lunedì 14 marzo 2011

Coltivazione biologica - lezione 2

Piccolo manuale di coltivazione biologica
di Paolo Basso

Alla fine del post precedente consigliavo di leggere il post COME FARSI LE PIANTINE, ora siamo alle semine, almeno per chi dispone di una serra o di una serretta.

Bisogna tener presente che la semina, grossomodo, deve essere fatta un mese e mezzo prima del trapianto in terra. Quindi se nel vostro clima si possono trapiantare i pomodori a fine aprile, conviene seminare a metà marzo. Nel frattempo, a chi ha un terreno particolarmente povero di sostanza organica o in estate ha problemi di siccità, consiglio di iniziare per tempo a preparare il terreno. 

In una coltivazione biologica non esistono scarti vegetali da bruciare, tutto deve essere messo in un cumulo o in una compostiera per essere riutilizzato. Chi è agli inizi e non ha scarti vegetali, può approfittare delle foglie secche dei boschi o del giardino.
Dove prevediamo di fare delle file di pomodori o altro, facciamo un solco profondo 20 cm e largo, per due file di piante, una quarantina di cm. Si utilizza la pala, ammucchiando la terra ai bordi, se nel fare il solco si è pestata troppo la terra sul fondo si può smuovere col forcone per arieggiare. A questo punto si riempie di scarti vegetali, secchi e già parzialmente decomposti dall'inverno, si comprime un po' con i piedi e si ricopre di terra. Con la pioggia e con l'aiuto dei lombrichi, quando saranno pronte le piantine dovremo solo sarchiare eventuali infestanti nate nel frattempo e trapiantare. Dopo qualche anno di coltivazione anche il terreno più infelice diventerà perfetto per le nostre verdure.

Nel caso di zucche, meloni o angurie, anziché dei solchi si possono fare delle fosse circolari, profonde max 30 cm. Sono sopratutto queste le piante che ne traggono maggior giovamento vista la loro sete di acqua nel pieno della crescita.
Se si ha a disposizione del concime organico si può aggiungere agli scarti vegetali senza esagerare, il resto lo si potrà dare in copertura più avanti.

Ed ora parliamo un po' degli scarti vegetali.
Piante secche di pomodori, melanzane, fave, erbacce fatte seccare, foglie, tutto questo basta ammucchiarlo in un angolo e bagnarlo ogni tanto se non piove, invece per gli scarti legnosi, come ad esempio gli scarti di potatura di alberi da frutta e viti, conviene usare un triturature elettrico.
E' un buon investimento, perchè altrimenti queste parti legnose ci metterebbero molto a decomporsi, e poi possiamo ottenere dell'ottimo materiale per le pacciamature estive.


Trinciare rami e tralci di vite ancora freschi è facile e veloce, in poco tempo un grande ingombro di rami diventa un sacco pieno di grossolana segatura. Io trito anche le piante un po' legnose delle melanzane, i torsoli dei cavoli, la potatura delle rose ecc., poi riempio dei sacchi di plastica da spazzatura, bagno leggermente e tengo chiuso. In estate questo servirà da pacciamatura al frutteto e all'orto.


Rami di vite e fruttiferi tritati



Rami di Alloro fresco tritati

Qualcuno può pensare di utilizzare la segatura di falegnameria, sopratutto i trucioli della pialla sono abbastanza simili a quanto esce dal trituratore, ma il legno è trattato e non si degrada facilmente, oltre a non essere propriamente biologico...

3 commenti:

  1. Prima che geli, vorrei completare la concimazione del mio orto con gli scarti vegetali, dato che non ho a disposizione letame animale mi devo "arrangiare" con quelli. Il terreno è sabbioso, quindi si impoverisce in fretta di sostanze nutritive, lavate via dalle innaffiature.
    Oltre ai soliti scarti dell'orto, rametti e foglie secche (che interro tutti gli anni), ho a disposione anche frammenti di cartone (non stampato e non sbiancato chimicamente), foglie di noce e un sacco pieno di segatura di abete. Ho qualche dubbio sul loro uso, quindi vi chiedo:
    - cartone: ho letto che molti lo usano, ma non so in che quantità per potere essere di aiuto; inoltre non so se può creare una massa (se non si decompone completamente) che può impedire lo sviluppo delle radici. L'ho usato per pacciamare zucche e meloni ma non sono rimasto soddisfatto perché credo che abbia impedito una efficace innaffiatura.
    - foglie di noce: sono troppo coriacee per decomposrsi? Per esempio, come le foglie dei platani, che elimino sempre perché in primavera me le ritrovo integre.
    - segatura e trucioli di abete: so che gli aghi di conifera tendono ad acidificare la terra, ma lo fa anche la segatura? In questo caso, con quali ortaggi non va d'accordo, cioè dove non la devo mettere, e in che quantità invece posso metterla in altre zone dell'orto perché sia utile a qualcosa?
    Grazie mille!
    Parrafo

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    1. Posso solo dire che da me per il momento gli aghi di pino non hanno causato problemi.
      Gli altri materiali che hai a disposizione non li ho mai provati.
      Io il compost lo metto al momento dell'impianto.

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  2. @ Paraffo: più che chiudere separatamente in sacchi i tuoi materiali e lasciarli fermentare come descrive il post, nel tuo caso farei un bel cumulo mettendo sotto il cartone e mischiando sopra alla rinfusa quello che hai con l'aggiunta di un po di letame. se questo cumulo lo inumidisci e poi magari lo ricopri con cartone o con un pezzo di plastica otterrai nell'arco di alcuni mesi un compost da usare preferibilmente nell'impianto delle orticole o per rinvasare.
    vorrei aggiungere che il cumulo una volta bagnato fermenta e sviluppa delle discrete temperature.

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