lunedì 22 maggio 2017

PATATE

Le patate
di Angelo Passalacqua


Un post di approfondimento per una pianta che, a mio parere, rispecchia in modo esemplare quello che ha fatto la Natura, evolvendo secondo le sue leggi, e quello che ha fatto poi l'uomo. La Natura nel corso di millenni ha prodotto le piante "ibride", frutto di miglioramento genetico mescolando cromosomi e geni, da piante "selvatiche" ha prodotto piante più complesse, nel meraviglioso progetto della agro-biodiversità. La storia della patata in questo scritto.


Come avvenuto con il farro, la Natura ha creato piante geneticamente più complicate, per la patata si stimano circa 6000 varietà "native", che si riproducono da seme.


Quando le piante si moltiplicano in modo "naturale", attraverso i semi, i coltivatori possono conservarli e riseminarli, in più la Natura continua l'evoluzione creando nuovi ibridi fertili. Questo, per fortuna, lo fanno i contadini in Sud-america, nel resto del Mondo si utilizzano i tuberi-seme che le ditte sementiere producono ogni anno.


In questa tesi di laurea e in questo Quaderno dell'ISPRA leggiamo di come le ditte sementiere,partendo dai semi, ci preparano nuove varietà "migliorate", se gli ibridi vanno benissimo non altrettanto possiamo dire degli Ogm... Trovare nella lista del 2006 patate Desiree ogm inquieta.

Ma quali sono le patate che si riproducono da seme, quelle che i "poveri contadini" andini senza i soldi necessari all'acquisto dei tuberi-seme delle famigerate sementiere sono costretti a coltivare? (Per nostra grande fortuna! Ed anche per le sementiere, che li utilizzano!) Vi propongo vari filmati che ho scelto io, potete comunque ricercare per vostro conto!

Il primo, il secondo, il terzo ci fanno vedere queste patate native e rispettivi coltivatori, nel quarto vediamo i Custodi!

I semi di patata vengono chiamati con l'acronimo TPS, True Potato Seed, "vero seme di patata" e si usano così, quinto e sesto filmato.

Ultimo capitolo, la coltivazione. I tuberi vanno interrati in aiuola sopraelevata, la cosidetta "porca" e si rincalzano le piante alla bisogna, con terra asciutta. Nell'orto, lavoro manuale, in pieno campo anche così!

Nel settimo ed ottavo filmato vediamo come l'agricoltura industriale abbia riscoperto i vantaggi della semina "a porche" e copia i vecchi metodi di coltivazione!

Qualche consiglio per chi volesse conservare patate da riseminare, per finire. Non tenete da parte solo i tuberi più grossi dopo aver raccolto tutte le patate ma segnalate con un nastro o similare le piante più vigorose e di sano aspetto, se necessario isolate queste piante con velo o tessuto-non-tessuto per evitare che insetti vari, afidi per primi, possano veicolare virosi e malattie varie.
    

lunedì 27 marzo 2017

PATATE 2017

Patate anno 2017
di Angelo Passalacqua


Eccoci all'appuntamento annuale della semina delle patate, alle varietà "storiche", quelle che ho coltivato negli anni passati e che mi hanno convinto a riseminarle, in piccole quantità, si aggiungono patate provenienti dagli Amici e quelle che trovo in vendita nei mercatini, oltre a verietà commerciali.


Mi attende un bel pò di lavoro... E non sono tutte le varietà da interrare!


Questa è la blue Congo, raccolta a Settembre scorso, ad alcuni tuberi non ho avuto il tempo di eliminare i getti, il risultato lo vedete a sinistra, un piccolo tubero ha fatto a meno del terreno e, grazie alle sostanze di riserva presenti nel tubero, decine di patatine in crescita... Ricordo che i migliori risultati di coltivazione si hanno interrando piccole porzioni di tubero!

  
I tuberi-seme di Perupa double fun, prodotto di una sementiera olandese.


  

Tuberi di Perupa blue star, la colorazione della polpa è molto variabile.
 

  
Un nome pugliese per una patata nata in Olanda, come quasi tutte quelle in commercio, la Nicola.

  
La più buona di tutte, la regina delle patate, la Sieglinde.

  
Erede della celeberrima tonda di Berlino, la Draga con tubero tondeggiante e polpa a pasta giallo chiaro.


Buccia rosso scuro e polpa giallo chiaro screziata di rosso per la Cherìe.

  
Ottime qualità culinarie per la Monalisa, con tuberi di buona pezzatura.


Buccia rosso scuro, polpa compatta a pasta giallo chiaro, tuberi molto grossi per la Ronaldo.


Buccia scura e polpa giallo carico, tuberi a forma tondo-ovale  per la Donald.

 

martedì 28 febbraio 2017

SCAROLA CAPILLINA

Scarola capillina di Angri 
di Angelo Passalacqua

Oggi andiamo in Campania, nella provincia di Salerno, alla scoperta di una scarola, la capillina di Angri, la scarulella angrese, altro ortaggio tutelato da Slowfood.


Approfittiamo di questo sito che ci fa da cicerone, alla scoperta di molte varietà locali di frutta e verdura, oltre alla capillina.


  Il nome è chiaramente dovuto alle foglie sottili di questa scarola, anche il sapore differisce, meno amaro del solito.


Non uso mai letame o compost per le verdure che si mangiano anche crude, idem per le piante che lascerò andare a seme, magari rimangono più piccole ma sono sicuramente più sane e resistenti, quelle che preferisco!

  

Ho scattato le foto prima della grande nevicata e delle gelate a -11°, le piante non ne hanno risentito e sono belle arzille e pimpanti, nella vicina primavera daranno soddisfazione!
  

sabato 28 gennaio 2017

CECI ROSSI

Ceci rossi 

di Angelo Passalacqua

Le meno conosciute tra le varietà di ceci, quelle di color rosso, ho mostrato alcune varietà nei post dedicati ai ceci di Cassano Murge ma ce ne sono molti altri ecotipi, in Puglia e nel resto dell'Italia.


Nelle foto i ceci appaiono di colore più chiaro di quanto lo siano realmente, sono cinque varietà a seme rugoso e due a seme liscio, tutti ecotipi pugliesi.


 Ci sono altri ecotipi di cece rosso rugoso, ne ho scelto cinque che rappresentano le tipologie di tutte le varietà, non solo quelle presenti in meridione d'Italia ma riconducibile alle poche varietà reperibili altrove, andiamo a conoscerne alcune.



Iniziamo dalla Toscana dove scopriamo un curioso modo di dire circa i ceci rossi!


 Due ceci rossi tutelati da Slowfood, quello di Navelli e quello di Orco Feglino.
Dalle parti di Parma ci arriva testimonianza della coltivazione di un cece rosso rugoso. Torniamo in Puglia, altro cece rosso rugoso.


I ceci rossi a seme liscio sono presenti solo in Puglia, se qualcuno può smentirmi sarò felice di esserlo, significherebbe che c'è altra agro-biodiversità da tutelare!



E logica conclusione è l'assaggio, con pasta di grano Cappelli e spolverata di formaggio caprino... Una vera bontà!



Qui i colori sono quelli giusti, i ceci sono quelli col colore rosso più chiaro, pensate che tonalità hanno quelli rosso scuro!