mercoledì 22 giugno 2011

Spinacio della Nuova Zelanda

TETRAGONIA

di Angelo Passalacqua


Il nome europeo trae in inganno, non è uno spinacio perchè appartiene ad un'altra famiglia botanica, quella delle Aizoacee, proviene dall'Oceania da dove fu introdotta in Europa dagli Inglesi nel 18° secolo.



La pianta ama il caldo, quindi si trova pertettamente a suo agio in coltivazione estiva qui da noi, a differenza degli spinaci veri che soffrono e vanno rapidamente a seme. Si adatta a tutti i terreni purché abbia a disposizione umidità sufficiente.



Le foglie spesse e carnose vanno tagliate a qualche centimetro dal fusto. La tetragonia è chiamata anche spinacio perenne, qui da me si comporta come pianta annuale ma poiché si risemina da sola con successo, la denominazione potrebbe andar bene...



La pianta cresce molto, conviene lasciare spazio abbondante, 40/50 centimetri. I frutti-seme sono presenti sul fusto.



Dal Greco, "tetragonia" si traduce  "quattro" (tetra) "angoli" (gonia), guardando il frutto-seme maturo se ne comprende il motivo



La consistenza coriacea rende necessario seminare solo dopo avere tenuto in acqua almeno 48 ore, è normale che i "semi" tendano a galleggiare ed è altrettanto normale che si sviluppi un cattivo odore, segno di una benefica macerazione.

11 commenti:

  1. Dai commenti del vecchio blog su splinder

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    23 Giugno 2011
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    Si mangiano le foglie?

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    23 Giugno 2011
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    Dopo lunga caccia ne ho anche io due piante.
    Non le ho ancora assaggiate.
    Sono ancora piccole e non hanno ramificazioni come vedo nelle foto di Angelo. Spero che arrivino a fare i semi, altrimenti proverò a ricoverarle.

    Claudia

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    23 Giugno 2011
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    Oltre alle foglie si possono mangiare anche le punte tenere degli steli, magari dividendole in due tagliando per il lungo.

    http://www.eat-ing.net/getpage.aspx?id=136&dx=3_2&m=1&pf=f&sez=cibo2

    Per una volta il famoso manuale scritto da australiani va proprio a fagiolo!

    http://www.scribd.com/doc/53085509/92/SPINACIO-DELLA-NUOVA-ZELANDA

    Si può moltiplicare la pianta interrando i fusti in vasi da tenere in serra, radicano con molta facilità.

    Angelo

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    23 Giugno 2011
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    Benissimo, visto che ne ho salvate solo due piante moltiplicarle non sarebbe una brutta idea.

    Claudia

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    24 Giugno 2011
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    Ma per curiosità, perché da te è annuale?
    qui a Roma sopravvive senza alcun problema all'inverno!
    Volevo aggiungere che io ne ho seminati diversi a febbraio, senza ammollo, ed hanno aspettato quasi 3 mesi per germogliare!! Mai come in questo caso vale la regola di aspettare aspettare aspettare!!!

    ciao
    Carlo

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    24 Giugno 2011
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    Ciao Carlo,
    tieni presente che io sono a 500 metri slm, molto vicino a Matera. D'estate caldo torrido e siccità mentre d'inverno... Freddo polare! I venti gelidi che arrivano dai Balcani non trovano nessun ostacolo nel loro cammino...
    Come hai visto, i semi sono spuntati solo quando hanno trovato le condizioni ideali, non è servito interrare a Febbraio!

    Angelo

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    25 Giugno 2011
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    Le mie piante, ancora così piccole e mai raccolte già stanno facendo piccoli fiorellini giallo verdastri all'attaccatura delle foglie. La riproduzione per l'anno prossimo è assicurata.
    Anche le mie hanno impiegato tanto per spuntare, e per mia fortuna sono spuntate a rate.
    Le prime tre piante, che erano in piena terra, sono state scambiate per infestanti ed eliminate, non vi dico la rabbia, ma per mia fortuna queste due ritardatarie sono spuntate dopo poco.

    Claudia

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    01 Luglio 2011
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    Ciao, sono AlessandroV ed è già da un po' che seguo il blog, ma devo dire di non aver fatto molto tesoro delle vostre esperienze. Siete sempre alle prese con rarità e le maneggiate con una tale semplicità che io, tutto indaffarato col sogno della sussistenza, e abbastanza impacciato aggiungerei, proprio non posso reggere il minimo confronto.
    Tanto per iniziare con qualche domanda: ma come irrigate, considerando anche tutte le varietà che coltivate?

    A presto A.V.

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  2. Dai commenti del vecchio blog su splinder

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    02 Luglio 2011
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    Le novità a me piacciono perché per tutta la mia infanzia e adolescenza avere l'orto è stata una punizione: sempre le solite verdure e sempre cucinate nello stesso modo: minestrone tutti i giorni.
    Adesso voglio che l'orto non sia solo una fonte di lavoro e di disgustosi minestroni, ma una opportunità speciale per gustare verdure sempre diverse e molto più buone di quelle acquistate.
    Per irrigare usiamo l'acqua piovana raccolta dal tetto oppure il pozzo.

    Claudia

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    02 Luglio 2011
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    Ciao Alessandro, io per bagnare utilizzo una piccola sorgente, che però in questo periodo devo integrare con l'acqua comunale. Ho un terreno terrazzato, con rubinetto e gomma ovunque, preferisco annaffiare a mano anzichè con un sistema automatico perchè mi regolo meglio (al risparmio) ed ho tempo essendo pensionato.

    Utilizzo molto pacciamatura e compost per migliorare il mio terreno argilloso e mantenere umidità. Coltivo le varietà che col tempo ho trovato migliori, ma non tralascio di provarne altre, ogni anno ho qualche gradita sorpresa.

    Paolo
    caprettetibetane

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    06 Luglio 2011
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    Io mi sto ancora industriando. Ho acquistato un serbatoio per raccogliere i pluviali, ma è ancora da collocare. Non ho un pozzo e quindi faccio più o meno come Paolo: tubo a goccia sotto pacciame organico alimentato dalla condotta comunale. Ma non riesco a stare dietro a tutto, poichè il terreno è in forte pendenza. Lungo il pendio sino alla parte a valle ho ricavato 4 o 5 terrazzette (a seconda della morfologia) larghe 1mt. e 20 circa, tutto sentierato e gradinato. Poi l'esposizione a est non mi favorisce affatto.
    Anche per me questo è tempo di ricerca per le coltivazioni più adatte alle mie condizioni. Per questo sono sempre attento sulle schede che proponete.
    Per ora grazie per il vostro confronto.

    A presto.
    AlessandroV.

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    06 Luglio 2011
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    Ciao Alessandro,

    non devi sottovalutarti, ora ti appare impossibile ma vedrai che poi riuscirai a "stare dietro a tutto"!

    Buon lavoro!
    Angelo

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    10 Luglio 2011
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    Io continuo a comunicare qui con voi non sapendo se è la sede adatta.
    In questi tre anni ho dovuto ridimensionare le mie aspettative. Non faccio convenzionale (e come potrei!) e quindi provo a sperimentare pratiche più naturali. Provando a gestire il terreno in una maniera meno invasiva possibile ho scoperto il fascino della "selvatichezza".
    Ricerco in rete, ma anche tramite i produttori del GAS di cui faccio parte. L'estate scorsa sono stato all'Elba ed ero curioso di vedere come gestivano l'acqua. Quest'anno andrò in Salento e tenterò le stesse ricerche.
    Ma è difficile scovare quel "sapere di un tempo".
    Dalle mie parti gl'impianti di kiwi o i giardini hanno in parte sostituito i vigneti. Gli alberi di frutta si tagliano perchè tanto si ammalano. Gli ortaggi si producono comunque con grossi investimenti.
    Insomma la sussistenza come quella prima della rivoluzione verde sembra sia da reinventare.
    Ora vi domando: cosa sapete per limitare i danni delle arvicole?

    Ciao e grazie ancora.
    AlessandroV.

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    10 Luglio 2011
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    Per le arvicole non ti posso aiutare, qui ci sono solo dei topi e delle gazze, ma ho il guardiano, l'intrepido jack russell Gimmi. Forse per le arvicole è troppo secco, neanche le talpe si vedono da queste parti (non hanno il freno a mano, finirebbero in mare...)

    Per le tecniche per il risparmio d'acqua invece puoi vedere i miei post di coltivazione biologica, tanta pacciamatura e scarti vegetali interrati.

    Paolo
    caprettetibetane

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  3. Una settimana fa ho visto la prima piantina di tetragonia "spuntata dal nulla", dopo qualche mese che l'avevo seminata.

    Roberta

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  4. La mia tetragonia è identica a quella delle foto.
    Qualcuno conosce o coltiva la tetragonia a portamento eretto? L'ho vista qualche anno fa nell'orto di una conoscente che non mi ha voluto dare la semente.

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  5. Ciao Claudia,
    non conosco tetragonie rampicanti, forse può trattarsi dello spinacio perenne del Caucaso? Se è lui, vedo di chiedere i semi...

    http://www.gourmethaven.dk/artikel/vis.php?id=136

    Angelo

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  6. Incredibile come assomiglia a quello che ho visto! Però il "mio" non era propriamente rampicante, piuttosto si reggeva da sè su un fusto robusto.
    Poi non saprei come quella vecchietta si sia potuta procurare una tale rarità.
    Se non è troppo difficile procurami qualche seme, sempre se posso ricambiare in qualche modo, ma non impazzire, mi raccomando! E' solo una curiosità.

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  7. Per la prima volta la tetragonia in serra ha superato l'inverno!
    Non sembrava, era solo un groviglio di rami secchi, poi ha iniziato ad emettere ciuffetti di foglie, e ancora non pareva vero. Mi chiedevo come fosse possibile, visto che i tralci erano secchi e cavi. Eppure i ciuffetti sono cresciuti e li ho raccolti già diverse volte. Adesso stanno fiorendo. Ho preso alcuni tralci e li ho interrati nella speranza di farli radicare.

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    1. Non a caso è detto anche spinacio perenne... Anche se pare incredibile la nuova vegetazione parte dal vecchi legno oramai secco, come accade anche per i cavoli. Non ho mai provato la riproduzione tramite talea, posso dirti che la margotta dà ottimi risultati come pure la talea da far radicare in acqua. Tienici al corrente degli sviluppi della tua prova.

      Angelo

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    2. La riproduzione da talea nel mio caso non ha avuto buoni risultati, nè in terra nè in acqua, forse perché i tralci sono molto secchi.
      Le piante dell'anno scorso stanno ancora producendo nuove foglie e dai semi caduti sono nate nuove piantine. Quando le scovo nel groviglio di rami le trapianto altrove per garantire loro maggiore spazio.

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    3. Caro Angel,
      Grazie della descrizione e delle foto della Tetragonia.
      Io la coltivo da più di 10 anni nello stesso posto: in inverno le piante muoiono ma rispuntano puntuali in primavera. La tetragonia expansa Mesembrianese è descritta altresì nel mio manuale Hoepli di Sergio Poncini del 1975.
      Le piante non si riproducono per talea ma vanno seminate.
      (ho rempiolate) La loro produzione è abbondante e lo sviluppo notevole.

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    4. Ciao Enzo,
      grazie a te per le informazioni! E' evidente che la coltivazione differisce a seconda delle zone di coltivazione ma dove la pianta riesce a maturare il seme diventa quasi "infestante", per la felicità dell'ortolano...

      Angelo

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