lunedì 20 gennaio 2020

RAVANELLO-ANGURIA

Ravanello-anguria

di Michele Rucco


Il ravanello-anguria è un'antica varietà di ravanello asiatico, per lungo tempo dimenticata ed oggi riscoperta.

La denominazione suscita una giustificata curiosità, non esistendo alcun rapporto botanico tra il ravanello e l'anguria. Precisiamo quindi che il nome Ravanello-Anguria è dovuto al suo colore. 
Infatti, al contrario del ravanello comune, la sua buccia è bianca e la sua polpa è rosso-fucsia (come l'anguria).
Il sapore è simile al comune ravanello, ma è un pò più piccante.
Il sapore piccante, però, è concentrato prevalentemente nella buccia, quindi, se non si gradisce tale caratteristica, basta pelarlo fino alla polpa rosso-fucsia, eliminando la buccia e la parte bianca.
Le dimensioni sono superiori rispetto al ravanello comune, ma a differenza di questultimo, pur aumentando le dimensioni, la loro polpa rimane croccante e succosa.



Lo si può coltivare in due periodi:
1. Semina in semenzaio a metà Aprile, con trapianto in Maggio e raccolta tra fine Giugno ed inizio Luglio, ma a causa del caldo rimane di piccole dimensioni e va rapidamente a seme
2. Semina in semenzaio a metà Agosto, con trapianto a metà Settembre e raccolta a Dicembre ed in questo caso raggiunge notevoli dimensioni e la polpa rimane croccante e succosa.
Il terreno deve essere ricco e fertile.
Noi lo coltiviamo in aridocoltura (www.ortosenzacqua.it), ma siamo in Friuli, dove i mesi autunnali sono discretamente piovosi e non sappiamo come la pianta regisca in altre regioni più aride.
La pianta è molto resistente alle malattie e non necessita di alcun trattamento antiparassitario o antimicotico, anzi, le sue radici rilasciano nel terreno delle sostanze nematocide utili a sterilizzare il terreno da questi parassiti.

Come gustarlo:
1. Nelle insalate classiche: aggiunto a fettine dona una nota di allegria, di colore e di gusto.
2. Trasformato in conserve (sott'olio o sott'aceto)
3. Saltato in padella (cucinato in tecia), come le zucchine.
4. In varie zuppe, le cui ricette si possono trovare su YouTube digitando la parola "watermelon-radish".

Il ravanello-anguria ha poche calorie ma è ricco di antiossidanti, di oligoelementi (calcio, fosforo, magnesio e potassio) ed è un'importante fonte di vitamina C.
Si conserva fresco ed appetibile per circa un mese in frigorifero, nel comparto delle verdure.

giovedì 16 gennaio 2020

FAVA ROSA


Fava rosa 

di Angelo Passalacqua 


Non è di colore verde, né viola o nera, questa fava proveniente dall'Est-Europa ha un insolito colore rosa, visibile coi semi raccolti "freschi", asciugandosi si scurisce e tende al rosso.





I semi li ho avuti da una famiglia di amici arrivati in Italia anni fa per lavoro e,come sempre accade in questi casi, hanno portato con sé qualcosa che ricordi la loro terra. 



Oltre ai semi ho ricevuto anche qualche informazione su queste fave, pianta piuttosto bassa con baccello corto, contenente tre-quattro semi di dimensione medio-grande.



Ho interrato i semi in Dicembre, prima non era stato possibile per le forti piogge che avevano reso impraticabili i terreni, le piante sono spuntate molto tardi e temevo fossero marcite, invece erano germogliati regolarmente e le piante sono uscite dal terreno.





Qui da me, la temperatura notturna è arrivata più volte ai -2°, le piantine non mostrano sofferenza ma devo dire che anche le altre varietà di fave che coltivo mostrano la stessa resistenza, vedremo in seguito come va....

A titolo di curiosità, vi mostro alcune sorprese di questo strano inverno





Cicerchia in fiore...







... e piselli in fiore con baccelli in maturazione e baccello in basso pronto per la raccolta! 



martedì 7 gennaio 2020

MELONE VERDE DI NAPOLI

Melone verde di Napoli

di Angelo Passalacqua



Tra i tanti meloni da serbo, quelli coltivati senza irrigazione e conservati per mangiarli in inverno, quello chiamato tradizionalmente melone di Natale, il rognoso di Napoli.



Dopo la raccolta, i migliori meloni venivano appesi per conservazione invernale, il consumo avveniva anche dopo molti mesi ma era d'obbligo consumarne per la festa di Natale.





In Campania, il rognoso è un prodotto tipico e tradizionale, come si legge qui





La cavità con i semi è molto piccola, tanta polpa soda, profumata e di sapore dolce, non c'è acqua di vegetazione perché coltivato in seccagna.





Spesso questo melone cambia nome e viene chiamato come un altro melone molto buono, con caratteristiche molto simili, il purceddu, il porcellino di Alcamo, tutelato da Slow Food . Questo accade anche in maniera inversa, magari in annate dove una zona di produzione ha avuto un buon raccolto e l'altra no ma, in fondo, il melone è ottimo lo stesso! Infatti, guardate la foto utilizzata per il melone purceddu in questo sito di vendita... E' la stessa foto del sito della Regione Campania. 

Dal sito Slow Food:

I meloni coltivati nelle campagne di Alcamo e dei comuni circostanti da sempre sono acquistati da grandi grossisti campani che li rivendono sui mercati di Napoli. Sono meloni ricercatissimi e spesso quelli acquistati in Sicilia sono poi spacciati per meloni campani. Ma il ricavo per i coltivatori siciliani è minimo e questa coltivazione sta diventando sempre meno redditizia: per questo alcuni agricoltori si sono riuniti in un Presidio per tentare una commercializzazione autonoma. I produttori hanno fondato un'associazione e hanno trovato un locale dove far maturare i meloni. La tecnica consolidata era quella di appoggiare i meloni sul pavimento, ma i coltivatori del Presidio l'hanno migliorata: hanno avvolto i meloni in retine e li hanno appesi a strutture in legno, come nelle stagionature di salumi, uno ad uno: in questo modo non è più necessario rivoltarli ed è semplice separarli secondo il calibro.



lunedì 30 dicembre 2019

CECI / 5


Ceci / 5

di Angelo Passalacqua


Ultimo appuntamento coi ceci, almeno per ora... In questo ultimo capitolo voglio mostrarvi un ritrovamento che ho fatto, non per alimentare la fama di "salvatore di semi" attribuitami, ma un atto d'amore verso il territorio della Murgia, coi suoi tesori che ancora conserva nonostante sia violentata, derubata, stravolta dall'avidità!



In un angolo di terra accessibile con difficoltà sito nelle Quite, una trentina di piantine di ceci, residui di  coltivazioni di legumi in questi luoghi aspri ed inospitali eppure coltivati.


La carta millimetrata e i ceci coltivati che più si avvicinano a questi ceci piccolissimi per evidenziare le dimensioni.


Le piante crescevano tutte insieme, ho diviso i semi per cercare di identificarli, questo è un tondeggiante cece kabuli


Un cece desi, rugoso e dal colore rosso-rosato 


Ancora un cece desi, qui il colore dei semi è quello "classico" a cui siamo abituati, bianco-giallo crema.

Ora non mi resta che coltivarlo per vedere se la regressione della dimensione dei semi e delle piante muterà una volta tornati ad essere "coltivati", vi aggiornerò in seguito.