mercoledì 20 giugno 2012

CAVOLAIA (Pieris rapae)

parassiti -  episodio 7
di Giovanni e gli Amici dell'Orto

Fortunato chi coltiva cavoli e non conosce la cavolaia!

da:  http://it.wikipedia.org/wiki/Pieris_rapae
Io non sono tra questi, e devo dire che neanche il freddo della montagna è riuscito a difendere i miei cavoli dalla voracità dei suoi verdi bruchi-figli

http://www.lucianabartolini.net/pagina_farfalle_pieris_brassicae.htm

E così, mentre la ammiro volteggiare in amorose acrobazie sulle giovani pianticelle dei miei orti, rimembro che è ora di approntare le opportune difese.

Ne ho provate diverse, ve le racconto:

Quando tenevo poche piante ad uso famiglia raccoglievo manualmente i bruchi; i risultati erano scarsi perché la mia costanza a togliere era inferiore alla sua a deporre.
Poi le piante sono aumentate, e così ho provato con il Bacillus thuringiensis, suo antagonista biologico, da spruzzare sciolto in acqua; e devo dire che se lo abbinavo anche a sufficiente attenzione e tempismo funzionava, ma era metodo che comunque non mi soddisfaceva, comportava lo spruzzare, e per chi vende verdura naturale non è una bella pubblicità.

E così ho deciso il grande passo! Costruirmi una cavolata.
Il principio è semplice, frapporre tra cavoli e cavolaia una barriera invalicabile.
Lo si può fare con tessuto non tessuto, se i cavoli sono pochi.
Ma i miei sono tanti e così ho optato per la rete antigrandine che ho posato su una struttura di pali di castagno e fili di ferro sino a formare un ampio capanno chiuso su tutti i lati dove io posso entrare comodamente a fare i lavori e a raccogliere i cavolami mentre la cavolaia se ne sta fuori a guardare me che svolazzo.
E questa è la soluzione migliore che per ora ho trovato.


Cavolata: il principio è costruire una scatola chiusa su 5 lati (il sesto è la terra) inaccessibile alla farfalla cavolaia. Materiale occorrente: pali di castagno lunghi metri 2,50 con 15 cm. di diametro (basta anche meno), filo di ferro robusto, chiodi a U, (cambrette), tirafili, rete antigrandine (la vendono a metratura, ha larghezza variabile, io ho utilizzato quella da 8 metri, in due strisce di metri 25 di lunghezza.

 La cavolata nel suo insieme, formata da pali di castagno grezzi di 2 metri di altezza fuori terra (metri 2,50 totali - 50 cm. interrati) e fili di ferro che corrono sopra e sotto i pali. Questa cavolata e di circa 250 metri quadrati e può ospitare circa 500 piante di cavoli di varie qualità

Particolare del palo d'angolo, che deve essere rinforzato con due pali obliqui (saette) a contrasto del tiro orizzontale

Particolare del tirafili, lo si può trovare in ferramenta a modico prezzo; è utile per regolare la tensione del filo di ferro

Particolare superiore del palo e del chiodo a U entro il quale deve poter scorrere il filo di ferro che sostiene la rete

Particolare inferiore del palo e del chiodo a U entro il quale deve poter scorrere il filo di ferro che tratterrà la rete a terra

Particolare del palo centrale e del doppio filo di ferro al quale verranno fissati i lembi (sovrapposti) delle due reti che comporranno la copertura

Particolare dell'irrigazione a pioggia, posizionata al centro della cavolata dove le due reti si congiungono, composta da tubo in ferro idraulico da 1/2 pollice al quale allaccio un tubo volante in gomma e dal quale posso derivare un altro tubo volante di servizio in gomma. Sulla sommità del tubo ho avvitato uno spruzzino girevole a battente. In questo orto ho acqua con una pressione di 8 atmosfere che mi consente un raggio di irrigazione di 15 metri. In futuro vorrò provare l'irrigazione a goccia con manichette

Particolare della testata del tubo di irrigazione in ferro, è uno spruzzino girevole a battente, che si può acquistare nei garden center, avvitato sul tubo in ferro

Particolare del palo a filo terra. La pelle del palo in castagno è stata bruciata per prolungarne la durata; da noi si dice che il palo di castagno dura la tua vita, e se lo bruci nel tratto che sta tra terra e aria dura anche la vita di tuo figlio

Particolare dei trapianti e del tubo in gomma di servizio per i bagnaggi locali

Consiglio: prima di piantare i pali verificare la larghezza e la lunghezza della rete disponibile, poi piantare i pali alle ragionevoli distanze.

Difetti? Un onorevole costo d'impianto, ripagato però da cavoloni senza bruchi e senza buchi e senza cacche di bruco, belli quasi come quelli industriali.
Devo confessare che però ho un vantaggio, da me grandina raramente, e se mai capiterà abbondante mi sa che ci sarà da ridere ...

Le immagini con la rete posata la prossima volta, quando l'avrò messa.

Aggiornamento del 20/08/2013:
Ora la rete l'ho posata, la potete vedere QUI insieme ad altri aggiornamenti "cavolaia"


rete di protezione per piccole aiuole
di Claudia

Per aiuole che stanno coperte tanto tempo: tondino di ferro piegato e infilato nel terreno, misura adeguata

Se ne mettono fitti quanto serve.

Sopra ci mettiamo una rete robusta per non fare affossare la retina protettiva

Sopra ancora la retina
In rosso indico dei tondini di ferro o simili per fermare la retina a terra.
Vista di lato

 Per fare una copertura mobile, comoda da togliere e mettere tutti i giorni, per esempio per evitare che i passeri becchino l’insalata, ma più ingombrante da custodire quando non serve:
Una sagoma di rete da recinzione, di misura adatta.
Alta quanto serve, non deve essere infilata nel terreno ma solo appoggiata.


Si piegano i lati


Si ricopre di retina

Vista di lato

La retina si può cucire o puntare con graffettatrice o fermagli.

Si appoggia sull’aiuola, scoperchiando velocemente ad ogni raccolta.



altri parassiti
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38 commenti:

  1. Una volta ho distributo tanti rametti di rosmarino attorno ai cavoli, avendo letto che non ne sopportano l'odore. Più che altro mettevo rami frondosi proprio sopra ai cavoli, quasi a coprirli.
    Mi ha dato l'impressione di aver contenuto la proliferazione.
    È comunque un lavoro che non si può fare per grandi estensioni e necessita di grandi quantità di rosmarino, da tagliare almeno una volta al mese, con il problema di non averne più per le patate al forno.

    Roberta

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  2. ...sto cercando di toglierle manualmente, pensavo di avercela fatta, ma sta mattina mi svolazzava sotto gli occhi una bella farfalla...spero non abbia deposto uova se no si ricomincia!
    Pat

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    1. Pat, è normale che si ricominci, e che si debba continuare sino all'autunno; il metodo della raccolta manuale funziona solo se la tua costanza a togliere è superiore alla costanza della cavolaia a deporre ... altrimenti devi ricorrere a sistemi "dissuasivi" ...

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    2. ....allora è iniziata una sfida!
      ;-)
      Pat

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    3. ... sarò curioso di conoscere a chi andrà la vittoria ...

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  3. Non coltivo molto i cavoli. Coltivo quasi ersclusivamente il Cavolo Nero (detto anche "pennato"), che viene attaccato un po' meno dalla cavolaia. Mi sembra, comunque, che piantare i cavoli in mezzo ai pomodori contribuisca effettivamente a contenere la deposizione di uova. Mi sembra che anche l'infuso/decotto di tanaceto http://it.wikipedia.org/wiki/Tanacetum_vulgare#Tossicit.C3.A0 faccia un certo qual lavoro efficace. Fra parentesi: se qualcuno vuole piantine di tanaceto si faccia avanti (naturalmente per l'invio/consegna se ne riparla almeno a fine estate).

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    1. Il tanaceto! Sarà per il prossimo scambio.
      Intanto ti comunico che i tuoi tortarelli hanno messo la prima foglia vera, stanno andando velocissimi e potrebbero addirittura fruttificare. Nel caso mi darai qualche ricetta, visto che io i cetrioli di soliti mi limito a mangiarli interi e crudi.

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  4. Non è indispensabile fare protezioni alte. Ottime per grandi coltivazioni, ma chi ha tre piante di cavolo le può semplicemente coprire con una retina fitta. L'importante è che non appoggi direttamente sui vegetali e che... non ci siano cavolaie o uova di cavolaie intrappolate sotto... altrimenti sai che festa, per loro?
    Noi copriamo in questo modo anche la lattuga e la cicoria, così non vengono beccate dagli uccelli. Non è bello da vedersi, però non è bella nemmeno l'insalata ridotta alle sole nervature.

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    1. Giusto Claudia, chi ha poche piante le può coprire con la rete fitta.
      E per sostenere la rete distanziata dalle foglie trovo semplice utilizzare dei lunghi rami flessibili, piegati ad arco, magari tirantati con un fili di ferro e impiantati nella terra.
      Oppure si può usare tondino di ferro da armatura, di giusto diametro, che resti flessibile ad essere piegato ad arco, come per i rami.
      La rete la si stende sopra e la si lega a "carta di caramella" ai due capi del filare, così è comodo toglierla per fare i lavori e i raccolti.
      Si costruisce così un mezzo cilindro, tipo serretta bassa, dove al posto del telo trasparente c'è la rete fitta.
      Per evitare di intrappolare dentro uova e bruchi, dopo aver preparato il sistema di protezione a rete, si ispeziona periodicamente l'interno e si eliminano i bruchi a mano, o si interviene con il "bacillus thuringiensis"

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  5. I tondini di ferro li abbiamo a ponte, come si dice? con gli angoli retti, insomma. Per non fare affondare la rete ci sono appoggiati sopra dei ritagli di griglia o di vecchia recinzione.

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  6. Ciao Claudia, stiamo preparando un aggiornamento della pagina con immagini e descrizioni delle strutture pensabili per appoggiare la rete anticavolaia.
    La tua struttura "a ponte" in tondino di ferro sembra di semplice realizzazione ed efficace.
    Potresti mandarci qualche foto che illustri il principio della costruzione?
    Nel caso spediscile ad Arvalia, l'indirizzo mail lo trovi in "contatti"

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  7. Ciao, non sono a casa, va bene un disegno?

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    1. Un disegno sarebbe una bella novità per il blog, potresti aprire un'era, ma non abbiamo fretta, quindi fai come ti è piacevolmente comodo e gradito.
      Comunque un bel grazie con la mano sul cuore per la disponibilità!

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    2. @ Claudia: belli i tuoi disegni, e di facile comprensione e realizzazione.
      Grazie.

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  8. ...ma allora siete orticoltori seri voi! ;-) Pat

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  9. Non è molto serio abbandonare l'orto.

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  10. Claudia, calma era solo una battuta. Apprezzo estremamente quello che fate. Poi ognuno di noi è libero di scegliere ed applicare il metodo che meglio crede in base alle proprie idee ed esigenze.
    Ieri mentre legavo i pomodori e riordinavo pian pianino i danni della grandine, ho trovato un ramo di pomodoro che felicemente strisciava e aveva fatto le sue belle radici a terra come è per la sua natura!...non si sentiva certo abbandonato! Fukuoka ha sperimentato percorsi diversi e rimani a bocca aperta a vedere i campi biodinamici di pomodori, fagiolini...lasciati liberamente strisciare a terra come natura vuole.
    Io mi fermo e mi pongo delle domande ma ho nessuna certezza sulla risposta. Quest'anno li sto legando. Poi non so?...ma non vuol certo dire abbandonare l'orto.
    Pat

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  11. Sono io quella che abbandona l'orto andando in vacanza. L'ho detto a me stessa, e penso sempre ai miei pomodori tutti soli e abbandonati.

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    1. Dai faranno vacanza anche i tuoi pomodori che li ritroverai trisciare allegramente dove vogliono loro!
      State facendo un gran lavoro, molto accurato e tecnico, che servirà a tante persone...anche a noi quando perderemo il controllo della situazione cavolaie, attingeremo al vostro lavoro, ci mancherebbe che non apprezzi.
      Per ora con le cavolaie, lasciatemelo dire, ci va di "culo" il controllo delle nascite che mi diceva di fare Giovanni, lo stanno facendo la famiglia di merli (a cui volevo sparare questa primavera). Sono ghiotti di bruchi faccio fatica ora a trovare anche i miei magnifici macaoni. Crucifere e umbrellifere sono tornate a prosperare. Pat

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    2. Devi fare venire i tuoi merli a fare un corso di aggiornamento ai miei.
      I miei sono burloni e si divertono a buttare fuori la terra dai vasi per cercare i lombrichi.

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    3. Questa primavera volevo a spennarli vivi, mi spezzavano tutte le piantina di zucca e zucchina appena le trapiantavo...in continuazione, E' nato il merolottino e hanno iniziato a farmi fuori tutti i bruchi di macaone che si dovevano trasformare in magnifiche farfalle...poi son passati alle cavolaie. O sentito dire che se assaggiano qualcosa che gli piace difficilmente li distogli da li...ma che se le mangino tutte le cavolaie! Anche le coccinelle con le afidi si danno un gran da fare, sono molto contenta che quest'anno abbiamo molti predatori spazzini.
      Pat

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  12. Ah,ah! Gli devo preparare e servire una bella pappa di cavolaie, così se ne innamorano!

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    1. Be deve essere una pappa buona visto che le cavolaie si pappano i tuoi cavoli!!! ;-)
      Pat

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  13. A proposito di cavolaia. In questo periodo ne volano molte e non riuscendo a trovare cavoli e broccoli ho visto che si sono attaccate ai peperoni del vicino!

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    1. Carissimi può essere che le tage tengono lontane i bruchi delle cavolaie ? pongo questo quesito perchè quest anno ho messo delle piantine di verze vicino ad alcune piante di tagete e non ne ho vista neanche una. al contrario altre lontane dalle prime di circa 5 /6 metri sono tutte mangiate....

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  14. @ Angelo: i casi sono tre: o sei un fortunato coltivatore di cavoli che non conosce la cavolaia, o non coltivi cavoli (dubito!), o te la ridi sotto i baffi guardando noi povere creature che ci arrovelliamo in acrobatiche soluzioni, quando ce n'è una semplice semplice, che tu conosci, che per delicatezza non esprimi, per non offendere la nostra esuberanza ...
    Propendo per la terza ipotesi ...

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    1. Caro Giovanni, nessuna delle tre ipotesi... Grazie a te ed a Roberta mi stavo godendo qualche giornata di "riposo", nelle più comode vesti di lettore!

      Come potrei non coltivare cavoli? A parte quelli che seminerò tra poco in semenzaio, ho sei varietà di cavoli perenni (lo sono quasi tutti!)che sto mangiando ora e nelle prossime settimane. Ho alberelli di broccoli di tre anni, i famosi "mugnuli" salentini, i cavoli ricci, l'Helgoland wildkohl. Per la difesa dalle "fetenti cavolaie" in pieno campo le reti servono a poco, se non sono fitte come garze! Io adotto le fasce di intercropping:

      http://www.intercrop.dk/General.htm

      In pratica si seminano tra i filari dei cavoli altre piante che devono distrarre i parassiti, portandoli su queste varietà dove poi, in base alle proprie esigenze, si deciderà se intervenire eliminando i bruchi (a mano o col b.t.) o lasciar loro campo libero, sacrificando queste coltivazioni alternative per godersi la vista delle farfalle.

      Senape bianca, ravanelli, cime di rapa a foglia d'ulivo, colza, ecc. Sono alcune di queste piante per salvare (capra/farfalla e) cavoli!

      Angelo

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    2. ...questa soluzione piace anche a me!
      Pat

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    3. @ Angelo, per cavoli ricci intendi le torzelle? Sono perenni perché ricacciano dalle radici come le verze?

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    4. @Arvalia,
      non so Angelo, ma anche io sono piena di cavoli. Dalle verze, quelli ricci di cui non conosco la varietà, al nero toscano, cavoli rapa, brouxel...Raccolgo solo le foglie e continuano a riformarsi. Praticamente dall'ascella fogliare si rifomano nuovi getti che formano ciuffi di foglie nuove in continuazione. Le verze lascio una parte di gambo , più alta possibile, con la radice e attorno si riformano piccole verze tutto l'anno...a parte che quest'inverno non avevano formato la palla ed ora sono belli grossi e compatti...vanno a ruba, nel vero senso della parola.
      Pat

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    5. Lo scorso inverno ho seminato dei filari di rucola tra cavolfiori, broccoli e rape. Quest'anno stavo pensando di cambiare: seminare anche la senape bruna (brassica juncea). La gentile Ottone me l'ha consigliata per le insalate
      http://amicidellortodue.blogspot.it/2009/03/le-senapi.html
      e una mia amica brasiliana quando l'ha cucinata l'ha chiamata con il nome di mostarda (sono curiosa)!

      Angelo, pensi che abbia lo stesso charme della rucola nell'attirare/distrarre quei bruchi golosoni ?

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    6. Ciao Francesca,

      dipende dall'intensità dell'infestazione, se i bruchi sono tanti si salva ben poco! Se la senape bruna la vuoi mangiare tu ti serve un'altra varietà parafulmine..

      Angelo.

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  15. @Arvalia
    La Torzella o turzella, detta anche cavolo greco lo sto coltivando, per cavolo riccio intendo alcuni cavoli acefali, alcuni "selvatici" (ne parleremo in seguito...) ed altri, alcuni sono nel famoso post scritto a quattro mani:

    http://amicidellortodue.blogspot.it/2009/03/broccoli-che-passione.html

    @Pat
    Qualche cimice-spia e telecamerina giusto per vedere chi ruba?
    Sempre sperando che non ti freghino anche queste...

    Angelo

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  16. Ho trovato un articolo interessante sull'undersowing: nell'esperimento descritto si cerca di limitare mamestra brassicae e pieris rapae tramite l'interferenza fisica e visiva di un'altra pianta. Il metodo è simile all'intercropping, che però è "legato alla produzione di sostanze mascheranti l’odore della pianta principale piuttosto che a deterrenti." Fighissimo :D

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  17. http://www.provincia.torino.gov.it/agrimont/file-storage/download/crab/pdf/undersowing_cavolo.pdf

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  18. Stanco di rimuovere "giornalmente" le uova della cavolaia dalle foglie del broccolo ho messo in moto il cervello.
    La cavolaia (minor o maior è lo stesso) è un lepidottero, tale e quale alle cosidette tarme, ossia quelle farfalline che in casa si mangiano i nostri maglioni di lana.
    Non volendo usare la naftalina (che tra l'altro non è più tale come formulazione) che è un prodotto chimico di cui non so l'effetto dei vapori sui vegetali, ho optato per una soluzione artigianale.
    Per ogni pianta ho messo un bastoncino di canna spaccato in superficie per ospitare orizzontalmente un cotton-fiocc, le cui estremità ho immerso in olio di canfora.
    Normalmente uso l'olio di canfora nei cassetti delle lane con ottimi risultati (contrariamente ai buchi sulle lane precedenti).
    Ora vedrò i risultati nel tempo. Per ora ho visto una cavolaia farsi un giretto, tentare un atterraggio, ma poi andarsene.
    Speriamo bene.
    Arcimboldo

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    1. Si può provare. Io per esempio uso l'olio di canfora per dare sollievo a una caviglia malandata. Anche solo passeggiando nell'orto svolgo un'azione antiparassitaria!

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