lunedì 24 marzo 2008

Portulacca oleracea

di Claudia M.

Nome botanico: Portulaca oleracea
Nomi volgari: Porcellana, Porcacchia, sportellaccio.
Nomi stranieri: purslane, pur slave, hierba grasa, porcellana, pourpier, portulache, Ma-Chi-Xian.
Famiglia: Portulacaceae 


Pianta erbacea annuale dicotiledone, glabra con fusti cilindrici, prostrati, lunghi, ramificati, ad accrescimento dicotomico, con sfumature rossastre. Le foglie sono lunghe fino a 3 cm, carnose, sessili, cuneiformi, tronche all'apice. I piccoli fiori gialli a 5 petali, solitari o in riuniti in gruppi di 2-3 all'ascella delle foglie o all’apice degli steli, si aprono da giugno ad agosto.
Personalmente l’ho vista solo in pianura, ma viene segnalata fino ai 1700 metri di altitudine. La massiccia diffusione si deve alla sua capacità di adattarsi a terreni aridi e poveri e ai numerosi semi, che restano vitali per lunghissimi periodi. I semi sono contenuti in capsule chiuse da una “porta” (da questo deriva il nome della pianta) che a maturazione si apre per permetterne la fuoriuscita.
La radice è un fittone con radici secondarie filamentose.
La Portulaca è originaria dell’Asia ed è giunta da noi nel medio evo, proveniente dall’Egitto.
Contiene circa il 20 % di proteine e sostanze molto utili all’organismo, quali antiossidanti e acidi grassi omega-3; era usata come antidoto allo scorbuto per il suo alto contenuto di vitamina C ed è diuretica e depurativa del sangue. Sconsigliata a chi soffre di calcoli renali per il contenuto di ossalati.
Il gusto è particolare, leggermente acidulo, la consistenza è carnosa. L’abbondante produzione spontanea consente di scegliere solo le foglie e gli steli più teneri, che si consumano crudi o cotti aggiunti ad altre verdure o come condimento per la pasta.
I più temerari possono aggiungere le foglie crude allo yogurt.
La pianta è altamente infestante, ma non è impossibile tenerla sotto controllo: toglierne una pianta significa liberare un’ampia zona di terreno, e le sue radici sono facili da svellere rispetto ad altre infestanti. È utile nei terreni salini, dai quali sottrae l’eccessiva salinità. Deve invece essere eliminata dalle colture soggette al mosaico del cetriolo, in quanto potrebbe ospitare il virus.
La portulaca grandiflora è diffusa come specie da fiore.
 

2 commenti:

  1. #1 25 Marzo 2008 - 08:37

    Ho letto che Ghandi aveva inserito la portula fra le piante fondamentali per combattere la fame... Lo riferisco senza garantire veridicità... Anzi...: c'è qualcuno che può confermare e, magari, fornire l'elenco completo di queste piante?
    Ciao tutti
    giam

    #2 25 Marzo 2008 - 08:38

    ...portulaca, non "portula"... scusate
    giam

    #3 25 Marzo 2008 - 20:31

    Io avevo letto invece che ai tempi della colonizzazione dell'America in Europa era diffusamente coltivata e ovviamente i semi hanno seguito i coloni.

    Paolo
    caprettetibetane

    #4 26 Marzo 2008 - 14:44

    In base alla mia esperienza confermo sulla bontà mangereccia della portulaca e sulla sua facilità di "coltivazione": modestantamente nel mio orto la portulaca sta' fresca e tosta, cresce rigogliosa, abbondante. (veramente ci avevate creduto che sono un serio e laborioso orticoltore, con l'orticello lindo e pinto? :-) ).
    Comunque attendesi qualsiasi ricetta. Per ora lho sempre mangiata cruda. Ho provato il pesto di portulaca, ma non mi è piaciuto granchè, in quanto mi è venuto acquoso. Dove potrei aver sbagliato? Mi fornite una ricetta ad hoc?
    OT: da me fa' un freddo invernale: ieri mattina zero gradi.
    OT: ieri casa mia stazione di Firenze in due ore di auto. Sono i momenti in cui mi rendo conto che non potrei vivere in città. Casa mia- stazione SMN saranno un trenta kilometri o poco più.
    Ciao a tutti
    giam

    #5 26 Marzo 2008 - 20:28

    Siamo entrambi degli ottimi coltivatori di portulaca, eh Giam?
    Penso qualche ricetta e in caso aggiorno, ma in genere la uso cruda.
    Il pesto non mi è piaciuto, la polpa carnosa si è come montata e non mi piaceva la consistenza troppo gelatinosa che aveva preso.

    Claudia
    utente anonimo

    #6 26 Marzo 2008 - 20:29

    ciao a tutti, sono cat, un vicino di blog/orto.
    Confermo non c'è telo pacciamante che la fermi! (la portulaca).
    Io, di mio ci ho messo tutta la più buona volontà, ma sia cruda (in insalata), che cotta (lessa), per apprezzare la portulaca bisogna avere una gran fame! aspetto con impazienza una bona ricetta...com'era quella dell'aceto?? saluti cat
    utente anonimo

    #7 26 Marzo 2008 - 22:06

    A me cresce in una nuova fascia che ho ricavato rifacendo un muro, da dove arrivino i semi non so, ma cresce benissimo tra i meloni. Io non l'apprezzo molto, ma per fortuna piace a mia sorella e ci pensa lei a raccoglierla.

    Paolo

    caprettetibetane

    #8 27 Marzo 2008 - 18:02

    Sono proprio contenta di avere scritto questa cosa sulla portulaca perché con i vostri commenti mi avete tanto gentilmente fornito notizie davvero interessanti, grazie!
    Premesso che aspetto le ricette di Angelo e di quanti altri vorranno, io aggiungo la portulaca:
    in una frittatina con altre erbe selvagge appena passate in padella,
    Alle solite insalate crude,
    Cruda e intera o appena spezzettata su pasta o risotto conditi come vi pare.
    Che ci volete fare, senza una verdura cruda come accompagnamento il riso e la pasta non mi piacciono.
    …nello jogurt
    Io l’ho assaggiata nello jogurt dopo aver provato una ricetta di pasta che non mi ha convinto.
    Spaghetti (caldi) conditi con jogurt, portulaca e aglio tritati, olio e sale.
    Invece nello jogurt normale e freddo non mi dispiace.
    Fare il pane con la farina di semi mi sembra un po’ faticoso, forse ci si può limitare a spolverizzare il panino, come fossero semi di sesamo o papavero?
    Attendo altri consigli
    Claudia
    utente anonimo

    RispondiElimina
  2. #8 27 Marzo 2008 - 18:02

    Sono proprio contenta di avere scritto questa cosa sulla portulaca perché con i vostri commenti mi avete tanto gentilmente fornito notizie davvero interessanti, grazie!
    Premesso che aspetto le ricette di Angelo e di quanti altri vorranno, io aggiungo la portulaca:
    in una frittatina con altre erbe selvagge appena passate in padella,
    Alle solite insalate crude,
    Cruda e intera o appena spezzettata su pasta o risotto conditi come vi pare.
    Che ci volete fare, senza una verdura cruda come accompagnamento il riso e la pasta non mi piacciono.
    …nello jogurt
    Io l’ho assaggiata nello jogurt dopo aver provato una ricetta di pasta che non mi ha convinto.
    Spaghetti (caldi) conditi con jogurt, portulaca e aglio tritati, olio e sale.
    Invece nello jogurt normale e freddo non mi dispiace.
    Fare il pane con la farina di semi mi sembra un po’ faticoso, forse ci si può limitare a spolverizzare il panino, come fossero semi di sesamo o papavero?
    Attendo altri consigli
    Claudia
    utente anonimo

    #9 22 Gennaio 2010 - 21:15

    Ulteriori ricette con la portulaca, ero convinta di avere segnalato questa preparazione ma evidentemente sono più stordita di quanto pensassi.
    Ho conservato la portulaca in agrodolce e ne sono rimasta soddisfatta.
    Dopo qualche prova ho separato le foglie dagli steli, perché le due parti reagiscono in modo diverso alla cottura.
    Gli steli li scotto in una soluzione di acqua, aceto, olio, sale e zucchero, in proporzioni variabili in base al gusto personale e con l'aggiunta degli aromi preferiti.
    Metto in vasi di vetro, sterilizzo al microonde, chiudo immediatamente, metto a raffreddare lentamente ben avvolti da coperte.
    Per le foglie il sistema più veloce è di riempire al massimo un barattolo di vetro, aggiungere la stessa soluzione dei gambi, passo al microonde fino a bollitura e chiudo.
    Altro sistema: foglie saltate velocemente in padella secondo le proprie abitudini (non lessate precedentemente) finché siano abbastanza asciutte. Messe in barattolo di vetro e sterilizzate.
    Tutte le soluzioni si sono conservate perfettamente.
    Gli steli sono a mio avviso particolarmente indicati da aggiungere all'insalata di riso.

    Ovviamente la sterilizzazione può essere fatta anche con il sistema tradizionale, ma c'è da mettere in conto che le foglie di portulaca sono tenerissime e in un attimo si sciolgono. Una prima bollitura in pentola, il loro travaso in barattolo e una sterilizzazione tradizionale di mezz'ora le ridurrebbe in poltiglia.
    utente anonimo

    #10 23 Gennaio 2010 - 20:17

    Segnalo un link http://www.liberoricercatore.it/Tradizioni/piattistabiesi/purchiacchielli.htm
    dove è descritta una ricetta tipica della mia terra veremente esaltante, potete comunque sostituire l' acqua marina con acqua abbondandemente salata con sale marino..meglio quello integrale.

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