domenica 6 novembre 2011

Ipomoea batata

Ipomoea batata
di Claudia M.

Come spesso accade alle piante molto amate, anche la patata dolce ha tantissimi nomi: patata americana è il più diffuso. A primo avviso non sembra molto logico, perché sono state portate in Europa direttamente da Colombo, prima delle più comuni patate, che sono anch'esse originarie dell'America. Penso perché le altre patate, dopo un’accoglienza non proprio favorevole, sono alla fine diventate “nostre”, mentre la batata si è diffusa più quietamente ma senza arrivare a fare davvero parte delle nostre abitudini alimentari tradizionale, tranne in poche zone d’Italia, dove si coltiva fin dall’ottocento.
Altri nomi sono patata dolce, Camote o Convolvolus batata.

 
È infatti una convolvulacea, non una solanacea come le patate, ma il nome comune di patata si dà a quasi ogni cosa che cresce sottoterra, da noi anche i bulbi da fiore vengono familiarmente chiamati “patate”.
Le principali zone di produzione sono attualmente l’Asia e le zone tropicali.
Se ne usano principalmente i tuberi, dolci e ricchi di amido, consumati direttamente o utilizzati per la produzione di fecola e di alcool o anche come mangimi per animali. Si utilizzano anche le foglie, sia per l'alimentazione umana che animale, ma non posso pronunciarmi riguardo la loro bontà, non avendole mai assaggiate.
Ci sono varietà solo commestibili, solo decorative, per la forma e il colore delle foglie, ed altre sono sia decorative che commestibili.
Queste ultime si trovavano in commercio quando io ero piccola. Messe in acqua formavano la bella cascata di foglioline che durava alcuni mesi e a volte arrivavano a fiorire, anche se tenuta in casa in inverno raramente riusciva ad avere luce a sufficienza per uno sviluppo ideale.
Poi il tubero si esauriva o marciva, la coltivazione in acqua non porta alla produzione di nuovi tuberi. Ricordo all’epoca di avere chiesto più volte di provare a piantarla anche in terra, ma non fui accontentata.
Sicuramente queste varietà esistono ancora, ma trovarle in commercio dalle mie parti pare impossibile. Io terrò in casa alcune talee con l’intento di salvare le piante per l’anno prossimo e ricominciare la coltivazione in primavera, ma sconsiglio di coltivarla così solo a scopo decorativo.



I fiori sono le classiche “campanelle” delle convolvulacee, più o meno decorativi secondo le specie. Si riproduce interrando i tuberi, anche solo una porzione di essi, oppure tramite talea o seme. Il tipo coltivato quest'anno non ha fatto fiori. I fusti sono striscianti o rampicanti, ma non si attorcigliano a spirale come fanno i comuni convolvoli.
Abitualmente trovo in commercio solo la varietà a polpa arancione rosato. Il colore è bello e risalta nel piatto, ma il gusto non mi sembra speciale.
In un negozio di prodotti orientali ho trovato quelle con buccia color ciclamino e polpa bianca, e le considero molto migliori, soprattutto se gustate appena raccolte.




Quest'anno le ho coltivate con grande soddisfazione in vaso, partendo da una piccola porzione di tubero fatto prima germogliare avvolto in un panno umido. Ormai lo sapete che sono panno-umido dipendente!
In questo modo ho individuato la zona dove c’erano i germogli. Ho tagliato il pezzo, l’ho poi messo in acqua come per la tradizionale idrocoltura ornamentale e alla fine ho trasferito il tutto in vaso.
Trovo comodissima la coltivazione in vaso dei tuberi: in questo modo si facilita la raccolta: mi è stato sufficiente capovolgere il vaso ed estrarre i tuberi dalla terra e dall'ammasso delle sottili radici. L'unico inconveniente è che i tuberi, quando raggiungono le pareti del vaso, si piegano oppure crescono con un lato piatto. Se questo non vi disturba, e se non avete necessità di grandi raccolti il vaso è l'ideale.
Gli anni precedenti non sono stata così fortunata. Il primo anno i tuberi, quelli che citavo prima, a polpa arancione rosata, li ho raccolti scavati dagli insetti. Il gusto non era un granché, li avevo piantati solo perché io pianto tutto, la raccolta è stata disastrosa: solo una testarda come me ci avrebbe riprovato.
Ho fatto bene: l'anno seguente piantando i tuberi dalla buccia rossa è andata meglio. Purtoppo avevo posto solo accanto ad altre piante e i tuberi si sono formati tra le radici di queste.
La coltivazione in vaso è proprio quella che fa per me. La produzione di un singolo vaso è stata di 800 grammi.
In agosto ho interrato in piena terra, stavolta in un'aiuola ben libera da altre radici, dove avevamo appena raccolto l'aglio, una talea radicata. Non la raccoglierò finché non ne avrò bisogno, perché le foglie sono ancora belle verdi, ma ho scostato la terra e ho visto che ha prodotto diversi tuberi, quindi da aggiungere agli 800 grammi raccolti finora. Direi che considerando l'esiguo peso della punta di tubero piantato in primavera, la resa è in proporzione altissima.
Ho cucinato i tuberi più grandi, due volte in minestra e una volta semplicemente lessati. Inventerò poi qualche altra ricetta. I più piccoli li ho piantati, tenendo il vaso al riparo. Ho visto l'anno scorso che non è possibile conservarli fuori terra fino alla primavera, né all'asciutto né coltivandoli in indrocoltura, così quest'anno ho provato a piantarli. Ho messo anche delle talee in acqua a radicare.
Le ricette
Come dicevo ho fatto due minestre.
La prima più semplice, con cavolo nero, batata e bietoline. Ho preparato un soffritto, cosa che faccio molto raramente, con scalogno. Ci ho buttato le verdure crude, pulite, lavate e tagliate a pezzetti, ancora umide. Ho aggiunto del brodo e farina di ceci. A cottura ho frullato il tutto con il frullatore a immersione, ma non è indispensabile.
La seconda minestra, che ho chiamato Passato d'autunno, è simile ma più complessa.
Ho raccolto: foglie di cavolo nero, qualche foglia di verza, una batata, tetragonia, borragine, melissa, un pomodoro ritardatario e foglie di carciofo. Sìììì! Il carciofo che sembrava definitivamente defunto sta rispuntando.
Lavate e mondate, le ho messe a bollire a pezzi in poca acqua, stavolta niente soffritto, non riesco ad abituarmi e mi dimentico sempre di farlo. Si può usare del brodo o dado. La batata era grande, quindi non ho messo altri addensanti.
Quasi a cottura ho passato il tutto con il frullatore a immersione e ho continuato la cottura.
A parte ho preparato una crema al formaggio a microonde.
Ho fatto sciogliere un cucchiaio di farina in una tazza di acqua, ma con il latte è meglio. Fatto bollire a microonde ed aggiunto del grana a pezzetti e noce moscata.
Per servire: versare nei piatti il passato ed aggiungere al centro una cucchiaiata di crema al formaggio. Si può versare così semplicemente oppure decorare il piatto tirando la crema bianca con uno spiedino o una forchetta per formare dei disegni.
La quantità era abbondante, pensavo di lasciarne metà per il giorno dopo, ma abbiamo preferito rinunciare al secondo e fare il bis di questo delizioso passato autunnale. Se si desidera un colore meno autunnale si può evitare il pomodoro.
L'altra ricetta è semplicissima. Ho preso una batata, l'ho sbucciata solo nelle parti dove c'erano radici, lasciando la buccia dove era sottile e liscia. L'ho tagliata a pezzetti, l'ho messa in una ciotola di vetro e l'ho condita con un cucchiaino di olio e un pizzico di sale grosso. Coperta la ciotola l'ho messa a cuocere a microonde per pochi minuti, girando un paio di volte. Stupenda.
Curiosità
Ho letto che dalla buccia della patata dolce è possibile estrarre una sostanza che riduce la glicemia basale, il colesterolo e l'emoglobina glicata, essendo quindi di aiuto nel trattamento del diabete dell'anziano.
Le foglie schiacciate sarebbero di sollievo nelle scottature lievi (quando non si forma la vescica, ma solo l'arrossamento).
Il loro consumo potrebbe avere effetti antiossidanti e migliorare il sistema immunitario. Non ho trovato controindicazioni verso un consumo di quantità ragionevoli, tranne forse il maggior numero di calorie rispetto alle patate, compensate però da un peso specifico minore. Provate a sollevare un sacco di patate e uno di batate, non è la stessa cosa.
Morale: una patata americana ogni tanto non può che fare bene, se è coltivata da noi meglio ancora.

14 commenti:

  1. Vorrei provare l'anno prossimo a coltivare la patata americana, ne ho trovate in un supermercato della mia zona, ora ho il problema di come conservarle sino alla semina dell'anno prossimo.
    Qualcuno sa darmi qualche consiglio su come conservarle?
    Per la coltivazione mi regolo come per le patate?

    grazie

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    1. qui la patata americana viene coltivata di consuetudine e le talee vengono acquistate dai vivaisti.

      Per quel che mi è dato di sapere delle vecchie pratiche, tramandate a voce, le batate, un tempo, dopo la raccolta, si tenevano nella stalla dei bovini perchè temperatura ed umidità erano ideali per conservarle. Infatti, oltre a non sopportare il gelo, non tollerano nemmeno le basse temperature pur se sopra lo zero.

      A primavera, quelle destinate alla riproduzione, venivano insabbiate in sabbia umida, in ambiente tiepido, per l'emissione dei germogli che a maggio venivano staccati dalla batata e piantati a terra per lo sviluppo di nuove piante (per la produzione si piantano le talee non le batate).

      Ora, almeno qui, le stalle non ci sono quasi più e la struttura e habitat di quelle moderne hanno ben poco da condividere con quelle cui mi riferivo. Io terrei le batate in un locale con una temperatura di una decina di gradi, o più, in attesa della primavera per poi procedere come ho descritto.

      Parecchi anni addietro, in questo periodo, usavo prendere una batata e metterla in un vaso chiuso con dell'acqua sotto e la batata tenuta sollevata in modo che non toccasse l'acqua
      ma che ne godesse dell'umidità. Messa in cucina in alto nel mobile, dove la temperatura è più alta, questa emetteva radici, che si immergevano nel liquido, e germogli che crescevano copiosi; a Natale, quando fuori era tutto spoglio, mi godevo il piacere di avere una bella pianta verde con i tralci pendenti. Anche questo è un modo per produrre le talee, da fare nel periodo adeguato.

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  2. Alle batate rosse di Lecce si aggiungono, per l'annata 2013, due "bianche", una proviene dagli Usa, l'altra da Polignano a Mare...

    E' una pianta che richiede molta umidità per la coltivazione, in più pratiche coltivative in campo abbastanza gravose. Però, come dice giustamente Nerio, è una pianta bella a vedersi, anche tenuta in casa.

    Io le tengo in busta trasparente sigillata per non farle disidratare, in casa per avere temperature idonee, germogliano benissimo. Al momento del trapianto in terra bisogna staccare le talee con un pezzo di polpa.

    Angelo

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  3. Ok, grazie dei consigli.
    Proverò a conservarle nei modo che mi avete indicato.

    Per angelo: cosa intendi con ."..pratiche coltivative in campo abbastanza gravose."

    grazie

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  4. Alcune pratiche da adottare in pieno campo sono rincalzature, l'irrigazione ad infiltrazione laterale e lo "spostamento" della vegetazione a giorni alterni, se la pianta tocca terra radica ovunque in maniera disordinata, riducendo anche la pezzatura dei tuberi. E ce ne sono anche altre...

    Ciao
    Angelo

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    1. Per la prima volta ho raccolto le batate bianche. In primavera ho piantato dei germogli di una patata messa in acqua, ma si sono marciti. Allora ho acquistato delle piantine che hanno prodotto benino solo che le batate sono poco,poco dolci. Così ho pensato di fare dei dolci e questi son riusciti veramente buoni e soffici.Il grado zuccherino, se così si può chiamare, dipende dal terreno?
      Anch'io, su consiglio del venditore, ho tenuto le piante mosse affinché non radicassero; non ho visto fioritura.
      Franca

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    2. Ciao Franca,
      il terreno di coltura influenza il sapore delle batate ma anche la varietà delle stesse è importante, io ne ho due da coltivare e che stanno germogliando, ne ho sacrificate alcune per saggio, a tempo debito vedrò se il mio terreno ne cambierà il sapore. (Per amor del Sapere mi toccano questi sacrifici...)

      Angelo

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  5. Intanto un cordiale saluto dopo tanto tempo e un apprezzamento per come stai continuando a gestire il blog, poi una domanda: hai trattato nel passato il topinambur ? E' possibile reperire qualche tubero! La scorsa stagione ho avuto ottimi risultati con i tuoi semi e ti ringrazio! Vedremo quest'anno! Un caro saluto ( finalmente sono riuscito a capirci qualcosa per inserirmi nel blog ).

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    1. @ salvatore,
      un cordiale saluto anche da tutti noi.
      Se sei interessato al topinambur, puoi vedere il post di angelo in questa pagina:

      http://amicidellortodue.blogspot.it/2011/10/topinambur.html

      La sua coltivazione è molto semplice... rischi che diventi una pianta infestante...
      Io ho la varietà bianca, se sei interesasto.

      Roberta

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    2. innanzitutto devo informare Angelo dell'arrivo di una graditissima busta contenente gli introvabili semi di rosa di Goizia, ovviamnte di ciò ringrazio Angelo per la collaudata gentilezza e pazienza. Per quanto riguarda i topinambur, se la tua qualità risponde a quanto di questo tubero si dice ovviamente gradirei.Grazie e ancora saluti

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    3. Caro Salvo,
      bentornato!

      Caspita, poi parlano male delle Poste, fortuna che ci sono eccezioni! Saremmo felici se ci mostrassi il tuo orto e le tue coltivazioni e, magari, come si comporta la Rosa di Gorizia lì da te, naturalmente senza alcuna fretta...

      A presto
      Angelo

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    4. Ciao Angelo, ancora grazie! Per al coltivazione della Rosa hai qualche consiglio da darmi ? Ciao!

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    5. Oggi escursione ad erbe spontanee ! Vedi Fb

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    6. @ Salvatore S.
      Se sei ancora interssato ai tuberi del topinambur, ho proprio ieri stradicato l'ultima pianta. Contattami alla mia mail.

      Roberta

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