martedì 1 gennaio 2008

PARASSITI

premessa
di Giovanni e gli Amici dell'Orto

Voglio cominciare da lontano, e precisare che non amo dividere il mondo in "parassiti" e "non parassiti"

Amo invece pensare che siamo tutti anelli di una grande catena circolare, quindi siamo tutti parassiti di qualcun altro, e siamo tutti "parassitati" da qualcun altro.

La legge della natura, spontaneamente, riduce quei parassiti che crescono troppo, con la semplice regola dell'altalena.
Nella nostra attività umana non è quindi bene pensare di "eliminare" i nostri parassiti; sarebbe un errore, un danno alla catena, dove la rottura di un anello crea catastrofe agli altri anelli.
Meglio è pensare di coadiuvare la natura nella "regolazione" dei parassiti e mettere in atto quelle pratiche che riducono quei parassiti diventati troppi.

  • E magari questo modo di pensare ci può aiutare a vedere che in questo momento la terra può considerare l'umanità come il più pericoloso parassita del pianeta.
  • E magari ci può aiutare a mettere per tempo in atto quelle pratiche che riducono l'eccessivo danno che quotidianamente produciamo, prima che la terra decida di eliminarci lei, con un semplice starnuto.

Questo modo di pensare mi sembra una buona etica di partenza per ragionare, poi, sui trucchi utili per "ridurre" i parassiti.

Se il pensiero citato in premessa ci trova d'accordo, possiamo derivare un secondo pensiero, che trovo pratico ed utile ed è più o meno questo:

Una attività di contenimento o riduzione dei parassiti è da praticare solo quando il numero o il danno dei parassiti supera una certa soglia, o vi sono elementi complessivi che possono giustificare il timore di una dannosa riproduzione moltiplicativa.

Qualora il danno arrecato o temuto fosse modesto e sopportabile, per ridotta presenza del parassita, potrebbe infatti verificarsi che il rimedio, in termini di effetti collaterali per l'ambiente o anche solo in termini di impiego di tempo e risorse, sia peggiore del male.
Quindi, prima di procedere con un intervento contenitivo o riduttivo dei parassiti, è sempre bene domandarsi quale sia il peggiore dei mali e comportarsi di conseguenza.
E' anche utile osservare che talvolta l'insorgere di fenomeni parassitosi è determinato da nostri errati comportamenti o mancate attenzioni.
Ricordiamoci quindi il principio che è meglio prevenire che curare, e procuriamo di apprendere e applicare le possibili pratiche preventive, utili a risparmiarci le possibili e più fastidiose cure successive.


altri parassiti
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64 commenti:

  1. Ottima premessa, Giovanni.

    Quando vedo i miei coinquilini di orto che, per prevenire alcune malattie, danno preventivamente il verderame alle piante quando ancora non hanno niente... penso: sarebbe come se noi, per prevenire il raffreddore, prendessimo, quando stiamo bene, l'aspirina.

    Ho sempre pensato che sarebbe pratica controindicata da qualsiasi medico.
    Magari sarebbe meglio mangiare sano e coprirsi ... e forse la stessa cosa potrebbe valere anche per le nostre piante.

    Roberta

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  2. E' solo da due anni che ho un orto e per il momento ho utilizzato solo del macerato di ortica contro gli afidi che avevavo invaso un piccola pianta di melo di un anno.....non è che abbia molto funzionato, è stata più efficace la capra del mio vicino, è riuscita a scappare dal suo recinto è arrivata nel mio orto e si è pappata tutta la cima del piccolo melo compresi gli afidi !
    Quest'anno il melo ha ricacciato, adesso qualche afide verde c'è, molto meno dell'anno scorso, ho piantato alla base una piantina di nasturzio e lascio fare alla natura e alle coccinelle, speriamo che arrivi anche qualche crisopa !!!

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    1. ... e brava la capra che ha risolto il problema "alla radice" ;-)

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  3. Io per le formiche preparo uno sciroppo zuccherino, sciogliendo a caldo dello zucchero in acqua. Quando è freddo lo metto in piattini che da prima metto vicino a dove le formiche allevano le loro afidi per la melata, poi pian piano ingolosite dal mio sciroppo seguono il piattino che sposto gradualmente lontano dalle mie piante. In pratica le prendo per la gola e le attiro altrove dove non mi danno fastidio!
    Così riesco anche a contenere le afidi ,che per le formiche sono come per noi le mucche, inquanto i loro escrementi sono zuccherini e molto apprezzati dalle formiche, che le allevano a tale scopo.
    Pat

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    1. Bello il tuo sistema Pat, molto dolce :-)
      Io sono più drastico, avendo osservato quello che tu dici, che gli afidi sono come per noi le mucche, e che in primavera le portano all'alpe sui teneri germogli dei nostri fruttiferi, per poi raccogliere il loro "latte" che è quella secrezione zuccherina che forse sono escrementi come tu dici, impedisco alle formiche di salire sull'albero.
      Ad una certa altezza da terra, diciamo sopra il livello dell'erba alta, faccio un sottile giro intorno al tronco con la colla dei topi, che si può comperare facilmente, consiglio in tubetto tipo dentifricio che è più pratico da mettere, e consiglio anche guanti di gomma perché se ci si sporca le mani è difficile da togliere.
      La colla rimane attiva per molto tempo, e se vedo che si è esaurita ne metto ancora; due volte all'anno di solito basta.
      Non è un sistema gentile come il tuo, ma se si hanno tanti alberi mi diventa necessario invocare la legittima difesa.

      Per altri tipi di afidi, quelli che non sono allevati dalle formiche, tipo quelli che attaccano le rose, sciolgo del sapone di Marsiglia in acqua calda e con uno spruzzino di recupero tipo lavavetri spruzzo le cime infestate.
      Di solito funziona, e visto che uso il sapone, posso pensare che è un sistema "pulito"

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  4. Ciao Giovanni,
    sono d'accordo con te, la tua spiegazione potrà sembrare astratta, quasi "filosofica" (sapete quanto ci tengo alla Filosofia!), invece è pratica. Io ho avuto scambi di opinione ma anche scontri duri in vari forum che frequentavo, vi rimando a qualcuna di queste, potrete leggere cosa pensiamo circa la materia in questione io, Paolo, Ottone, ecc, ed io mi risparmio le ripetizioni!

    http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB3/viewtopic.php?f=15&t=10316

    http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB3/viewtopic.php?f=15&t=5609

    http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB3/viewtopic.php?f=15&t=10658

    http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB3/viewtopic.php?f=15&t=10633

    Scusate se vi costringo a leggere tanto...

    Buonanotte
    Angelo

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    1. Grazie Angelo, mi sono letto con interesse i tuoi interventi sopra segnalati.
      Ho così avuto notizia e conferma della tua convinzione che l'intervento chimico in agricoltura non paga, soprattutto sui tempi lunghi, perché fa ammalare noi e le piante, e sono assolutamente d'accordo con te.
      Respirata l'aria di questo blog avevo dato per scontato che raccogliesse persone amanti dell'agricoltura naturale, in senso largo e non fanatico, ma comunque avverse all'agricoltura chimica.
      Quindi quando ho parlato di "trucchi" intendevo quelli tradizionali, che esistono, che sono ancora conosciuti, o che possiamo inventare a nuovo, che sono immediatamente più efficaci e sani di quelli "chimici".
      Certo, ho parlato anche della colla dei topi, che è chimica del petrolio, e come tale "impura" , ma l'ho fatto perché non conosco un metodo migliore, e perché il rapporto utile/danno mi sembra accettabile.
      Ho letto del nasturzio, in bene (vari) e in male (Ottone) , e forse lo proverò per vedere come funziona nella mia realtà.
      Perché è anche vero che ogni realtà è diversa, e quello che funziona da me (fredda montagna) magari non funziona in Puglia, che talvolta sogno come il felice paradiso del torrido.
      Quindi chiedo a Roberta, se è d'accordo, di aggiungere e precisare nella premessa che qui siamo orientati a confrontarci sui trucchi "naturali" ; e che per i "trucchi" chimici rimandiamo agli esperti della "compagniadelgiardinaggio"
      Ad Angelo, che mi sembra che di "trucchi" ne sappia un sacco, chiedo di raccontarcene qui qualcuno.
      Un abbraccio a tutti.

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    2. Ciao Giovanni,

      non sono un fanatico integralista, la tua colla non è un sacrilegio, io ad esempio uso asfalto a freddo per chiudere gli innesti, inoltre è un ottimo concime a lunga cessione...
      Anche il petrolio in sé è un prodotto naturale, pensa a come si è formato sottoterra, è l'uso che ne facciamo che è sbagliato.

      Se leggi un qualsiasi forum che tratta di giardini ed orti puoi vedere che quasi tutti i partecipanti chiedo aiuto per le loro piante afflitte da ogni sorta di parassiti e malattie varie!

      L'agricoltura "chimica" ha fallito, gli "esperti" continuano a dire che " dobbiamo sfamare miliardi di persone e solo l'agricoltura moderna può farlo" ma non è vero. Guardate come vengono smentiti, una agricoltura "industriale biologica" e non la loro:

      http://www.youtube.com/watch?v=mixecbfdDTo

      Prestate attenzione alle parole della dottoressa italiana, parla anche di "condivisione" dei saperi...

      Angelo

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    3. Grazie Angelo, mi sono guardato anche questo dei pomodori olandesi, che avevo già visto per caso, ma che mi sono riguardato volentieri.
      Direi che come "industriali" questi olandesi sono molto efficienti, addirittura ammirevoli.
      Non mi piace però che coltivino senza terra, su supporti sterili nutrendo con artificiali flebo e anidride carbonica immessa e luce e caldo artificiali i loro bei pomodori, il tutto molto scientifico, adatto per orti lunari o marziani.
      Ma che sulla Terra si coltivi senza terra va oltre la mia fiducia del bene; rimango convinto che la terra può fare un "sottile" migliore ...
      Eppoi non mi piace che quei pomodori facciano tutti quei chilometri, pure a tonnellate fino in Italia, con gran consumo di petrolio e inquinamento.
      Ora capisco perché i pomodori della grande distribuzione non hanno più gusto, solo belli senz'anima.
      Il petrolio e i combustibili fossili hanno ormai gli anni contati; quello dei pomodori olandesi è un futuro senza futuro.
      Ho invece apprezzato i trucchi avverso i parassiti insetti, e la voglia di ricercare altri trucchi per i parassiti funghi, e senza ricorrere alla chimica.
      Rimane però che gli italiani che comprano pomodori dagli olandesi mi suona come una volgare bestemmia planetaria.
      La condivisione dei saperi? Forse gli olandesi meglio di noi italiani onorano il detto "tutto quello che non è dato è perso" ... dagli olandesi proviamo a importare condivisione, non pomodori ...

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    4. condivido in pieno... qui in inghilterra il 90 % dei prodotti sono importati e i prezzi sono altissimi e senza sapori... ma il problema principale qui penso sia la gente che vuole mangiare tutto e tutto l'anno. non so come a gennaio trovi sempre le fragole le pesche l'uva nei supermercati facendoti pagare 3 sterline per 200g di fragole...ma cio' che mi deprime e' che molta gente non sa il vero sapore che il cibo ha... la mia ragazza sfortunatamente preferisce quelli del supermercato perche' sin da bambina ha mangiato quei prodotti e per lei quello e' il sapore... la condivisione dei saperi sono d'accordo infatti e' quello che facciamo qui noi... ma non dobbiamo nascondere anche che in italia molta gente e' testarda e preferisce non condividere nella paura degli altri di far meglio. in poche parole invece di aiutarsi a vicenda vogliono farsi concorrenza...

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    5. Non volevo certo convertirvi al modello colturale del filmato!!! Sono sicuro che queste fabbriche di ortaggi sorgeranno nelle megalopoli di milioni di persone del nostro prossimo futuro, da rilevare che, in Olanda e non solo, loro sono già decenni avanti alla nostra agricoltura convenzionale ferma ai concimi chimici, trattori e diserbanti

      Anche in Italia ci sono esperimenti simili, si usa biogas e pannelli fotovoltaici sui tetti delle serre, c'è ancora la possibilità di piantare in terra, il cemento non l'ha ancora "mangiata" tutta...

      Se dovessimo scegliere tra coltivare in idroponica come in Olanda ed in piena terra, ad esempio nelle zone della nostra Italia, dove lo sfruttamento forsennato del terreno rende necessario l'uso di piante innestate su varietà "selvatiche" resistenti a parassiti ormai immuni ai veleni, qual'è l'opzione più ecologica?

      Come scrive Enrico, anche noi consumatori abbiamo le nostre colpe, non accettiamo la stagionalità delle colture, abbiamo il palato assuefatto ai sapori impostici da chi ha scelto per noi cosa mangiare...

      Consumare a km 0 sarebbe il meglio, se è evidente che portare pomodori a Milano dall'Olanda è assurdo bisogna dire che anche portarli da Pachino non è da meno, forse i chilometri sono anche di più! E se si inquina e spreca petrolio coi tir, con le serre riscaldate a gasolio non va poi tanto meglio. I tanti piccoli produttori bio che riempiono i loro furgoncini e viaggiano per consegnare magari ai G.a.s. distanti centinaia di chilometri? Non sarebbe più giusto che queste verdure e frutti, se eccedenti il consumo locale, fossero caricate su un carro merci ferroviario e vendute in ipermercato? Questo è il "nuovo patto" auspicato da Slowfood tra i nuovi contadini ed i consumatori responsabili.

      Credo di avervi fornito molti spunti di riflessione, non vi risparmiate però il solito link, stavolta si parla di un pomodoro "locale" che cresce (?) nel freddo (per un pomodoro!) Piemonte. Notare la lezione della sfemminellatura sono ai due palchi.

      http://www.youtube.com/watch?v=uGfrgyeiikg

      "Non lo pianta più nessuno perché la gente preferisce i cuor di bue"

      Ciao a tutti
      Angelo

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    6. Grazie Angelo, mi sono visto anche questo contributo, perché nonostante il mio clima sia del tutto inadatto alla coltivazione dei pomodori ogni anno provo a tenere una decina di piante, e quando mi va meglio raccolgo qualche pomodoro acerbotto in ottobre, comunque migliore di quelli del supermercato.
      Ma non desisto, e ogni anno ci riprovo, prima o poi imparo, e se non altro mi faccio dire dai pomodori come è andata la media climatica dell'anno.
      Di questo video mi ha interessato la sfemminellatura, che io pratico, da ignorante e per sentito dire, su tutti i palchi.
      Angelo, hai tu un opinione diversa?
      (scusatemi se sono andato fuori dal tema parassiti, ma visto che i pomodori olandesi hanno allargato il discorso mi è venuto di andargli dietro)
      Ciao a tutti
      Giovanni

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    7. Per fortuna questo non è un blog "serioso" e non esiste l'O.t. In effetti si è parlato poco di parassiti... Ma c'è tempo!

      Non elimino le femminelle in tutte le varietà che coltivo in seccagna, le piante si autolimitano nella crescita. A quelle che irrigo, a portamento indeterminato, tolgo le femminelle solo ai primi palchi, per evitare l'inconveniente che vedi qui:

      http://www.youtube.com/watch?v=b95lvorCYZ4&feature=related

      Per altre varietà di pomodoro faccio l'opposto cioé cimo la pianta subito e lascio andare su tre femminelle senza più intervenire, i risultati sono ottimi!

      Angelo

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    8. Angelo sai già che sono contraria alla sfemminellatura...questo video (per me) è atroce!!!
      Tagliare le "braccine" ai pomodori!!! ...a me piaciono: striscianti, disordinati, meno produttivi e con qualche insettino che felice ci gira sopra!!! (per tornare al tema dei parassiti)
      Che orto naturale è se no?!
      ;-)
      Pat
      Nell'orto condiviso, quest'anno , mi obbligano a essere più ordinata.

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  5. @ roberta
    hai ragione... infatti nel procedere con il biologico non alimenti le piant ma i terreni... se il terreno e' sano porta meno le malattie e anche parassiti...cmq riguardo l'aspirina hai anche ragione, tanta gente spruzza senza motivo e a volte ammazzando i parassiti ammazza i predatori e di conseguenza i parassiti si moltiplicano.. per gli affidi quest'anno uso il nasturzio e quando non sono tanti anche i moscerini li schiaccio con tra le dita...se la situazione e' fuori controllo uso spruzzare la soluzione di acqua e sapone con un infusi di aglio e peperoncino... questo aiuta anche contro le lumache visto che odiamo il peperoncino..
    @ pat
    sai non avevo pensato a questo... infatti mi ricordo che una sera avevo lasciato in cucina sul tavolo un bichierino vuoto di amaretto e la mattina c'era una coda di formiche... se avro' problema di formiche lo usero' questo metodo...

    per gli afidi a volte se trovo delle coccinele le raccolgo e le deposito sulla pianta infetta...
    per le lumache funziona molto anche cospargere alla base dei vasi sale grosso o gusci di uova schiacciate o mettere un nastro adesivo di rame intorno al vaso....

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  6. Nel mio orto non ci sono talpe ma nel terreno circostante, coltivato a mais, sì.In questo periodo le larve delle coccinelle stanno lavorando sui carciofi, prima del loro arrivo ho spruzzato con acqua e peperoncino, per eliminare gli afidi, con scarso risultato, ora ci pensano loro.
    Le gazze qui prolificano alla grande ma nell'orto non hanno mai fatto danni, piuttosto l'estate scorsa c'é stato chi ha preso meloni e angurie e una bellissima pianta di finocchietto selvatico tagliandola a 10 cm da terra,certamente non é stata la gazza ladra !! Invece mi trovo bene contro le lumache nell'usare la cenere, la metto attorno le piantine appena trapiantate e vedo che funziona.
    Franca

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  7. Metto qui la mia richiesta di aiuto perchè mi sembra il posto più adatto.
    Sto avendo gravi problemi di malattie con i legumi. Già li ebbi l'anno scorso, con esiti disastrosi.
    Ho fatto numerose ricerche in rete ma non riesco a capire con precisione di che malattia si tratti e le azioni da intraprendere.

    Fave e lupini:
    è la prima volta che li coltivo ed i semi li ho presi al mercato fra quelli per alimentazione. Alcune piante di fave, già prima della fioritura, hanno cominciato a scurire e poi annerire e morire; poi il fenomeno si è esteso anche alle altre piante nei diversi stadi.
    I lupini sono cresciuti bene fino alla fioritura e hanno iniziato ad allegare, poi, l'infiorescenza ha cominciato ad appassire.

    I fagioli:
    sono germinati e cresciuti regolarmente. Prima della fioritura ho notato, in modo diverso fra le varietà che coltivo, segni di sofferenza.
    Notavo anche che, già da tempo, sulle pagine inferiori delle foglie era zeppo di moscerini a me sconosciuti. Successivamente, colto da sospetti, ho osservato con una lente e ho visto che c'erano molti piccoli insetti verdi, difficilmente visibili ad occhio nudo, che parevano essere afidi.
    Ho spruzzato con acqua e sapone, ma la difficoltà a raggiungere la pagina inferiore delle foglie in fagioli nani non ha sortito buoni risultati.
    Fra l'altro, anche le piante di pomodoro erano zeppe di quei moscerini, ma non ho trovato afidi e non ho visto sofferenze.
    Ora la situazione è quella che vedete nelle foto e non capisco se la causa diretta siano gli insetti o indirettamente abbiano inoculato batteri o virus oppure non c'entrino per nulla e le cause siano altre.

    http://imageshack.us/g/16/lupinimalati.jpg/

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    1. Ciao Nerio,

      guardando le foto c'è da dire che la situazione è proprio disperata, difficile risponderti con certezza, di sicuro non è solo una la malattia presente. Andiamo per ipotesi: tutte le piante presentano un danno da freddo, il lupino ( è quello bianco o il famoso "da caffé"?) è indistruttibile di solito, ma i fiori molto meno... C'è stata qualche gelata, diciamo nell'ultima settimana di Aprile? Hai conciato i semi prima di interrarli? Se hai avuto problemi l'anno precedente qualche accortezza in più non guasta! Hai usato la bordolese?

      I fagioli hanno la stessa provenienza? Hai foto dei presunti afidi? L'uso di acqua saponata era dovuto alla presenza di insetti antagonisti come le coccinelle? Caso contrario non si deve temere l'uso di rimedi drastici come il piretro o l'olio di neem, se si temono le incurabili malattie virali. E non temere anche l'accumulo di metalli pesanti della bordolese, questo è un problema dei coltivatori biologici professionisti con molta terra, in un orto pochi grammi di rame fanno un danno trascurabile...

      So di non averti aiutato molto, se mi dai più informazioni e foto potremmo cercare le soluzioni ai tuoi problemi

      Angelo

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    2. Mi sembra una cosa un po' complicata... Se capitasse a me proverei su una porzione di terreno ad intervenire, in modo molto empirico (ed arruffato), nella seguente maniera:

      - Se il seccume delle foglie è dato da qualche fungo, proverei a fare una lisciva di cenere e a spruzzargliela per qualche giorno e aspetterei di vedere cosa succede. Per fare una lisciva, intervenire nel modo seguente: 1 parte di cenere passata al setaccio e 5 parti di acqua; versare l'acqua nella cenere e far bollire in una pentola di acciaio per circa un'ora. Girare di tanto in tanto. Spegnere, far raffreddare e far depositare la cenere sul fondo. Versare poi in uno spruzzino il liquido. (Ho spruzzato la lisciva sulle foglie del pesco con la bolla: le foglie attaccate si sono seccate, e dopo un po' la pianta mi è sembrata in buona salute).

      - Forse il terreno non ha abbastanza ferro. Si può intervenire in questo modo: Andare a trovare un fabbro e pulirgli in pavimento dalla segatura. Distribuirla sul terreno. Piano piano il ferro si scioglierà e darà forza alle piante. Questa tecnica è stata usata per sollevare alcuni alberi di limone che avevano ingiallito le foglie e stentavano ad andare avanti. Ora stanno molto bene e fioriscono con successo.
      In alternativa riempire dei secchi di ferro con acqua e, dopo qualche giorno, dopo che l'acqua si è sporcata di rosso ruggine, innaffiare.

      Io proverei. Male comunque non fanno neanche alle piante sane.

      Roberta

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    3. ciao Angelo,

      i lupini (bianchi) sono stati seminati ai primi di marzo; i fagioli li ho seminati ai primi di maggio. Escluderei i danni da gelate: è da marzo che sono terminate e i lupini hanno iniziato a fiorire a metà maggio. Non ho conciato i semi e ne approfitto per chiederti istruzioni sul come farlo, però, memore dell'esperienza dello scorso anno, ho fatto un lavaggio dei semi in candeggina per 4 minuti, poi sciacquati in abbondanza ed interrati.
      Non ho usato la bordolese, ma ho spruzzato con ossicloruro di rame, senza risultati.

      La provenienza del seme è mia, in parte dell'anno scorso, in cui registrai i medesimi problemi, ed in parte del 2010 con sintomi nella tollerabile normalità.
      Quelli messi peggio sono i San Matteo con seme del 2010, quelli di questo link:

      http://desmond.imageshack.us/Himg225/scaled.php?server=225&filename=fagiolimalati1.jpg&res=landing

      Non ho foto dei presunti afidi ed erano tanto piccoli che con l'attrezzatura che ho non si sarebbero visti; posso solo descriverli come pallini di forma rotondeggiante di un colore verde in quasi perfetto mimetismo con le foglie. A spanne direi che la loro dimensione potrebbe essere stata inferiore al mezzo millimetro e presenti in gruppetti numerosi ma di pochi individui, non agglomerati in masse fitte come l'afide nero, per intenderci, e solo sulla pagina inferiore delle foglie, non su steli e picciuoli. Poi, il non aver trovato alcun riferimento in rete rende molto dubbia la mia classificazione come afidi che deriva solo da analogia con afidi verdi che colpiscono altre piante.
      Qualche coccinella c'era, ma troppo poche, allora ho tentato di dare acqua saponata, cercando di arrivare sotto le foglie, per debellare i presunti afidi.

      Se può essere di aiuto, ho notato che in una fase intermedia si verifica un imbrunimento del tratto superiore dello stelo (ingrandendo, si può vedere anche in foto).

      Adesso dovrò estirpare quelli messi peggio e riseminare, ma, sempre per esperienza dello scorso anno, il problema si ripresenterà con le nuove piante e rimarrò senza fagioli e, quel che è peggio, senza semi.

      ciao Roberta,

      ho ancora piante che non sono ancora prese male come quelle in foto e potrei intanto provare la tua proposta su di loro, ma sono già in fiore. Si può fare lo stesso ?

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    4. Roberta, mi sono sorti altri dubbi.

      Le parti di cenere ed acqua sono riferite al peso o al volume ?

      Sullo stesso piccolo appezzamento ho parecchie varietà di fagioli che hanno sensibilità diversa a questo attacco: da poco a molto. Questo dovrebbe permettermi di escludere la carenza di ferro visto che mangiano tutti nello stesso piatto. Cosa ne pensi ?

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    5. Purtroppo la situazione è troppo grave, non c'è clorosi ferrica a vedere le foto, ora cenere e macerati non servono a risolvere i problemi!

      I danni da freddo possono manifestarsi anche per l'abbassamento della temperatura, ad esempio +30° di giorno e +10° di notte, poi mi pare di vedere della "normale" antracnosi...

      Il misterioso insetto dovrebbe essere questo:

      http://en.wikipedia.org/wiki/Acyrthosiphon_pisum

      E' un afide specializzato in leguminose, anche quelle da foraggio, quando le colonie sono di troppi individui le femmine mettono le ali e si spostano a parassitare altre piante. Mi confermi che le piante di pomodoro non presentano danni e questo rafforza l'ipotesi identificativa. Se puoi osservare qualche adulto dell'afide potremmo avere la certezza.

      Angelo

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    6. Mi ero dimenticato di dire che, temendo che l'infestazione derivasse dal terreno, quest'anno ho spostato la coltura in un orticello, distante da quello dello scorso anno, nel quale non coltivavo leguminose da qualche anno. Quindi, escluderei anche questa ipotesi.

      Sbalzi notevoli di temperatura ricordo che ci furono, anche se non ricordo l'entità.
      Ora risemino quel che posso riseminare e vediamo cosa succede.

      Se potessi avere delle dritte per la concia dei semi ed azioni preventive durante la crescita, partirei con una chance in più.

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    7. Mi inchino di fronte alla saggezza del Maestro :-)

      In ogni caso, le quantità della cenere e dell'acqua sono in volume (1 bicchiere pieno di cenere + 5 bicchieri pieni di acqua) - A titolo informativo, se può essere di qualche utilità, queste sono le dosi anche per preparare la lisciva da usare come detersivo per la lavatrice.

      Non ho riscontrato che abbia influito sullo sviluppo dei fiori, anche se spruzzata quando i fiori erano già aperti. Fai magari una prova su una pianta sola.

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    8. Ho trovato una persona delle mie zone cha lamenta la presenza di moscerini ed afidi sotto le foglie dei fagioli e ha postato delle foto:

      http://www.forumdiagraria.org/il-mio-orto-f89/l-orto-di-libellula-t34823-160.html

      La foto
      http://www.forumdiagraria.org/download/file.php?id=43965&mode=view
      rispecchia esattamente la situazione che ho esposto. Ingrandendola, pur con qualche difficoltà perchè ben mimetizzati, si possono vedere quei presunti afidi verdi.

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    9. Il mistero si infittisce.
      Forse, per ques'anno, toglierei tutte le piante ammalate e pianterei al loro posto piante aromatiche e altre piante che non vengono attaccate. Magari vengono infastiditi e abbandonano il campo.

      Prima dei nuovi impianti, distribuirei un po' di calce idrata sul terreno.
      Lascia crescere anche un po' di spontanee.

      Roberta

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    10. Ciao Nerio,

      la foto degli insetti toglie i dubbi, mi auguro che i moscerini non siano mosche bianche!

      http://www.giardinaggio.it/parassiti/singoliparassiti/aleurodide/aleurodide.asp

      Se vuoi intraprendere la lotta per salvare qualcosa, ti aspettano vari trattamenti da fare con la pompa a zaino, tieni l'irroratore in basso puntando la rosa all'insù, per bagnare le foglie nella parte infestata.

      Oppure dovresti provvedere a "risanare" i tuoi orti, come ti suggerisce Roberta.

      Conciare i semi è semplice, prepara una normale bordolese, riempi un piatto di plastica con essa e immergi i semi (obbligo guanti!), poi mettili ad asciugare all'aria. Puoi interrare, il trattamento terrà lontane le malattie fungine ed avrà anche (in forma limitata) funzione antibatteriosi, per le virosi non c'è nulla da fare se non eliminare, bruciando, le piante

      Angelo

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    11. grazie per le istruzioni Angelo e Roberta.

      Ieri ho estirpato i fagioli, ridotti a steli secchi, e riseminato. Li seguirò con occhio diverso, ora.

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    12. Spero che questa volta vada tutto per il verso giusto!

      Buon lavoro

      Angelo

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    13. Tienici aggiornati sugli sviluppi. Un giorno potrà essere utile a qualcun'altro.

      Roberta

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    14. Aggiornamento.
      I fagioli sono cresciuti sufficientemente sani e non hanno avuto bisogno di interventi; ora li ho raccolti.

      Negli ultimi anni noto, in generale, la comparsa di malattie e parassiti cui non ero abituato e che mi trovano impreparato ed indifeso, e la recrudescenza di quelle già conosciute.
      Sono alcune decine d'anni che mi dedico all'orto ed un tempo era sufficiente seminare, abbeverare ed attendere serenamente il momento della raccolta, la preoccupazione maggiore era la grandine.
      Ora non più, da attività spiritualmente rilassante e riposante quale dovrebbe essere, l'orticoltura sta diventando stressante; le colture richiedono attenzione continua, giorno dopo giorno, per intervenire tempestivamente in caso di necessità pena la perdita del raccolto.

      Avete riscontri simili ?

      Quest'anno, oltre al resto, ho visto per la prima volta un attacco di adulti di diabrotica virgifera virgifera sulle foglie di fagiolo rampicante che ha distrutto le piante (qui siamo in zona di monocoltura pluridecennale di mais).
      Ora sto affrontando un attacco importante di larve di maggiolino sulle cicorie.
      L'anno scorso ebbi da tribolare con la nottua dei seminativi sulle indivie.
      Ah, dimenticavo (ma solo perchè ci sono abituato da sempre), tutte le mattine un giro d'ispezione fra le brassicacee a schiacciare larve di cavolaia: quest'anno solo Pieris Rapae, le Pieris Brassicae non le ho ancora viste, stranamente).

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    15. Ciao Nerio,

      penso che essere circondato da coltivazioni di monocolture accentui i problemi "normali" di ogni ortolano, il tuo orto è un faro acceso per i parassiti e le malattie! Sarebbe assurdo parlarti di cercare il ripristino un equilibrio biologico alterato, come potresti se sei circondato da "cattivi" coltivatori che usano a piene mani semi ibridi e prodotti chimici? Capisco che l'orto non sia più per te un luogo piacevole con anche effetti antistress...

      Angelo

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  8. Richiesta di aiuto

    Per la prima volta quest'anno ho provato a seminare ceci.
    I semi li ho acquistati dalla ditta distributrice Porcellana, che ritengo valida, il marchio del produttore è "l'ortolano" , la varietà è "Pascià" , i semi sembra siano stati conciati (hanno un colore rosso-marrone)

    Ho seminato ai primi tepori, in maggio, e le piantine sono spuntate e cresciute sane e belle.
    Poi ha piovuto molto, e non c'è stato caldo,ma le piante stavano bene, erano di un bel verde.
    E' arrivato il tempo soleggiato, le piante hanno cominciato a fiorire, e alcune a ingiallire, come disseccate.

    Le potete vedere qui, alcune verdi e alcune disseccate:
    https://plus.google.com/u/0/photos/102342844305123674134/albums/5765183025236657873/5765185026877881794
    Qui potete vedere un particolare ravvicinato:
    https://plus.google.com/u/0/photos/102342844305123674134/albums/5765183025236657873/5765183029856860498

    Ho guardato la radice, disseccata si, ma non mangiata dai topi.
    L'epidemia di ingiallimento prosegue, ho consultato il potente Internet http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/cece.htm , dove in avversità e parassiti dice:

    "La malattia crittogamica più grave che colpisce il cece è la rabbia o antracnosi (Ascochyta rabiei), che produce il disseccamento della parte aerea e che può provocare la distruzione della coltivazione. Le maggiori speranze risiedono nella costituzione di varietà resistenti; qualche risultato si ottiene con la lotta diretta basata sulla concia del seme e su una irrorazione all’inizio della formazione dei baccelli. Altri funghi che possono provocare danni sono la ruggine del cece (Uromyces cicer-arietini), l’avvizzimento, causato da Rhizoctonia spp., Fusarium spp. Verticillum spp."

    Il problema sarà uno di questi indicati, siccome ha piovuto molto, ai funghi sarà piaciuto.
    Quindi strapperò le piante colpite e le allontanerò nel lazzaretto, o gli darò fuoco cantando una magia ...

    Posso fare di meglio?

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    1. Hai fatto tutto nel migliore dei modi, se di "rabbia" si tratta non potevi far nulla, tieni presente che anche qui al Sud i ceci vengono interrati a Febbraio-Marzo eppure ci sono annate in cui la vegetazione viene distrutta completamente! Ci sono varietà più resistenti, quelle a seme rugoso come il Pascià, potresti provare a coltivarle, ne ho alcune che ti cedo molto volentieri! Puoi azzardare la percentuale di piante seccate? Quelle sane, hanno baccelli coi semi? Ci sono molti baccelli vuoti?

      Puoi fare anche il falò con annesso canto magico propiziatorio o sequela di imprecazioni assortite, a scelta. Puoi anche evitare il lavoro di estirpazione, se temi il contagio delle piante sane stai tranquillo, non avviene.

      Angelo

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    2. Angelo, grazie per le rassicurazioni.

      Le piante seccate sono il 30% , quelle sane sono in fiore, i baccelli devo ancora vederli.
      Per l'anno prossimo dieci ceci di Angelo saranno graditi, per un secondo esperimento.
      Il fatto che le piante malate non siano contagiose per quelle sane mi sorprende, e sfugge alla mia logica, ma non posso certo dubitare della parola del maestro ... vorrà dire che per rispetto le brucerò sul posto, senza strapparle ...

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    3. Ciao Giovanni,
      la tua zona non proprio la più adatta alla coltivazione dei ceci, mi sembra giusto rassicurarti, non hai colpa dell'accaduto! A differenza di altre varietà di semi, i ceci "commerciali" offrono poca scelta, per fortuna ci si affida alle tante varietà "locali", non sottoposte a miglioramento (?)varietale. La varietà adatta per ogni luogo è quella tradizionale usata dai contadini in base alla loro esperienza.

      Comprendo la tua sorpresa, quando si parla di antracnosi viene spontaneo strappare tutto e dare alle fiamme! Fossero fagioli o fagiolini, ti consiglierei di farlo subito, il cece è diverso. La semina di tutti i ceci Kabuli viene fatta a primavera perché nessuna esce indenne se seminata in autunno, in base alla resistenza propria di ogni varietà si ha una perdita di piante più o meno accentuata. Proprio questa "resistenza" fa sì che una pianta si ammali e quella a fianco no, e non può esserci contagio. La "rabbia" del cece colpisce quando si presentano più situazioni nello stesso momento, tipo la temperatura di 20° e una vegetazione bagnata per almeno sei ore consecutive oppure un sole implacabile venuto dopo un temporale...

      I due link seguenti potrebbero annoiare, però ci sono molte notizie interessanti:

      http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/difesa/files/norme_tecniche_2011.pdf

      https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:HYM99XQiqaUJ:www.parco3a.org/MediaCenter/API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid%3DFAE1253C-312E-4D39-BF33-2BF22C93B8BD+antracnosi+del+cece&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShtNI_dz4kiByT3HOuoKyK5iihu2ayUFHsQjTP-Z7ufntuZijE4_2BOzqTRmTTkgjnV42v4_urgPeJL8HW8i-3XjwKY_kaUNptQYLfA4uMey3mHyyGLspuIou-hoNQb_Q09Rc58&sig=AHIEtbQz_OcHIr2wTA05GZdME98RVNfdDg

      Angelo

      Elimina
  9. Abito in pianura padana, regno da qulache anno della nutria, nella bella stagione non si è vista ma da qualche settimana è presente nel mio orto e sta divorando tutto quello che c'è, dalle insalate alle cicorie, gli spinaci, erbette, coste, ecc ecc
    Qualcuno conosce metodi dolci per allontanarle?
    L'unico mezzo che usano i contadini nella mia zona è la cattura con gabbie e l'uccisione.
    La nutria in pianura oltre a mangiare le piante orticole, mangia il loietto, il mais e poi fa dei buchi enormi per le tane rendendo le rive dei fossi molto pericolose.

    grazie

    RispondiElimina
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    1. Accidenti! se scava buche è inutile recintare i raccolti, vero?

      Questi sono i disastri provocati dalla importazione di aminali a scopi lucrativi e non ambientali!!!

      http://www.sivae.it/Schede/nutria.htm

      ...dove si legge...
      "La nutria è strettamente vegetariana e la sua dieta si basa prevalentemente su alghe e piante acquatiche quali ninfee, germogli di cannuccia ed altre piante igrofile comunemente reperibili lungo i corsi d’acqua. In caso di scarsità di cibo si può nutrire di qualunque vegetale e spingersi fino anche ai campi coltivati"

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  10. recintare la zona orto è una opzione....di solito scava solo per fare tane, dovrò procurarmi dei recinti elettrificati, con altri animali funziona, devo vedere i costi....

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    1. Però ha dei baffetti tenerissimi! Il recinto elettrificato serve a spaventarli oppure li ferisce?

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    2. Uso da molti anni i recinti elettrici per difendere i miei orti dai grossi mammiferi (cervi, caprioli, cinghiali, cavalli, mucche, pecore, capre).
      Con la maggior parte di questi mammiferi funziona.
      Con i caprioli e i cervi funziona meno, sono animali furbi, e hanno imparato la tecnica di passare attraverso i fili, probabilmente il pelo li protegge dalla scossa.
      A Francisca dico che il recinto elettrico non ferisce, la scossa è un pizzicottone che ti fa sobbalzare assai, ma non fa danno, ogni tanto la prendo anch'io quando sono distratto.
      A Geppe dico che il recinto elettrico richiede assidua manutenzione, l'erba che cresce sotto non deve toccare il filo, quindi va tagliata sovente, senno la corrente si disperde e il recinto perde efficacia.
      Inoltre se usi un impianto a batteria questa progressivamente si scarica e il recinto cala di efficacia, e a un certo punto devi comperarla nuova.
      Se usi la corrente di rete, perché ce l'hai vicino (ci sono apparecchi a batteria e apparecchi a rete) va meglio, il recinto è più potente ed efficiente, e costa meno mantenerlo (il consumo è molto basso).
      In definitiva penso che per piccole superfici di orto, e quindi modesti metri di perimetro, il recinto a pali e rete metallica sia preferibile, costa un po' di più l'impianto ma meno la manutenzione successiva.

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  11. Per recintare tutto la mia zona ad orto mi occorrono + o - 60 mt lineari di recinto, scarto quello elettrico visto che non ho corrente vicino e anche per la manutenzione che richiede, soprattutto taglio erba....
    Cercherò recinzione a rete bmetallica di riciclo, magari da qualche amico che ha delle piccole imprese edili....comunque per adesso le mie nutrie mi hanno azzerato l'orto, niente più insalate, niente cicorie, niente coste, niente erbette, niente spinaci, ecc ecc

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  12. Ho necessità di aiuto
    per la prima volta ,da quando coltivo fave, facendo la classica rotazione,quest'anno sono comparse le OROBANCHE che qui in Puglia chiamano SPORCHIA e qualcuno mangia.
    Sono state e ancora ci sono, veramente molte.
    Le ho estirpate e distrutte ed ancora lo faccio, prima che producessero semi almeno così mi sembra
    Ho fatto varie ricerche ma mi sembra di aver capito che non c'è alcun rimedio.
    Vi chiedo che tipo di accortezze devo usare quando pulirò il pezzo di terra dove sono state piantate,se c'è qualche disinfettante,naturalmente non chimico,da dare alla terra
    Se riseminando,in altro luogo, le fave secche di quest'anno rischio una infestazione anche l'anno prossimo
    Se è vero che seminare,dove sono state le fave con le OROBANCHE mais o girasoli può servire a qualche cosa
    Uso normalmente le piante delle fave secche e triturate aggiunte al concime per gli
    agrumi ma quest'anno sono veramente incerta se farlo non so se le OROBANCHE
    potrebbero riprodursi anche alla base degli agrumi
    Attendo aiuto
    Ciao a tutti
    LILIANA

    RispondiElimina
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    1. Ciao Liliana, fortunatamente non conosco l'orobanche, che da quel che ho letto è proprio un temibile avversario.
      Pare che la sua diffusione e moltiplicazione sia dovuta allo spargimento dei semi, che la pianta produce piccolissimi e in grandissima quantità, sino a 500 mila per pianta, che sono molto vitali, potendo restare in "dormienza" sepolti nel terreno anche per 12 anni.
      Da queste informazioni ricavo che la prima attenzione è quella di evitare di lasciare che le orobanche vadano a seme, estirpandole per tempo.
      La seconda attenzione, quando possibile, è quella di non piantare sul terreno infestato le varietà vegetali sensibili.
      E se anche così le orobanche continuano a spuntare, tanto vale coltivare quelle, leggo che sono ottime se ben cucinate ;)
      Non ho trovato che siano parassiti degli agrumi.
      Approfondimenti qui:
      http://www.cesarweb.com/public/205_226.pdf
      http://www.incoerenze.it/filorossopomodoro/files/Nottua-e-Orobanche-quali-soluzioni---Presentazione-Montemurro.pdf

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    2. Grazie Giovanni per la risposta,
      speravo che qualcuno degli amici pugliesi che ci seguono potesse avere qualche ricetta "segreta" evidentemente sono immuni dalle stramaledette orobanche. Beati!!
      Mangiarle proprio no sono orrende anche solo a vederle.
      Spero che estirpandole in continuazione appena nate non vadano in seme.
      Saluti Liliana

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    3. Ciao Liliana,
      scusa il ritardo nella risposta, mi pesa moltissimo avere poco tempo da dedicare al blog, non vedo l'ora di alleggerirmi dalle altre "occupazioni"! La "spurchia" è una iattura, anche se anche nel Salento c'è chi raccomanda la risoluzione culinaria.. L'Amico Antonio Bruno, ad esempio:

      http://centrostudiagronomi.blogspot.it/2011/04/la-fava-del-salento-leccese-produce.html

      Attenta all'utilizzo dei semi delle fave colpite, sarebbe meglio non utilizzarle per non diffondere l'infestazione. Per esperienza posso dirti che le favette nere sono praticamente immuni.

      Angelo

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    4. Ciao Angelo, in quale modo le fave colpite possono diffondere l'infestazione?

      Elimina
  13. grazie Angelo
    confesso che aspettavo proprio da te un consiglio considerata la vicinanza geografica e la tua esperienza
    Conosco molto bene l'associazione di Antonio Bruno e la consulto spesso è decisamente molto utile.
    Mangiarle proprio no!! sono orrende anche solo alla vista anche se mio marito,modenese,dice che assomigliano alle "spugliole" ottimo fungo.
    Grazie tantissimo per il consiglio di non usare i semi di queste fave infettate.
    Ma io e tutti noi adoriamo le fave in tutte le loro versioni culinarie e quindi dove trovo
    le FAVETTE NERE ?
    Domani provvederò a pulire il campo dove sono state piantate e brucerò tutto,mi è stato detto che il mais può disinfettare il campo è possibile tu cosa pensi.
    Ho saputo in ritardo che sei venuto dai nostri amici di Spazi Popolari,il caro Ivano è un punto di riferimento speriamo di poterci incontrare la prossima volta.
    Come puoi immaginare attendo con ansia una tua risposta
    Credimi pesa anche a me il poco tempo che dedichi al blog ma..............
    se impegni chiamano si deve rispondere
    Un caro saluto
    Liliana

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  14. @Giovanni
    Si consiglia di non utilizzare i semi che sono stati in qualche modo a contatto con l'orobanche, per evitare ogni possibile problema, i piccolissimi semi potrebbero approfittare! Ma va anche detto che magari l'orobanche è già presente in forma silente nel terreno ed attende le fave per venir fuori...

    @Liliana
    Un rimedio pulito ed efficace per bonificare il terreno è coltivarci piante come i fagioli dolici, questi semi "svegliano" le orobanche ma non si fanno parassitare da esse. Qualche notizia utile in due testi:

    http://books.google.it/books?id=VQKy0LpHW6QC&printsec=frontcover&dq=relazione+dell%27erba&hl=it&sa=X&ei=FGRgUffnNoeO7Ab0pYDoBw&ved=0CDMQ6AEwAA#v=onepage&q=relazione%20dell'erba&f=false

    http://books.google.it/books?id=l2naCWQ1AAIC&printsec=frontcover&dq=ubaldo+montelatici&hl=it&sa=X&ei=jmdgUfC7AdTX7AbPzoCgAw&ved=0CDMQ6AEwAA#v=onepage&q=ubaldo%20montelatici&f=false

    Le favette nere te le dò io ma puoi chiedere ad Ivano e gli amici de I colori della Terra, le hanno seminate, a loro le ho già date per una prova in campo! Quando torno in Salento sarà un piacere incontrarti!

    Angelo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Angelo,
      ho riletto il tuo post sui fagioli dolici del settembre 2008 e parto con la semina
      qui è ancora piuttosto freddo credo quindi di non essere troppo in ritardo,ma comunque i fagioli e fagiolini non li semino mai prima del 10 maggio.
      Devo vedere Ivano per il loro intruglio disinfettante per gli agrumi,non ci facciamo mancare nulla anche la fumaggine ,poca per fortuna perchè li teniamo costantemente sotto controllo essendo i loro frutti la materia prima per le nostre marmellate
      Grazie ancora
      Liliana

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  15. Riporto qui la richiesta di aiuto di un amico virtuale. Si sta avvicinando ora all'orticoltura e io cerco di dargli dei suggerimenti, adattando la mia esperienza, che è limitata al mio orticello, alla sua situazione.
    Mi ha chiesto se questa infestazione sia di processionaria (a me pare, ma di persona l'ho vista solo circa 30 anni fa... ) e se esistano metodi naturali per contrastarla. Lui vorrebbe mettere della colla per topi sul tronco. A me pare poco utile: a breve la processionaria sfarfalla, non le interessa di andare su e giù per i tronchi. So che si usa bruciarle, ma forse non in questa stagione.
    Vi ringrazio per i suggerimenti!
    Ecco le foto:
    http://images.collectiontricks.it/images/75957583957804220719.jpg
    http://images.collectiontricks.it/images/64364549138844164688.jpg
    http://images.collectiontricks.it/images/22424335870874757208.jpg

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    1. non è processionaria, ma, con buona certezza, bruco americano.
      è capace di defoliare in pochi giorni piante anche di dimensioni notevoli.
      Qui da me predilige di gran lunga i gelsi, ma non disdegna altre piante come meli, peri o susini.

      Individuato il ramo infestato, lo taglio e lo passo sul fuoco.
      Se il ramo da recidere non è facilmente raggiungibile prendo tre tutoli e li lego sulla punta di una pertica con del filo di ferro, intingo nel gasolio, accendo e raggiungo il ramo infestato per bruciare le larve.
      è utile individuare l'infestazione quando le larve sono abbastanza riunite, prima che si espandano progressivamente, in modo che il ramo da tagliare sia il più piccolo possibile in modo da contenere il danno alla pianta.

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    2. Mi pare trattarsi di ifantria, temibile avversità da non sottovalutare, allego una scheda:

      http://www2.bodoni.pr.it/parco/giardino/bocchialini/Web/fito/agemti%20di%20danno/bruco_americano.html

      Angelo

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    3. Il succitato link fa i capricci, meglio andare qui:

      http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fitosanitario/doc/avversita/avversita-per-nome/ifantria-americana-scheda

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    4. Grazie, Angelo. Avviso Andy, sperando che si iscriva anche lui agli Amici dell'orto!

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    5. Chissà perché il primo link non funziona. Eppure la pagina c'è.
      http://www2.bodoni.pr.it/parco/giardino/bocchialini/Web/fito/agemti%20di%20danno/bruco_americano.htm

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    6. Ciao. Grazie a tutti.
      Ho riferito ai miei co-ortolani.
      Porteranno la bomboletta e proveremo a bruciarli.

      Vanno bruciate anche le ragnatele sulle piante già morte o già abbandonate dall'insetto?

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    7. Fate attenzione a bruciare le piante morte. Siamo stati annegati dalla pioggia per giorni, ma ora fa caldo, il legno morto brucia facilmente.

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    8. Ah, benvenuto tra gli Amici dell'orto due!

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    9. si brucia solo dove ci sono le larve.
      I rami rosi non sono morti, per il momento, e rigermoglieranno successivamente se il danno è limitato e non sono stati bruciati.
      Comunque è giusto adottare precauzioni col fuoco ed agire in assenza di vento.

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  17. Ciao a tutti.

    Visto che siete stati così bravi, ne approfitto per sottoporvi anche questa specie di coccinella:

    http://images.collectiontricks.it/images/27775925039624103475.jpg

    Iaia dice che non è né una coccinella nostrana, né una harmonia, né una lachnaia.

    Vorrei sapere se sono animali buoni (tipo che mangiano gli afidi) o se sono da schiacciare. Grazie.

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  18. Più che altro non la vedo bene in faccia e non capisco se sia harmonia o coccinella. In ogni caso direi di non eliminare gli insetti a meno che non siano tanti.

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