giovedì 10 dicembre 2009

Tamarillo

Il Tamarillo (Cyphomandra betacea)
di Paolo Basso

Anni fa' veniva reclamizzato e venduto per corrispondenza come "albero dei pomodori" ma con i pomodori ha solo una parentela, sono entrambe solanacee.



Quelli che si trovano in vendita provengono da Israele o addirittura dalla Nuova Zelanda che li ha rivalutati, ma possono essere coltivati in qualunque clima mite come da me in Liguria. Il tamarillo come quasi tutte le solanacee è originario del Sud America, con la coltivazione se ne sono selezionate numerose varietà, più o meno gustose.

 La pianta cresce velocemente da seme, purchè abbia acqua in abbondanza e terreno fertile, ma ben difficilmente porterà frutti il primo anno. Inizialmente cresce su un solo fusto, molto vigoroso e con grandi foglie dall'odore particolare, solo quando ha raggiunto un paio di metri di altezza inizia a ramificare.

In genere a questo punto è arrivato l'inverno e la crescita si ferma o quasi. In primavera la ripartenza e quindi iniziano a comparire i grappoli dei fiori all'ascella delle foglie dei rami secondari. La fioritura è scalare, così l'allegagione dei frutti che crescono in estate, per maturare quasi contemporaneamente in autunno.

I frutti si raccolgono quando sono diventati rossi o viola, secondo la varietà, poi si lasciano ulteriormente maturare perchè la polpa ammorbidisca.



Il gusto ricorda quello del pomodoro, ma l'uso migliore è quello di fare confetture che si abbinano bene al formaggio.  Io li coltivavo anni fa', ma erano una varietà rossa che non mi piaceva molto, poi avevo problemi con l'acqua...Ora proverò qualcuna delle ricette trovate in rete, se qualcuno ha delle esperienze in proposito sono bene accette.

La pianta rimane sempre erbacea, solo il tronco lignifica un po', quindi è poco resistente al vento, comunque anche "potata" ricresce senza problemi.



La pianta della foto è fotografata dal terrazzamento sopra, alto circa due metri.


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