venerdì 1 febbraio 2013

MIRTO

Myrtus communis
di Francesco e Roberta

Il Mirto (Myrtus communis) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Myrtaceae. Ha portamento eretto ed è molto ramoso. Gli individui vetusti raggiungono i 3 m di altezza.


Le foglie si presentano coriacee e di forma ovata-lanceolata con apice acuto, attenuate alla base, uninervie, generalmente glabre e di aspetto tipicamente lucido, di un bel verde scuro nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore, fittamente punteggiate di ghiandole e molto aromatiche.

I fiori sono profumati, con peduncoli di 15-25 mm, sepali ovati ad apice acuto, e petali bianchi di 7-15 mm di diametro, da sub-orbicolari ad obovati, generalmente ciliati. Stami di 6-10 mm ed antere gialle. Stilo filiforme di 2-14 mm, stimma breve e tronco.

Il frutto è una bacca di 6-10 x 6-8 mm, da ellissoide a sub-globosa, sormontata dai residui del calice, glabra, di un intenso nero-azzurro e cosparsa di pruinosità bianco-azzurrognola. Semi numerosi di 2-3 x 2 mm, reniformi, leggermente rugosi, da bruni a color avorio.

Si tratta di una specie particolarmente variabile, di cui sono state descritte molte sottospecie e varietà che però non presentano caratteri morfologici sufficientemente stabili da permettere un loro riconoscimento.
Quando si parla di MIRTO viene a tutti in mente la Sardegna, dove, in effetti, questa pianta è particolarmente presente e valorizzata, rispetto ad altre regioni. È comunque un arbusto diffuso in gran parte dell’Italia mediterranea (dai 0 ai 500 m s.l.m.), di cui ne costituisce la macchia mediterranea e la gariga costiera.

Del Mirto si consumano le foglie (periodo balsamico giugno), i fiori (la fioritura avviene durante l'estate) e le bacche (che maturano da Settembre e persistono sulla pianta sino a Dicembre-Gennaio, quando solitamente si raccolgono).

Nella foto seguente vedete l'arbusto coperto da una  rete arancione per evitare che le bacche vengano divorate dagli uccelli.

 

In questo modo, oltre a garantire una buona ed abbondante raccolta, le bacche vengono protette dal vento (che in questa zona è particolarmente dirompente) e si concede loro un periodo più lungo di maturazione, per farle diventare più carnose e succulente.



La foto sottostante mostra un "albero" di mirto che presenta pochissime bacche.


Ciò nonostante, nella prima settimana di Gennaio, presentava già i primi boccioli.... scherzo di un inverno non particolarmente rigido.


E queste sono le bacche viste da molto vicino, di colore blu scuro, ma solo in superficie, perché all'interno il colore è di un avana chiaro.


Per raccogliere le bacche si possono usare le mani, stando attenti a raccoglierle una ad una ed a riporle in un contenitore, o si può usare questo attrezzo (chiamato "manina") che nella foto viene rappresentato di sopra e di lato.


È conveniente usarlo soprattutto quando bisogna raccogliere molte bacche. Se l'arbusto è solo uno ed è piccolo si fa prima ad usare le mani.
Quando si smuovono i rami, le foglie emettono un profumo meraviglioso ed indescrivibile, molto balsamico (considerate che il mirto fa parte della stessa famiglia dell'eucalipto) e rilassante.


Come per ogni cosa, la pratica aiuta. Conviene aiutarsi con tutte e due la mani: con una si regge lo strumento e si pettina il ramo, con l'altra si aiuta il ramo, nella parte posteriore della manina, ad uscire dalla griglia, senza troppo impeto. In questo modo si evita di strappare i piccoli rami e le foglie.


Infatti, da come si vede nella foto di sopra, è possibile raccogliere solo le bacche lasciando le foglie sull'albero.

Dopo la raccolta si procede alla pulitura di ciascuna bacca, presa una ad una:
  • eliminare il fiore secco ancora attaccato alla bacca;
  • togliere il picciolo se presente (in genere rimane attaccato all'albero durante la raccolta;
  • eliminare le foglie cadute.
È sicuramente l'operazione più noiosa da fare.


Nell'immagine di sopra potete vedere a sinistra le bacche appena colte e a destra quelle pulite.


Dopodiché si mettono in una ciotola piena di acqua per il risciacquo e si versano nel contenitore destinato all'infusione, per la preparazione del LIQUORE DI MIRTO.

Quello che vi descriverò, oggi ed in seguito, è una ricetta che esula dalla prima infusione che avviene solamente immergendo le bacche unicamente in alcool etilico puro al 95%. Non me ne vorranno i puristi degli alcolici fatti in casa!!!


Questa ricetta prevede una infusione trattata alla stregua delle tinture madri, ovvero infusione di erbe balsamiche che avviene parte in acqua e parte in alcool, in modo da estrarre tutti i componenti diluibili sia in alcool che in acqua.

L'infusione della foto di sopra è stata fatta in questo modo:
  • 400 gr di bacche di mirto
  • 500 cl di alcool etilico 95%
  • 450 cl acqua 
Il contenitore utilizzato per l'infusione è una pentola a pressione che verrà debitamente chiusa ermeticamente con il suo coperchio. In questo modo si eviterà un'eccessiva perdita di  acqua e alcool tramite evaporazione e si riuscirà più agevolmente a scuotere l'infuso di tanto in tanto, semplicemente agitando la pentola.

Lasciare in infusione per 6 mesi

Nell'attesa, raccogliere altre bacche e le foglie, sciacquarle e metterle a seccare:
  • le bacche in frigorifero, in una bustina di stoffa;
  • le foglie all'aria.


LE FOGLIE:
  • Una volta secche si possono tritare ed usare come polverina per aromatizzare gli alimenti;
  • Sia fresche che secche si possono usare per fare tisane e decotti;
  • Usate come decotti sono un valido aiuto per raffreddori, bronchiti  e infiammazioni generali delle vie respiratorie. Si può aggiungere una foglia di alloro che ne intensifica l'effetto, soprattutto in caso di febbre;
  • Usate in infusione diventano un astringente intestinale ed antiemorragico;
  • I rami interi si possono usare su vassoi (se di sughero è meglio) per adagiarvi arrosti e formaggi.

LE BACCHE:
  • Possono essere usate, sia fresche che secche per fare ottime tisane e decotti. Colorano la tazza di un leggero viola, molto scuro. Prima di metterle in infusione è necessario pestarle per aprirle. Io uso un pestacarne su un tagliere di legno.
    Sono buone per la digestione e fenomeni di reflusso ed anche per raffreddori e febbre, alla stregua delle foglie;
  • Essiccate, private dei semi e tritate, vengono polverizzate ed utilizzate per aromatizzare piatti di carne e ripieni;
  • Appena colte sono utilizzate per il confezionamento di marmellate di mirto o a base di mirto, nel secondo caso in associazione con altra frutta e scorze di agrumi. 

I FIORI:
  • I fiori hanno un aroma molto forte ed intenso ed andrebbero miscelati ad altri alimenti, come ad esempio la ricotta o creme da mettere su crostini. Si possono aromatizzare olio ed aceto.
    "Molto forte ed intenso" significa che potrebbero nauseare, per quanto è spiccato il loro aroma.
  • Nel medioevo, con i fiori si preparava L'ACQUA DEGLI ANGELI, per un  impiego fitocosmetico e di profumeria, avendo questi spiccate proprietà tonificanti ed astringenti per la pelle.
    Noi potremmo preparare una tintura a scopo cosmetico:
    http://amicidellortodue.blogspot.it/2012/05/laloe-e-le-erbe-officinali.html

PROPRIETÀ:
http://www.erbeofficinali.org/dati/q_scheda_res.php?nv_erba=MIRTO

A Telti (in provincia di Olbia-Tempio) ogni anno, nella terza settimana di settembre, viene organizzata LA SAGRA DEL MIRTO. È possibile assaggiare, oltre ai dolci sardi preparati con mirto e marmellata di mirto, anche il gelato al mirto.

11 commenti:

  1. Grazie, molto interessante. La settimana scorsa mi sono lasciata scappare l'occasione di prenderlo, che rabbia. Ma la prossima di certo non lo lascio.

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    1. Qualche semino ti farebbe piacere?

      Roberta

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    2. Per il momento ho semi in lista d'attesa da tempo "immemorabile" magari più avanti.
      Grazie, sei sempre gentilissima :-)

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    3. Ho resistito strenuamente alla tentazione di acquistare o di farmi mandare i semi di mirto finché un amico nonostante il mio eroico diniego mi ha mandato semi, bacche e anche una piantina.
      Così anche io sono una fortunata possieditrice di questo arbusto. Vi dirò come si comporta in pianura padana.

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  2. caspita non pensavo che potessere arrivare a quelle misure... di solito il mirto va potato o no? ho una pianta nana appena piantata a novembre e di solito ho sentito che le potano fino alla base.

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    1. Ciao Enrico,
      non abbiamo mai potato il mirto fino alla base. Lo abbiamo potato ma solo per togliergli i rami che davano fastidio o che andavano troppo in su, per migliorare la raccolta.
      Ti consiglio di lasciar sviluppare il tuo mirto come vuole lui e di potarlo solo se diventa di impiccio.
      Ma, parli di pianta nana perché è piccola o perché è una varietà che rimane piccola? Tra l'altro se sta in vaso non dovrebbe crescere molto. Io direi di lasciarlo stare per i primi 2-3 anni e vedere intanto come si comporta.

      Roberta

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    2. Grazie del consiglio. Il mio mirto è una varietà nana che è adatta alla crescita in vaso. Vedrò come procede la crescita quest'anno e ritornerò qui per dei consigli tuoi.
      Enrico

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  3. grazie per averci fatto conoscere questa pianta meravigliosa... che si possa coltivarlo anche qui in veneto? magari in vaso? ha bisogno di terriccio particolare a pH magari acido?
    nessuno qui al nord ha provato a coltivarlo?
    si, poi penso che non dovrei ostinarmi a coltivare piante che richiedono un clima differente dal mio... ma come potrei rinunciare alla mia pianta di limone? perchè non provare anche con il mirto?
    io conto sul riscaldamento globale :)
    Max

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    1. Ciao Max,
      io direi di provare anche in Veneto. Considera che nel terreno dove sono state scattate queste foto nevica ogni anno, anche se non per tanto tempo. Quindi direi che può resistere anche al clima freddo padovano.

      R.

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    2. Max, io abito in prov. di Venezia, quindi non tanto lontano da te, ho una pianta di mirto da circa 15 anni, arrivata dalla Sardegna(regalo di un conoscente),credo sia nana perché é un piccolo cespuglio e le poche bacche che fa non ho mai capito se cadono o se gli uccelli se le mangiano. Questo per dirti di tentare.
      Franca

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  4. Ciao Roberta. Questa pianta bellissima e poco conosciuta in alcune zone di Italia, ha molte proprietà sia per noi umani che per uccelli vari.
    A novembre mi hai gentilmente donato le sementi di mirto, ma purtroppo non sono stato fortunato; ho commesso di certo qualche errore che non ha fatto schiudere i semi. Peccato davvero, ma il prossimo anno ci riprovo (ne ho lasciati qualcuno da parte, spero non perdano la germinabilità) forte dell'insegnamento dell'esperienza appena passata.
    Ci sentiamo presto un abbraccio.

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