto

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    1. L'indicazione della durata coltivativa va presa in misura "elastica", è influenzata da altri fattori come le temperature, il fabbisogno di freddo, ecc. Comunque anche le sole foglie sono gustose!

      Angelo

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    2. Ciao Angelo, allora le foglie grandi più esterne si possono raccogliere? E' il primo anno che le coltivo sul balcone e non ho ancora un'esperienza diretta della coltivazione delle cime di rapa. Ma se raccolgo le foglie esterne le infiorescenze laterali si sviluppano lo stesso? Pensavo che le foglie esterne dovessero appassire per favorire, appunto, le infiorescenze ascellari. Le mie centoventina e le quarantina, i cui semi mi sono stati dati da Roberta, stanno crescendo una bellezza (anche se sono troppo vicine), ma anche a me non stanno rispettando i tempi. Avrei già dovuto raccogliere le quarantina e le centoventina, invece che a fine dicembre, mi sa che slittano di un paio di mesi. Sempre che superino i freddissimi dicembre e gennaio padani. Hai sicuramente ragione sui fattori che determinano la crescita (freddo, temperatura ecc.). Le mie sono esposte ad ovest ed ho notato che anche un paio di ore di piena esposizione ad un timido sole autunnale le fa ammosciare. Ci pensa poi il freddo notturno a rinvigorirle. A dire il vero, qui non siamo ancora scesi sottozero, insolito per la zona. pae ora hanno resistito ad una minima di 1°-2° gradi. Ciao, a tutti.
      Angelo, aspetto una tua "illuminazione" a proposito delle infiorescenze laterali.

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    3. Ciao Giuseppe,
      di solito si inizia a mangiare partendo dalle piantine estirpate nel diradamento di semine sempre troppo fitte...

      La raccolta delle foglie è possibile farla dalle varietà più tardive, dalla marzatica alla maggiaiola. Le infiorescenze laterali sono molto copiose dopo il taglio della cima principale, spuntando a loro volta le laterali vedrai che le infiorescenze partiranno da ogni parte, sebbene sempre più piccole di dimensioni.

      Il ciclo in giorni è rispettato nella durata solo si si semina alla giusta data e con le giuste condizioni di temperatura ed umidità. Ad esempio, la cima di Altamura è una novantina ma si semina a Settembre, una cima di Fasano è quarantina e va seminata ad Ottobre... Lo so, si rischia una confusione totale, anche perché di cime le varietà si sprecano! Le varietà tardive sopportano anche il gelo e la neve, le tue ci diranno se non patiscono il freddo padano!

      Angelo

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    4. Ciao Angelo. Ho seguito il tuo consiglio. Avevo 22 piantine di cima di rapa centoventina. Troppe per lo spazio dove crescono. Ebbene, ne ho tolte sette (già belle grandi) e me le sono cucinate; anche le foglie più grandi. Ho tolto i gambi e le ho fatte al vapore. Poi le ho fatte saltare in un soffritto di aglio (che detesto, ma la ricetta lo esigeva e comunque non si sentiva quasi per niente), acciughe, peperoncino e poco olio. Buonissime ed erano appena appena amare. Avevo dimenticato di quanto fossero buone le cime di rapa. Anche semplicemente solo le foglie. Eppure da più parti avevo letto che le foglie più grosse non sono edibili. Sbagliato! Ciao a tutti.

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    5. Non edibili è una definizione forte.
      Le foglie più grandi possono essere coriacee oppure ingiallite ma se sono ancora belle sono perfettamente commestibili e anche gustose.
      Alcuni sono abituati ad usare solo le foglioline e i germoglietti più teneri ma anche le altre parti delle piante sono ottime se sappiamo come utilizzarle.
      Io quando per esempio ho molta lattuga o cicoria e anche amici e parenti si stancano di riceverla, capita che mi diventi troppo dura per essere mangiata in insalata ma non la butto. La cucino lessata, o passata in padella o ne faccio delle minestre o dei tortini, secondo il tipo.

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  11. La settimana scorsa ho finalmente raccolto le cime di rapa quarantina di Arvalia.
    Le avevo seminate un po' tardi ma l'inverno è stato insolitamente mite e con una copertura tipo quella che ho indicato in un post precedente qui sugli Amici dell'orto non hanno sofferto molto.
    Buone al gusto, anche se sono rimaste piccole e alcune parti erano un po' fibrose.
    I broccoletti all'olio coltivati all'aperto sono ancora piccoli.
    Due piantine rimaste nel semenzaio, che hanno passato l'inverno in serra, sono invece bellissime e ho raccolto oggi le foglie, le cucinerò stasera.
    Penso il prossimo autunno di seminare i broccoletti all'olio e i cardi scozzesi in serra, tanto in inverno lo spazio c'è.
    Oggi grazie alla generosità di Arvalia che mi ha mandato tantissimi semi ho seminato qualche cima di rapa quarantina, voglio vedere come si comporta seminata in primavera.

    Anche se ho ancora tantissimi semi ho lasciato le infiorescenze più belle sulle piante di cima di rapa per ottenere la semente.

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  12. E invece no, niente semi...
    I "broccoletti all'olio" hanno prodotto tantissime buone foglie ma nemmeno un seme.
    Anzi, ora le piante sono morte. Colpa mia, le ho abbandonate alle cimici rossonere (Pyrrhocoris apterus). Dicono che non sono dannose, ma hanno prosciugato completamente le povere pianticelle.
    Di solito il problema è non fare andare a seme le piante, in questo caso è stato il contrario.
    Ho ancora alcuni dei semi di Arvalia, ci riproverò.

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    1. Ciao Claudia, era tempo che cercavo il nome di questi belli insetti, che da me oltre a essere rossi e neri sono anche bianchi e neri, e ora grazie a te, l'ho trovato, quindi !grazie!
      A me producono danni significativi alle giovani piantine di cavolami e alle piante di giglio

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    2. Io li ho rossi e arancione pallido. Gigli non ne ho, solo gli Star Gazer e non ci fanno molti danni. Quanto alle cavolacee... non solo alle giovani, ma anche alle vecchie. Queste piante avevano quasi un anno.
      Dovrei dedicarmi alla loro eliminazione, sono davvero troppi.

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    3. Ciao Claudia, approfondendo la ricerca ho visto che c'è un insetto assai simile alla Pyrrhocoris apterus che si chiama invece Eurydema ornata, che pare pure più specializzata in brassicacee, prova a guardare bene, così, giusto per non accusare ingiustamente ...
      Per la eliminazione (o meglio riduzione) ti consiglierei di farti aiutare dall'upupa (magari allestendogli un bel nido su un ramo dell'abete); una volta l'ho vista becchettare con gusto questi insetti birichini.
      In alternativa potresti provare a circondare a terra le piante attaccate con fondi di caffè, io non l'ho provato ma a fiuto direi che potrebbe funzionare ...

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    4. Ciao! Forse la mia vista sta diminuendo...
      In effetti non mi faccio mancare nulla:
      http://www.fioridiaia.altervista.org/index.php?p=search&searchfields=1039&words=eurydema_ventralis

      Ah! Non succhiano tutti i cavoli indistintamente. Le piantine di verza piantate nell'aiuola accanto erano bellissime. Dico erano perché ho estirpato il broccoletto all'olio poi sono partita. Spero che non si siano trasferiti sulle verze.

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    5. Ciao Claudia,
      succede proprio così con i semi ....
      ... Se vuoi i semi devi lasciare stare la pianta e non tagliare il tronco principale.
      Se, invece, inizi a tagliare il tronco principale per avere un'ottima produzione di foglie e rami laterali, la possibilità che vada a seme si allontanta di molto.

      Il problema delle cimici e animaletti vari è un dolore irreparabile... appena ne arriva una, arrivano anche le altre e se non controlli le piante ad una ad una giorno per giorno hai finito di campare (tu e le piante).
      Io proverei con lo spray all'olio che ha proposto Alon:

      http://amicidellortodue.blogspot.it/2013/07/tuta-absoluta-lepidottero-dannoso-per-i.html

      ed anche per questo ci vuole pazienza e costanza da parte nostra ... cosa che normalmente non ho.

      Se hai bisogno di semi fammelo sapere... ne ho ancora in abbondanza

      Roberta

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    6. Grazie, sei sempre gentilissima!
      Vedrò come si comporteranno le piantine che ho seminato da poco, nel caso ti chiederò altri semi.
      Sì, alcune piante le avevo cimate, non tutte. Poi la mia vacanza è stata dannosissima per le piante e una pacchia per gli insetti.

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