giovedì 26 novembre 2020

CAVOLO TORZELLA

 Cavolo torzella 

di Angelo Passalacqua 

All'ultimo scambio dei semi a cui ho partecipato, a Sammichele di Bari, ho ritrovato Francesco e gli Amici del CortoCircuitoFlegreo, giunti da Napoli. Oltre ad una ricca dotazione di semi, hanno portato anche alberi di antiche varietà e piantine di rari ortaggi, per la felicità di molti interessati, tra cui io 


Una varietà di cavolo acefalo molto interessante, chiamata torzella o turzella, di antichissima origine come testimonia un altro nome che definisce questo cavolo fuori dalla Campania, il cavolo greco, informazioni interessanti nel sito della Regione Campania  



Ho preso tre piantine da trapiantare nel mio orto murgiano, il mio solito test di prova, teso ovviamente alla produzione di semi 


Dopo dieci giorni dal trapianto le piantine sono in ottima forma 


Altre notizie utili, qui


Molte ricette tradizionali vedono la turzella come componente immancabile, ad esempio la famosa minestra maritata, piatto invernale ma anche in estate è gustosa mangiarla assieme al pomodoro San Marzano. Per concludere, un filmato realizzato dal TGR Campania


mercoledì 25 novembre 2020

PERA CIOCCOLATO

 Pera cioccolato

di Angelo Passalacqua  


Percorrendo le stradine ed i viottoli del territorio della Murgia è facile incontrare alberi rinselvatichiti, testimoni dell'abbandono di terreni troppo faticosi da coltivare e dai raccolti spesso miseri.



In condizioni ambientali estreme come quelle murgiane, era essenziale che le piante venissero dalla selezione fatta dai contadini, se ottenuta da semina oppure varietà esigenti venivano innestate su piante autoctone selvatiche. Per le pere si usavano i tanti perastri (pero mandorlino) spontanei, Pyrus amigdaliformis e Pyrus pyraster (perastro) o quelli seminati a tale scopo 


Se si salvano dagli incendi e dai vandali in cerca di legna o dagli spietramenti e dalle motoseghe, è facile imbattersi in alberi come questo in foto, "testimone" di un'agricoltura eroica e faticosa, che sopravvivono all'abbandono 



Un tempo questi terreni erano percorsi da greggi e pastori, questi ultimi innestavano tutti i perastri che incontravano sui percorsi, portando con sé le talee prese da altri luoghi, in modo da trovare, negli anni seguenti, frutta fresca da raccogliere 



Questa varietà di pera era molto comune un tempo, la produzione di frutti era molto abbondante, per la gioia di uomini e bestie, per mangiarla bisognava attendere che maturasse completamente, "ammezzandosi" la polpa diventava scura e da qui il nome di pera "cioccolato" o "del caffé" 



Anche per questo frutto come per tutti quelli che ho la fortuna di ritrovare, ho innestato i perastri che ho seminato nei miei terreni, è un vero peccato che alberi così resistenti ed autosufficienti si perdano! 


domenica 8 novembre 2020

SENAPE BIANCA

 Senape bianca

di Angelo Passalacqua 


Una pianta "dimenticata", un tempo coltivata come verdura e poi abbandonata a favore di altre piante eduli 


I nomi botanici con cui è conosciuta sono Brassica alba o Sinapis alba, la senape bianca si differenzia dalle altre senapi per il sapore meno pungente di foglie ed infiorescenze 


Le piante si accontentano di terreni poco fertili pur raggiungendo dimensioni importanti, seminate in autunno non richiedono innaffiature 



Se la pianta non viene cimata arriva anche ai due metri d'altezza, le parti eduli sono le foglie e le infiorescenze, l'apicale e le numerose laterali che sporgono dal fusto. Una ricetta tradizionale vede la senape lessata in acqua e poi ripassata in padella con olio, molto aglio e peperoncino a condire gli spaghetti 



Alla copiosa fioritura segue la produzione di silique con i semi di colore giallo 


Semi utilizzati per preparare la famosa ed apprezzata salsina ed anche per i germogli. Ma la senape bianca ha altri utilizzi, migliora i terreni in cui cresce, combatte i nematodi del terreno, è pianta da foraggio e da cover crop, bonifica i terreni inquinati ed altro ancora. 

In questo filmato la vediamo in un orto abbandonato. 

Una preziosa pianta che meriterebbe una "riscoperta"!


venerdì 30 ottobre 2020

FICO DELL'UNGHIA

Fico dell'unghia 

di Angelo Passalacqua 


Il nome particolare di questo fico è dovuto ad una particolarità del fico, una escrescenza in rilievo presente sul fianco che ricorda appunto una unghia 


Varietà bifera, con maturazione precoce di fioroni e fichi è la prima varietà raccolta nella mia zona 





La piccola pezzatura si fa perdonare per la precocità e per il sapore dolce, anche se non al livello del fico dottato 



Il fiorone è più grosso del fornito e di colore più scuro 



Altra particolarità, quando il fico è maturo il peduncolo si apre





Uno tra le centinaia di fichi che crescono in Puglia! 

domenica 4 ottobre 2020

I PEPERONI DI GRAVINA

 

I peperoni di Gravina 

di Angelo Passalacqua 


Il migliore biglietto da visita per questi peperoni è sicuramente questo scritto dagli Amici di BiodiverSo, per mano della dottoressa Sonnante 


Della papecchia vi avevo già parlato in questo post dello scorso anno, devo aggiornare qualche informazione su questo piccolo, grande peperone. Il suo grado di piccantezza varia notevolmente dal dolce al decisamente piccante 





I peperoni presenti nelle foto sono cinque varietà, alle tre "classiche" originali di Gravina in Puglia si sono aggiunte delle "varianti" coltivate da tempo, mentre il diavolicchio, il piccolo diavolo resta piccante, il cornetto dolce è ora anche piacevolmente piccante, della papecchia ne abbiamo già detto 




Circa la coltivazione c'è poco da dire, sono varietà locali perfettamente adattate al clima ed ai terreni di Gravina in Puglia, "città d'acqua" di antichissima origine. Ma anche altrove, restano piante robuste che non si ammalano mai, richiedono terra ricca ed un moderato apporto di acqua 




Quando le piante hanno la maggior parte dei peperoni maturi, è meglio estirpare le piante ed appenderle, le bacche ancora verdi matureranno senza problemi 





Per concludere, qualche ricetta per gustare questi peperoni, una proviene dalla città di Molfetta, il celebre pric o prac, qui

E qui, la composta, "'a cumbost" 


lunedì 28 settembre 2020

FICO TRIMONE


Fico trimone 

di Angelo Passalacqua  


Le varietà di fico presenti in Puglia sono stimate in circa 400, anche se molte varietà cambiano nome da località a località, anche molto vicine tra di loro 


Questo fico chiamato trimone è spesso confuso con altri dall'aspetto simile 





Un valido aiuto per identificare questi fichi "minori" in questo pdf




E' una varietà unifera, produce solo i forniti, la buccia dei fichi passa dal verde al viola, spesso con striature mentre la polpa è di colore rosso scuro, un pò granulosa al palato, sapore dolce con una punta di acidulo, molto gradevole. 

La maturazione inizia da fine Settembre e continua in Ottobre. 


I fichi hanno una forma ovale e quasi sempre schiacciata 


Nella foto, a sinistra il fico cipolla e il trimone alla sua destra. Ricordo a chi mi legge che Santeramo è a 500 metri slm, il comune più altp della provincia di Bari, ciò influenza molto crescita e maturazione delle varietà di fichi (ma anche delle altre piante) coltivati.