martedì 2 febbraio 2016

OLIVA LEUCOCARPA

Oliva leucolea 
 
di Angelo Passalacqua


Ringrazio l'amico Angelo Giordano per avermi donato l'alberello di questa oliva bianca, l'avevo incontrata spesso nei miei giri di "cercatore di piante" ma, finora, non ero riuscito a portarla a casa mia... Ora la spinta a ritornare nei luoghi dove ancora ci sono olivi bianchi sarà inarrestabile!



Iniziamo il viaggio alla scoperta di questa oliva, andremo a ritroso, partendo da Pomona, l'amico Paolo ha scritto sul suo blog della leucocarpa.



Seconda tappa, andiamo in Calabria, passando dal Pollino ed i suoi rari olivi bianchi, dove incontriamo una straordinaria persona, Orlando Sculli, il salvatore di tanta biodiversità calabrese, in questo bellissimo libro parla anche dell' ulivo del Crisma.

Torniamo dalle mie parti, ci aspetta un luogo magico ed un ulivo di Gerusalemme, a Molfetta. Pare che sia stato piantato attorno alla fine del 1700 da Giuseppe Maria Giovene,
studioso che ha scritto molti tomi sulla coltivazione dell'ulivo




Il viaggio non finisce qui, ci imbarchiamo come favevano i Crociati e salpiamo verso Est, dove la nostra oliva bianca prende il nome di perlina maltese, informazioni qui, e qui , ovviamente in lingua inglese... Sorry!


 

domenica 31 gennaio 2016

PRUGNOLO

Prugnolo
Prunus spinosa L.

di Angelo Passalacqua


Nel mio paese porta il nome di trigno, cresce spontaneo sulla murgia, almeno quella scampata allo spietramento, lungo le stradine sterrate meno frequentate dove sfugge al taglio di uomini che non conoscono l'utilità di questo albero dai frutti troppo piccoli per essere apprezzati!


Facile incontrarlo come arbusto, raramente vero albero come questo in foto, la crescita è lenta, nessuno conosce l'utilizzo del prugnolo e si sognerebbe di seminarlo! 
Notizie utili in questa scheda botanica, scusate la non voluta pubblicità!



Altre informazioni utili in questo pdf


Raccolte al momento giusto, dopo le gelate, le prugnole sono buonissime! Il metodo di propagazione migliore è la semina, il trapianto è troppo traumatico per le piante e non da esito positivo, da evitare quindi cercare di trapiantare prugnoli selvatici, si fa danno inutilmente!

Nell'anno scorso si è molto parlato del trigno, quello che cresce in Molise, dove c'è un fiume ed una valle con lo stesso nome. In questo pdf, leggete come sempre con spirito critico...






domenica 24 gennaio 2016

DUE RUCOLE

Due rucole 

di Angelo Passalacqua


Considerata la "vera" rucola, addomesticata da tempo ma soppiantata nell'uso culinario dalle rucole appartenenti al gruppo delle Diplotaxis

  
Il suo nome è Eruca vesicaria (L.) Cav. , qui una scheda completa.



E' presente da sempre nei miei terreni, lascio sempre andare a seme piante sufficienti alla risemina spontanea, è una varietà annuale.



I fiori sono molto diversi da quelli gialli delle rucole, ricordano più quelli del ravanello selvatico, Raphanus raphanistrum. 

Le parti della pianta utilizzate in cucina sono le foglie, le cime fiorali coi fiori chiusi, i fiori a colorare le insalate, i semi allo stesso modo di quelli della senape.


Non guardate in basso, tra le erbe, quello che voglio mostrarvi è proprio al centro della foto, quella pianticella secca nel tufo...


Ogni anno, a primavera, rinasce, le sue radici non trovano terra, si  insinuano nel tufo e si accontentano della rugiada notturna dell'estate torrida...


Verrebbe spontaneo chiamarla ruchetta dei muri, Diplotaxis muralis, ma non ha tutte le caratteristiche della varietà, ad iniziare dal ciclo colturale perenne, anche se Plant for Future  scrive di D. muralis perenni. 


I semi di questa pianta danno vita a rucole dalla crescita limitata, anche in piena terra, più piccole delle comuni rucole, sia di D. tenuifolia che di D. integrifolia. Il sapore delle foglie è quello tipico delle rucole, piccante, forse troppo, almeno per il mio gusto...

Se cresce nel tufo, che sia una rucola che si crede un cappero? 
 

domenica 17 gennaio 2016

CHIAMATA A RACCOLTA 2015 / 2

Chiamata a raccolta 2015 - seconda parte

di Moreno Monegato 



 Un altra associazione per la conservazione di mais antichi rostrati di Rovetta nella Bergamasca...



 Tanti di quei semi da scoprire che a vedere tutto sarebbe servita una mezza giornata.... 



 Che simpatici!!! I bambini delle scuole locali con le maestre che facevano i pirati dei semi. Andando a chiedere dei semi ai vari banchetti da poter poi scambiare nel loro spazio assieme a quelli dei loro orti scolastici tutti catalogati in bellissimi vasetti decorati come vedete....



 All'esterno di villa Pat nelle barchesse lo spazio era dedicato ai produttori locali biologici e come si vede non mancava di certo la biodiversità neanche qua! 



 Oltre agli ortaggi c'erano cereali, farine, dolci e pani artigianali e anche alberi da frutto di antiche varietà come si trovavano sempre nei broli  delle ville venete.



 Vi do appuntamento al prossimo scambio, magari in tanti del gruppo amicidell'ortodue. 


Aggiornamento del 22 Gennaio 2016 
di Angelo Passalacqua


Una gradita sorpresa per gli Amicidellortodue, a pagina 119 del settimanale Donna Moderna in edicola!

Sì, tutti insieme stiamo facendo un bellissimo "lavoro", avanti così!

Angelo