mercoledì 28 settembre 2016

POMODORO OAXACAN

Pomodoro Oaxacan 
di Angelo Passalacqua


Anche i semi di questo pomodoro sono frutto di scambio dei semi, sulla busta era scritto un altro nome che mi ha incuriosito ed è partita la ricerca di notizie!

Alla voce di pomodoro precolombiano dei Sioux trovo un sito italiano di vendita dei semi, non voglio fare pubblicità ma serve a schiarirci le idee...
Visto che in lingua italiana non si trovano altre notizie, proviamo con l'inglese, oaxacan tomato ci porta a molti siti, come questo e questo

Curioso ritrovare i tutti i siti le stesse immagini...



  Ora conosciamo il suo vero nome e possiamo scoprire il resto, è un ottimo pomodoro di dimensione e peso notevole, della tipologia cuore di bue, la polpa è di due colori, il giallo scuro muta in un rosa chiaro, molto compatta. Il sapore è eccellente, la buccia molto sottile non disturba la masticazione, davvero un pomodoro di cui consigliare la coltivazione!

La pianta ha portamento indeterminato, cresce vigorosamente ed ha bisogno di nutrienti  ed acqua, i primi da dare a volontà, la seconda senza eccedere, per avere i migliori risultati possibili. Buona la resistenza alle malattie. In comune agli altri cuore di bue, molto accentuato il polimorfismo dei pomodori, anche sullo stesso palco.

E grazie all'amico Mimmo F. che mi sta dando un grande aiuto, semi disponibili in quantità, per tutti gli Amici dell'Orto!
 
 

sabato 24 settembre 2016

LIBERESO GUGLIELMI

Libereso Guglielmi 
di Angelo Passalacqua



"Perciò se l'animo si distoglie dalle cose umane e si volge alle piante, agli animali ed ai minerali, non è affatto un errore, come a volte si sente dire. Quell'atto può essere il segno di un puro sforzo di autoconservazione, il desiderio di prendere parte a un esistenza superiore. Se le fontane si disseccano, si va al fiume. Là non è necessario credere: il prodigio è palese." 

                                                                                       Ernst Junger

Buon viaggio Maestro, grazie per tutti gli insegnamenti che ci hai regalato.  
 

martedì 20 settembre 2016

POMODORO FICARAZZI

Pomodoro di Ficarazzi 
di Angelo Passalacqua

Il lavoro di ricerca non è limitato solo al ritrovamento dei semi delle varietà tradizionali, di solito ci sono poche informazioni e tocca ricercare, appunto, in vecchi libri o cataloghi vari, quasi sempre non trovando nulla... E poi, per caso, trovare dove non si penserebbe mai di cercare! Ad esempio, cercare notizie su vecchie varietà di pomodori e trovarle in una enciclopedia e non in manuali orticoli.


Ficarazzi è un comune vicino a Palermo, infatti questo pomodoro è chiamato anche precoce di Palermo 


La  pianta cresce vigorosa e robusta, un grosso cespuglio che poggia a terra per l'abbondante produzione, i grappoli hanno un peso notevole! Il fabbisogno d'acqua non è elevato come si potrebbe pensare, come sempre è meglio scarseggiare che eccedere, la resistenza alle malattie è notevole ed è meglio non intervenire con la bordolese.


I costoluti pomodori sono uno diverso dall'altro, crescono competendo lo spazio disponibile!

  
 Il sapore è ottimo, la polpa carnosa apprezzata al consumo fresco ma anche il passato è molto buono.


Un pomodoro così buono e precoce deve esserci in ogni orto!

  

mercoledì 14 settembre 2016

DOLICI MURGIANI / 2

Dolici di Santeramo / 2

di Angelo Passalacqua

Ennesima conferma della grande ricchezza di agro-biodiversità presente in Puglia, un altro dolico, conosciuto col nome di ripolo pugliese, coltivato per produrre fagiolini mangiatutto, gli apprezzatissimi occhipinti. Si differenzia dagli altri dolici per il portamento delle piante, non nane nè rampicanti, come i famosi metro o asparago, ma a "mezza rama", a cespuglio.


 Ho segnalato questo dolico agli amici del progetto Biodiverso, si è meritato un posto nel libro "Almanacco BiodiverSO", alla pagina 116 la scheda del fagiolino pinto mezza rama.


Riporto quanto scritto nei "risultati del Progetto BiodiverSO":

"La pianta, ad accrescimento indeterminato, presenta habitus di crescita eretto e tende a sollevarsi a media altezza, il fiore aperto è violetto con sfumature bianche, ma quando è chiuso appare di colore giallo. I baccelli sono stretti e lunghi, di media pezzatura, di colore verde con la punta viola. La produzione è nella norma. I semi presentano una forma ovoidale con tegumento liscio e di colore nero. L'IBBR del CNR di Bari ha caratterizzato questa varietà locale con marcatori SSR e SNP. Comune rappresentativo Santeramo in Colle."

  
Aggiungo all'esauriente scheda che il nome diallettale santeramo è "l'ecchie pint d nd'derr", traducibile con "l'occhio pinto a terra", le piante cespugliose si appoggiano sul terreno. La coltivazione va fatta "in seccagna", senza mai irrigare.


Cercando notizie su questo fagiolo sono arrivato a pagina 110 del libro "Aspromonte", scritto da un grande salvatore di piante, Orlando Sculli, che riferisce di un fagiolo "dòlica" coltivato da un solo contadino che gli donò l'ultimo baccello coi semi maturi poiché lui non li avrebbe più coltivati, a causa dell'età avanzata. "A Maggio mi accinsi a mettere a dimora i cinque semi recuperati, ma mi accorsi di averne solo due, di cui solo uno germogliò e mi produsse 57 semi. Sono gli unici o a Santa Eufemia qualcuno pianta ancora i fagioli dòlica coi fiori blu? "


Spero che la risposta alla domanda sia "sì", che quei 57 semi siano diventati migliaia! E ringraziare un grande "salvatore di piante", innamorato non corrisposto della terra di Calabria.