mercoledì 17 febbraio 2016

CAROTE EMIGRANTI / 2

Carote ed emigranti / 2
di Angelo Passalacqua

Seconda tappa alla scoperta di una carota "emigrata" da molto lontano, diventata "lucana" (e pugliese, io l'ho trovata in territorio di Gravina in Puglia), come se dovesse prendere il posto lasciato vacante dal "lucano" costretto ad emigrare.


Per produrre i semi ho voluto sperimentare una via più difficile della solita, quella di tagliare la punta della carota coi getti e "coccolare" le pianticelle in vaso, da tenere in luogo riparato ed idoneo, per produrre semi "comunque"!


No, per questa carota ho fatto la scelta di una riproduzione più naturale, come quella che avverrebbe in natura, solo gli esemplari migliori ce la faranno!


Carote intere interrate in vasi profondi a sufficienza esposti a tutti gli agenti atmosferici (sole, vento, pioggia, neve, gelate a -6°...), terreno drenante,  gabbia metallica a protezione dagli animali selvatici.





 Solo quattro carote su venti stanno crescendo, con diversa vigoria, la migliore avrò l'onore di passarla al dott. Pietro Santamaria ed agli amici di Biodiverso, ne faranno buon uso!

Della carota gialla  sappiamo tutto, ma dei "lucani emigranti"? I documenti che vi mostrerò non sono degli Anni '50 ma più giovani di una ventina d'anni. Nel primo filmato vediamo la Lucania da cui scappare, magari per Torino e le sue fabbriche.

E qualche "emigrante" che ha studiato è tornato a casa, con la voglia di riscattare il paese natale dalla condanna di una atavica povertà e la necessità di scappare... 
 

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