domenica 20 gennaio 2013

I PERI /3

PERI E PERE /3 

di Angelo Passalacqua

Terza parte del nostro viaggio alla scoperta delle pere.

  
http://www.ermesagricoltura.it/Programmazione-Regionale-dello-Sviluppo-Rurale/Programmazione-2000-2006/Piano-Regionale-Sviluppo-Rurale-2000-2006/Asse-2-Ambiente/Misura-2.f/Le-antiche-varieta-di-pero-melo-e-vite-Azione-11 

 
Tutte le varietà che vedete le ho innestate sul perastro, la taglia degli alberi resta bassa in virtù della caratteristica crescita del pero mandorlino. 



Non ho problemi di natura parassitaria né crittogamica, sporadicamente gli uccelli beccano i frutti maturi e le api accorrono... Ma ce n'è per tutti!



Il periodo per l'innesto è in Febbraio-Marzo, la tecnica migliore è il vecchio e quasi sconosciuto "innesto sottocorteccia", alla portata di qualunque principiante e dall'attecchimento sicuro!



Ovviamente la potatura di queste piante che crescono in ambiente arido è differente da quella usata nelle coltivazioni convenzionali, si taglia molto poco...



Fine terza parte
 

22 commenti:

  1. Ottimo lavoro. Nel mio terreno ho un sacco di varietà di peri e fichi piantati in gioventù dai miei nonni, quest' anno cercherò di stilare un elenco di tutte le varietà presenti.

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    1. Grazie per i complimenti! Ti auguro un buon lavoro di catalogazione, magari con galleria fotografica sul tuo blog, i "tesori" dei tuoi nonni lo meritano. Alcune varietà in foto vengono dalla tua zona, i tuoi orizzonti mi sono familiari!

      Angelo

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    2. Si ora siamo vicini. Io abito sul confine, a due passi da Candela. Certo che potrei e in più potrai aiutarmi a riconoscerle, se per te va bene. Sono alla ricerca di tutte le varietà di frutta e ortaggi della nostra zona e quest' anno inizia il lavoro. Ma voi dove comprate gli alberi da frutto? Potete indicarmi chi vende varietà della nostra zona e non le piante che arrivano da Pistoia?

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    3. Il tuo progetto è molto interessante, sarà un piacere! La ricerca della vecchie varietà non è impresa facile e rapida ma non devi scoraggiarti! Ci sono vivai validi anche qui da noi, (se il tuo indirizzo di e-mail è ancora valido, saponariaoffic...ecc. ti contatto in privato) però il lavoro di ricerca va fatto sul campo, di persona, ad iniziare dai semi dei portainnesti "giusti"!

      Angelo

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  2. Grazie dei meravigliosi post Angelo, se possibile mi piacerebbe avere qualche informazione più dettagliata sull' "innesto sottocorteccia".

    Massimo

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    1. Mi accodo a Massimo per avere più informazioni in fatto di innesti....
      Anzi, se qualcuno si vuole proporre per fare qualche articolo su questo argomento è il benvenuto.

      Roberta

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  3. Mi associo all'invito fatto da Roberta, attendiamo con fiducia. Io ho un post sull'innesto sottocorteccia, credo che lo facciano in pochi, a torto è considerato obsoleto,mi tocca mostrarvi come farlo...

    Angelo

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    1. da anni utilizzo con successo un tipo di innesto che unisce i vantaggi di quello a” corona” ,che riduce al minimo le ferite del legno e di quello a” spacco “,che offre maggiore superficie di contatto del cambio.
      A questo link si trova una bella galleria fotografica che mostra in modo chiaro i vari passaggi :
      http://pommes-bocage-gatinais.pagesperso-orange.fr/greffe/couronne.htm
      L’Innesto a Corona che mostrano in questo sito è identico a quello che utilizzo su tutte le varietà di frutta escluso la vite
      per la legatura utilizzo del nastro autoagglomerante,quello usato per isolare i cavi elettrici esposti alle intemperie ,ve ne sono di diversi tipi,alcuni multifunzione ,ma per esperienza personale ,quello specifico per impianti elettrici offre maggiore garanzia essendo più spesso e più resistente alla trazione.
      Sempre in questo sito mostrano altri tipi di innesto :
      http://pommes-bocage-gatinais.pagesperso-orange.fr/greffe/pagegreff.htm

      Teresio

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    2. Ciao Teresio,

      l'innesto sottocorteccia è una variante semplificata di quello a corona, è di una semplicità estrema pur restando validissimo per risultato, poi vi mostro....

      L'innesto a corona è utilizzato da Giovanni, eccolo all'opera!

      http://popilen.blogspot.it/p/innesti-e-potature.html

      Angelo



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  4. Scusa Angelo, per il terreno argilloso invece che portainnesti devo usare? Grazie

    Massimo

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    1. Ciao Massimo,
      dipende dal tenore di calcare attivo presente nel terreno, non è necessario usare i test per conoscerlo, basta osservare le piante spontanee che vi crescono e/o la senpre valida prova con un pò di aceto o succo di limone, inoltre osserva se ci sono cotogni in giro.... I vivai usano come portainnesto per i peri alcune varietà di cotogno, per terreni poco calcarei, in misura minore, il"franco", pero da seme. Il cotogno dà alberi di piccola taglia, la fruttificazione dopo uno-due anni dall'innesto, per contro molte varietà di pere sono disaffini col cotogno. Mostrerò in seguito anche i cotogni... Intanto leggi qui e guarda chi l'ha scritto:

      http://www.vitaincampagna.it/ita/riviste/vitincam/11vc09/09033.pdf

      Il franco dà alberi più vigorosi e un periodo più lungo per la messa a frutto, nessun problema di disaffinità.

      Angelo

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    2. Angelo, la prova dell'aceto o del succo di limone non l'ho capita, e neanche il guarda chi l'ha scritto, chissà, magari nella prossima vita ...
      Ma grazie comunque per l'interessante dispensa sul cotogno, albero che non conosco, ma di cui mi dovrò presto occupare, giusto perché me ne hanno affidati due, da mantenere e da raccogliere, che crescono a quote più basse.
      Ma intendo anche seminarli nel più tiepido del mio freddo montano, giusto per fare un esperimento estremo ... ho già i semi, cavati numerosi da frutti periformi che ho raccolto quest'autunno
      Disponibili anche per gli amici che ne fossero interessati ...

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    3. Ciao Giovanni,
      la poco scientifica prova si fa prendendo una manciata di terra asciutta, metterla in un piatto e versandoci su l'aceto di vino o il succo di limone, essendo acidi scioglieranno il calcare presente, con l'effetto ottico molto evidente di una "effervescenza", più o meno marcata.

      Il "guarda chi l'ha scritto" è riferito all'autore della dispensa, il "prezioso" Luciano Cretti presente tra gli Amici dell'orto 2 nel Gruppo Facebook!

      Ti mostrerò i miei alberi di cotogni, aspetto la descrizione del tuo interessante esperimento, cotogni di alta quota!

      Angelo

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    4. Il calcare messo a contatto con l'aceto dovrebbe ribollire, ma anche nel caso del terreno?

      Passo ora agli innesti.
      Ottima pratica. Io non lo faccio per diversi motivi, primo perché non ne sono capace. Ho problemi alle mani e non ho la mano sufficientemente ferma per farlo. Poi ho una particolare predilezione per le piante da seme.
      Avete presente quando tutti dicono di una persona che non ce la farà mai, e invece questa persona poi in qualche modo "ce la fa"? Ecco, io amo le cause perse, e nel tempo ho visto che posso avere ragione, che ci sono persone e alberi da frutto da seme che contrariamente alle aspettative hanno un'ottima riuscita. Amo le piante da seme e tutti i perdenti che invece vincono.

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    5. Ciao Claudia,

      versando aceto su uno strato sottile ed osservando l'effervescenza si può, in maniera empirica, calcolare la presenza di calcare.

      L'innesto è indispensabile per quelle varietà che non potrebbero mai crescere nei miei terreni, la scelta è tra averle o non averle! Ma non disdegno seminare frutti antichi che trovo in zona, come le piccole e buonissime albicocche, pesche e percochi e tanti mandorli.


      "Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa."
      Albert Einstein

      Viva i perdenti e gli sprovveduti!

      Angelo

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    6. Ciao Angelo, questo tuo dire riguardo le albicocche mi smuove una domanda: seminando nocciolo di albicocca si può ottenere albicocco che dà buon frutto anche senza innestarlo?
      Perché ho ricavato parecchie piantine di albicocco seminando noccioli di albicocche (piccole ma buonissime - molto meglio di tante altre) di un vecchio e decrepito albero che cresce e matura nel mio freddo.
      Ora ho numerosi alberellini di tre anni, e quest'anno mi ripromettevo di innestarli con marze raccolte dallo stesso albicocco madre (o padre - o tutti e due) per avere le stesse buonissime albicocche.
      Ma magari le albicocche verrebbero uguali anche senza innestare, e così risparmierei lavoro per me e trauma per gli alberelli ... che dici?

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    7. Sono molto interessata a quello che scrive Giovanni riguardo all'albicocco nato da seme.
      Anche io ho due alberelli di 3/4 anni. Per il momento li lascio così, ma sono curiosa di vedere se fioriranno!
      L'anno scorso avevano fatto le spine, tipo le spine del limone o dell'arancio. Gli ho dato una bella potatura e mi sembra che quest'anno non le abbiano risviluppate.

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    8. Grazie ad Angelo che ci elargisce semi e saggezza.

      Non ho pratica di albicocchi da seme, e ho sentito dire che l'innesto è difficile.
      Se avete lo spazio per tenere una pianta che potrebbe o non potrebbe produrre io direi di provare. ;-)

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    9. Ciao Arvalia, i miei albicocchi da seme non hanno fatto spine, e sono curioso di capire perché i tuoi si.
      Quindi ti domando: sei sicura che siano albicocchi nati da nocciolo di albicocca? E non magari polloni radicali di albicocco innestato su mirabolano o altro ? (perché in questo caso, se non innesti, le albicocche non arriveranno, anche se magari arriverà altro frutto, e magari pure interessante)

      Approfitto per segnalare che allevo (da dieci anni ormai) anche due piante di albicocco nate da nocciolo proveniente dalla regione montana dello Zanskar - Ladakh (Kashmir)
      Le piante reggono bene il mio clima freddo, anche se crescono molto lentamente; per ora non hanno fatto fiori, e ovviamente quindi neanche frutti.

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    10. @Claudia
      L'innesto di albicocca non presenta difficoltà diverse dagli altri, la tecnica da evitare è l'innesto a spacco semplice e quello a sella, via libera al sottocorteccia ed a corona, in primavera. Estremamente importante è l'abbinamento cultivar-portainnesto!

      @Roberta
      Dovrai attendere molti anni ancora per vedere fiori e frutti ma varrebbe la pena aspettare e vedere il risultato, di solito le albicocche vengono bene da seme. In più, c'è sempre tempo per innestare, se la prova va male!

      @Giovanni
      Molto interessante il tuo albicocco "decrepito" dagli ottimi frutti, se mi manderai qualche seme te ne sarò grato... Propagare l'albicocca da seme dà ottimi risultati quasi sempre, ma problemi genetici sono sempre in agguato, si può presentare una regressione colturale (vedi la spinescenza giovanile degli alberelli di Roberta1), ricordo che ogni frutto dello stesso albero è diverso dagli altri. Prima cosa da fare è salvare la varietà, quindi innestare almeno due alberi, lasciando gli altri crescere e fruttificare, da bravo breeder!

      L'albicocco del Kashmir mi intriga ma non ho il clima adatto, se tra qualche anno fà frutti due noccioli li proverei... Lo so, sono un "ingordo"...

      La famiglia dei Prunus conta tantissimi componenti, se pensiamo che, geneticamente parlando, si è partiti da un solo albero, milleni fa da qualche parte dell'Asia...
      Il discorso sarebbe molto lungo ed interessante allo stesso tempo, ma ne parleremo in seguito, intanto vi segnalo un bel contributo di un Grande Coltivatore, leggetelo attentamente:

      http://www.alfiobruno-corf.it/alfio-bruno/

      http://www.alfiobruno-corf.it/i-pescomandorli-in-sicilia/

      Bruno ha scoperto anche come tornare alla pianta originaria partendo da una varietà selezionata e moderna... Frutti perduti ed uve di Corinto sono di nuovo tra di noi!

      Ho due varietà di pescomandorlo, quest'anno hanno portato i primi frutti, dopo dodici anni di attesa!

      Buonanotte a tutti
      Angelo

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    11. Vedi? Questi maghi dell'innesto dell'albicocco per vantarsi dicono di essere capaci solo loro, invece sì, non dico, l'innesto è un'arte, ma l'albicocco non è diverso.

      Come dicevo non ho mai avuto albicocchi da seme, solo prugne, o forse susine, penso che non capirò mai la differenza. Di un tipo ora ne ho una pianta in montagna, dico "ne ho" ma in realtà è su un terreno non mio, non avendo terra avevo buttato dei noccioli nel terreno del vicino... Di quella varietà sono certa della riproduzione tramite seme perché è stata fatta per diverse generazioni e la produzione è sempre stata ottima e costante. Qui a casa ho un albero da seme che ha iniziato a produrre qualcosa due stagioni fa e l'estate scorsa ha avuto un'ottima produzione. Non sono certa riguardo l'età. Ho controllato le foto del 2008 e in quelle non c'è nessuna traccia dell'albero. Non sono foto a livello del suolo, in quelle prese dall'alto potrebbe essere nascosto da una enorme mahonia e dall'alloro che ora non ci sono più, in altre prese di lato l'inquadratura sarà a circa 60 cm da terra. Tutto considerato non credo che possa essere nato prima del 2007. I frutti sono gialli, buoni e succosi, numerosi ma piccolissimi, grandi come ciliegie. Anche il nocciolo ha la dimensione anche se non la forma del nocciolo di ciliegia.
      Interessantissimi gli studi di Alfio Bruno. Io non avrei nemmeno immaginato l'esistenza del pescomandorlo.

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