sabato 9 febbraio 2008

RIPRODURRE SEMI

di Giampiero

Questa guida la scrissi e pubblicai qualche anno fa su un altro sito. Preavverto che non credo di essere un "esperto" nè di aver esaurito l'argomento, che richiederà, anzi, ulteriori contributi.

Quattro cosette facili facili per farsi un po' di semi da soli e, addirittura, crearsi degli eco-tipi

Spesso e volentieri i nostri concetti, le parole stesse che usiamo semplificano la complessità della realtà. Il meccanismo dell’informazione moderna (veloce, in pillole, interessata, incontrollabile, digeribile, effervescente) confonde ancor più le acque estraendo dalla realtà l’inessenziale e lasciando in ombra l’essenziale (spesso meno facile e/o simpatico dell’inessenziale).

Quando poi si ha a che fare con una cosa plastica ed in ottima parte ignota, come è una pianta viva, centrare l’essenziale diventa particolarmente arduo.

Proverò qui a dare qualche pratico consiglio sulla riproduzione dei semi preavvertendo che ciò non vuol dire “fare come facevano i vecchi contadini” o “salvare una varietà”, questioni, a mio avviso, molto più complesse.

Riprodurre una varietà in purezza, significa, in buona sostanza, evitare che il polline di un’altra varietà fecondi il fiore da cui intendiamo prelevare il seme (naturalmente quando ne sarà uscito fuori il frutto).

Per essere chiari
:
se vogliamo riprodurre un peperoncino piccante dobbiamo evitare che il polline di un peperone dolce finisca sul fiore di quello piccante, proprio come se volendo riprodurre un Cane San Bernardo, dovressimo evitare che un bassotto intraprendente ci copra la nostra cagna San Bernardo. Per inciso evidenzio che il Bassotto ed il San Bernardo sono due varietà di una stessa specie (il cane) proprio come il peperone piccante e quello dolce sono due varietà (spesso, ma non sempre) di un’unica specie (Capsicum annuum).

Il polline si trasmette da una pianta all’altra tramite insetti e/o vento. Quindi o dobbiamo bloccare il polline con ostacoli fisici oppure dobbiamo frapporre distanze di sicurezza che rendano quantomeno improbabile una fecondazione indesiderata. Gli ostacoli fisici sono in genere rivestimenti di materiale vario (reti a maglie molto strette, tulle da bomboniera, etc.) che coprono i fiori o l’intera pianta.


Gli isolatori sono particolarmente efficaci in tutti quei casi in cui l’impollinazione è favorita dagli insetti e per quelle varietà che hanno fiori ermafroditi (che hanno cioè sia organi maschili che femminili e che quindi possono fare tutto da soli). In particolare gli isolatori sono utili per solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, etc.) e molti ortaggi da foglia (in particolar modo lattughe).


Personalmente realizzo isolatori con tre canne e tulle da bomboniera (comprata al metro nei negozi di tessuti) tenuto fermo da mollette per panni, realizzando, per intendersi, una tenda indiana al cui interno racchiudo la pianta. Ogni tanto scuoto un po’ la pianta per favorire la circolazione del polline all’interno della “tenda” e levo la copertura appena si sono formati i primi frutti. Marco i frutti “isolati” con un nastrino colorato. Per riprodurre piccoli quantitativi di semi consiglio vivamente di adottare il metodo degli isolatori e non quello delle distanze di isolamento.

Aggiungo che la presenza di fioriture che “distraggono” gli insetti (aromatiche, ornamentali, etc.) diminuiscono le visite impudiche sui nostri virginei ortaggi.

Maggiori problemi sorgono con piante il cui polline viene trasportato soprattutto o esclusivamente dal vento (mais) oppure da piante con fiori “maschi” e fiori “femmine” (zucche, zucchine, cetrioli, etc.).
Nel primo caso bisognerà affidarsi alle distanze di sicurezza e/o a isolatori a tenuta stagna… ma mi fermo qui perché non ho alcuna esperienza pratica in merito. Nel secondo caso bisognerà provvedere alla impollinazione manuale e/o ricorrere a distanze di sicurezza siderali (alcuni chilometri di distanza da eventuali altre varietà, soprattutto in assenza di ostacoli tipo rilievi, boschi, fabbricati di notevole mole, etc.).

In buona sostanza: a chi inizia e/o non può dedicare troppo tempo alla cosa consiglio di cercare di riprodurre solanacee, lattughe, legumi (generalmente poco visitati dagli insetti).


Il prelievo dei semi dal frutto “isolato”
deve essere effettuato quando il frutto è ben maturo.

In sintesi:

 
  • i semi di pomodoro e peperoni vanno raccolti
    quando il frutto è ben maturo, ma non ultra-maturo (moscio);
  • i semi di melanzana devono essere raccolti
    quando il frutto comincia a diventare marrone (e non più buono da mangiare);
  • i semi di lattuga
    devono essere raccolti a mano a mano che maturano (consiglio, se possibile, di inclinare la sommità fiorita in modo da favorire la caduta dei semi in un panno forato o molto permeabile all’acqua da svuotare spesso);
  • i semi dei legumi vanno raccolti
    quando il baccello quasi “scoppia”;
  • i semi di zucche, zucchine
    quando ci troviamo di fronte dei zucconi (non più mangiabili nel caso delle zucchine); uguale nel caso dei cetrioli.

E’ ovvio che la pianta ed il frutto da cui ricaveremo i semi dovranno essere sani, forti e belli.

Per prudenza si può procedere anche ad una disinfezione delle sementi. Questa si attua in diversi modi: una soluzione di estratto di valeriana molto diluita (1%), soluzione di candeggina (mai fatta ‘sta cosa…).

Pomodori e cetrioli si possono disinfettare lasciando semi e polpa a fermentare per qualche giorno all’ombra ma con temperature abbastanza alte. Poi (soprattutto se in superficie si è formata una preoccupante (alla vista) ma benefica (negli effetti) muffettina biancastra, si sciacquano ripetutamente i semi per separarli dalla polpa (magari con l’aiuto di un colino da the), poi si faranno asciugare per benino all’ombra (n.b.: meglio non su carta assorbente) ed infine si conserveranno, preferibilmente in barattoli di vetro/plastica.

Alcuni anni di ‘sto mambo avranno per effetto quello di tendere a produrre un eco-tipo, cioè piante che tenderanno ad essere adattate ed adatte al nostro particolare orto ed alle nostre particolari tecniche di coltivazione. Una soddisfazione non da poco che potremo via via ornare magari di un bel nome e farlo entrare nell’olimpo degli heirloom (tesori di famiglia: così li chiamano gli americani… ‘mazza l’americani…)

Preso da un raro raptus di perfezionismo, fornisco una tabella (n.b.: basata sulla mia personale esperienza) in cui cerco di riassumere distanza di isolamento, metodo di isolamento consigliato, modalità di raccolta semi, note particolari, relative ad alcuni ortaggi (pochi a dir la verità…). Va da sé che tale tabella potrebbe essere arricchita/corretta da altri utenti.


POMODORO

DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA m. 50 (maggiore per varietà a foglie di patata, minore per ciliegini)

METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Isolatore che protegge fiore o intera pianta

RACCOLTA DEL SEME Quando il frutto è maturo ma non sfatto.

Far fermentare semi e polpa e poi lavare ed asciugare..

NOTE Attenzione agli isolatori che innalzano troppo la temperatura (fallisce la formazione del frutti)



PEPERONE


DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA m. 200 (fiori appetiti da insetti)


METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Isolatore che protegge fiore o intera

pianta

RACCOLTA DEL SEME Quando il frutto è quasi del tutto maturo.

Meglio non sciacquare i semi.

NOTE Come per Pomodoro. Tenere presente che tutte le specie di peperoni e peperoncini sono interfertili



MELANZANA


DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA m. 200 e più


METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Isolatore che protegge fiore o intera

pianta

RACCOLTA DEL SEME Quando il frutto è in buona parte marrone,

ma non sfatto

NOTE Attenzione agli isolatori che innalzano troppo la temperatura.



ZUCCHE E ZUCCHINE


DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA Km. 2 (e a volta manco basta)

METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Impollinazione manuale (tenere chiuso il fiore femmina con mollette o scotch ed aprirlo solo per spennellarne l’interno con polline prelevato da fiore maschio e  richiudere fino a inequivocabile formazione del frutto)

RACCOLTA DEL SEME Quando il frutto è grossissimo

NOTE Zucche e zucchini (almeno le varietà più

usuali) sono interfertili


LATTUGA


DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA m. 20

METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Isolamento tramite distanza

RACCOLTA DEL SEME I semi maturano scalarmente e tendono a cadere

NOTE Attenzione ad eventuali fioriture di lattuga selvatica nelle vicinanze


CETRIOLO


DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA m. 800 è più

METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Come per zucche e zucchini

RACCOLTA DEL SEME Quando il frutto è grossissimo. Far fermentare i semi come per pomodoro.

NOTE Piuttosto complicata l’impollinazione manuale


FAGIOLI

DISTANZA DI ISOLAMENTO CONSIGLIATA m. 50-100

METODO DI ISOLAMENTO CONSIGLIATO Isolamento per distanza

RACCOLTA DEL SEME Quando il baccello tende ad aprirsi

NOTE Fagioli normali (ad es.: Borlotti) si ibridano molto difficilmente con Fagioli dall’Occhio

19 commenti:

  1. RIPRODURRE SEMI - I commenti del vecchio blog

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    10 Febbraio 2008
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    Ragazzi! Sono famoso! :-)
    Questa cosa dei semi che scrissi è finita sui "Quaderni d'Ortigiano"! Scaricate se non ci credete: http://www.esnips.com/doc/e645d91d-f4a0-479a-b9f1-eca47cf8a3e6/Quaderdi-dellOrtigiano

    Un panzuto cinquantenne fra i frikkettoni! :-) Torno giovane! :-)
    Aho'... a 'sto punto trattatemi bene... ci avete una celebrità e non lo sapevate :-)

    Forse è superfluo specificarlo, ma lo specifico lo stesso: scherzo.

    giam

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    11 Febbraio 2008
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    Ci crediamo,ci crediamo..
    Complimenti e congratulazioni!

    ciao
    Yellowkid

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    11 Febbraio 2008
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    Ricordati di noi quando sarai famoso...

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    09 Ottobre 2008
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    ...ehi Giam, leggendo i tuoi suggerimenti scopro che i miei pomodori sono praticamente già ibridati!!!!
    Complimenti per l'articolo, molto esaustivo.

    Andrea

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  2. Perché è meglio non sciacquare i semi di peperone, quando si raccolgono per l'anno seguente?

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    1. A differenza dei semi del pomodoro che sono immersi nell'acqua di vegetazione, con funzione antigerminativa, quelli dei peperoni sono nelle logge, "all'asciutto". E' meglio farli asciugare all'aria prima di conservarli, se vengono a contatto con acqua si reidratano ed iniziano a germogliare.

      Angelo

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  3. Come sapete,ho cominciato a seminare solo da un anno utilizzando semi raccolti da orticole che avevo coltivato o ricevuti in dono o da piante nate spontaneamente e che quindi ho ritenuto particolarmente forti.
    Noi coltiviamo in modo sinergico e abbiamo lo spazio relativamente limitato per un orto che ci deve nutrire per tutto l’anno (comperiamo solo l’indispensabile, tipo grano, riso e altri cereali)
    I nostri ortaggi li piantiamo in sinergia uno vicino all’altro e crescendo creano dei “boschetti” fitti di colture che si amano e si aiutano reciprocamente.
    L’anno scorso ho seminato 7 varietà di pomodoro ed è stato un successo.
    Ne abbiamo messi, a file, dentro e fuori dalla serra, davvero una gran quantità e il raccolto si è prolungato fino a novembre (permettendoci di fare grande scorta di salse di tutti i tipi).
    Sono cresciuti a dismisura, oltre i 2 m, e pur tenendo a bada le femminelle il più possibile, i rami si sono incrociati fra loro come in una giungla tanto che alla fine non si sapeva bene di quale pianta fosse il pomodoro che raccoglievamo …
    Avevo letto che, per la riproduzione, si prediligono i frutti del primo palco ma, oltre a qualcuno di quelli, non ho potuto fare a meno di scegliere anche gli esemplari più grossi, perfetti nella forma, dalla maturazione uniforme e dal gusto migliore, di ciascuna varietà, sebbene fossero al secondo o terzo palco.
    Di tutte le varietà abbiamo scelto quelle che ci sono piaciute di più al gusto e quest’anno ho seminato solo queste + dei S. Marzano ricevuti in dono dalla Sicilia.
    La mia domanda è:
    non avendo isolato le piante (perché era impossibile farlo) e non avendo pensato di farlo con i fiori (perché volevo scegliere il pomodoro più bello e sano della pianta), se ho scelto il frutto che aveva le caratteristiche tipiche (forma) e migliori (dimensione, maturità e gusto) di ogni varietà posso pensare che i semi che ho ricavato porteranno avanti i caratteri che a me interessano di ciascuna varietà?
    Secondo voi posso, continuando con questo metodo portare avanti 4 varietà distinte, rinforzandole e adattandole sempre più alle condizioni del nostro orto?
    Questo dovrebbe valere per ogni ortaggio che contiene i suoi semi nei frutti, frutti che potrò valutare visivamente e al gusto prima di decidere se sceglierli come campioni da replicare.
    Ho letto un vecchio commento di Paolo (13 luglio 2011) che diceva di tenere sempre dei semi di riserva dell’anno prima per ripartire da semi puri e senz’altro lo farò anch’io.
    Diversamente, per gli ortaggi che fanno i semi dai fiori penserei ogni tanto di trapiantare alcuni esemplari in vaso anziché nell’orto e in questo modo, potendo isolare la fioritura facilmente, ad anni alterni potrei fare scorta dei semi necessari per due o tre anni.
    Vorrei sapere che ne pensate di questo mio progetto.
    Un caro saluto a tutti,
    Bruna

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    1. Leggo solo adesso. Complimenti per il grande successo.
      Anche io coltivo diverse varietà di pomodoro vicinissime tra loro.
      A differenza di molti non tolgo le femminelle, e mi trovo bene così.

      I pomodori si possono ibridare, a noi successe molti anni fa, quando io non mi occupavo dell'orto, ma è un evento molto raro.
      Se hai semi particolari e difficili da trovare conviene seguire il consiglio di Paolo e tenere un po' di semi dell'anno prima, o anche di due anni prima.
      Un altro modo è condividere i semi con altri, nella speranza che in caso di perdita ce li possano restituire.

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  4. Ciao, nel mio orto stanno per fiorire più varietà di cicorie (germogli, spadono, pan di zucchero, tardivo di treviso,...) vorrei sapere cosa posso ottenere se lascio fiorire tutte le varietà, i semi saranno ibridi ma potrei tenerli come misticanza di cicorie e di anno in anno mandare a seme qualche pianta per avere sempre la misticanza (scusate se mi sono espresso male)?
    grazie

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    1. I semi saranno più o meno ibridati, magari vengono fuori varietà nuove ed interessanti! Se non estirpi le piante ora in fiore rispunteranno in autunno, rimanendo varietà in purezza.

      Angelo

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    2. Ottimo, mi faccio i semi più o meno ibridi e mi tengo le piante per l'autunno.
      grazie

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  5. CIAO! Mi chiedo quando le variazioni fenotipiche della pianta riguardano il patrimonio genetico che cambia di generazione in generazione e non gli incroci fra le varietà...come procedere?

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    1. Rispondo ma temo di non aver capito la domanda.
      Per mantenere una buona variabilità genetica nelle nostre sementi, consigliano di raccogliere i semi da almeno 5 o 6 frutti diversi.
      Io non lo faccio quasi mai.
      Difficile che chi ha un piccolo orto con diverse varietà riesca a tenere per semenza 6 zucchine per ogni tipo che coltiva.

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    2. Ciao Giulia,
      bella domanda! Risponderti con un commento è quasi impossibile, pensavo ad un post dedicato all'argomento, è molto interessante e, se gli Amici non si spaventano, parlare di genotipi e fenotipi sarebbe utile.

      Intanto suggerirei la lettura del libro di Salvatore Ceccarelli che insegna come salvare i semi, ma ce ne sono tanti altri...

      In questi link iniziamo il lungo viaggio:

      http://www.treccani.it/enciclopedia/fenotipo_%28Enciclopedia_della_Scienza_e_della_Tecnica%29/

      http://www.oilproject.org/lezione/ereditarieta-leggi-genetica-mendel-genotipo-fenotipo-dominante-recessivo-eterozigosi-5101.html

      In questo Contributo dedicato al dott. Karl Hammer si parla di agribiodiversità ed erosione genetica, alla fine si parla di un farro che si è estinto in natura ed ora presente solo come "coltivato", mi pare sia una risposta alla tua domanda.

      http://www.uni-kassel.de/upress/online/frei/978-3-89958-680-0.volltext.frei.pdf

      Angelo

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    3. Grazie Angelo, ho provato a vedere quanto mi spaventavo, e mi è andata così: il primo link sul fenotipo l'ho capito, il secondo sul genotipo quasi, il terzo in lingua inglese lo leggerò forse nella prossima vita, in questa i miei genotipi e fenotipi non l'hanno ancora imparata ...

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    4. Ciao Geo,
      non sei il tipo che si spaventi facilmente, anche per l'inglese! Anzi, conto su di te per il futuro post qui nel blog e, poiché io non ci sono, tieni d'occhio gli Amici del gruppo Facebook, anche lì leggo inesattezze, tipo le batate F.1 (?) di Giulia Felheart e dei licheni assassini sugli alberi... Salutami il "povero" Paolo basil boy Signorelli, digli di portare pazienza...

      Angelo

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    5. Ciao Angelo, mi piacciono gli enigmi, ma oggi me ne hai infilati insieme quattro ... e neanche facili ...
      In quello sull'inglese mi cimento solo se non supera un modesto tot di righe, quello degli F1 di Giulia Fahrenheit l'ho cercato, l'ho trovato, ma non mi trova sufficientemente preparato in batate e ibridi, quello dei licheni assassini manco l'ho trovato ma comunque sarebbe stato idem, e il "povero" Paolo basil boy Signorelli mi evoca un remoto indistinto che forse ho solo sognato ...
      Tra gli amici di FB ci vado a bere un bicchiere ogni tanto, quando mi capita sott'occhio un post che mi promuove una qualche birichinata, che per fortuna Massimo poi mi perdona, a tenere d'occhio ci pensa già lui, mi sento pure di dire in maniera onorevole, visti gli standard medi di quella piattaforma ...
      Ebbene si, lo ammetto, inutile sarebbe bleffare con uno sgamato come te, non ho superato l'esame, sono solo un modesto quasi normodotato.
      Ma non disperare, qui di amici ce ne son tanti, e tra tutti vedrai che riusciremmo a mettere insieme "intelligenza" a sufficienza per digerire i genòtipi e i fenòtipi che avrai la bontà di volerci cucinare
      Abbraccione!

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    6. Ah, non guardate me. Io qui sul blog rispondo a raffica, è già tanto se non mi avete ancora cacciata per questo, ma su facebook proprio no.
      Ero sospesa da tempo, ma da un po' hanno preso la brutta abitudine di ripristinarmi in automatico ogni settimana! è il termine massimo. Quando ti sospendi puoi "scegliere" se tornare in automatico per un periodo tra 1 e 7 giorni, così ogni massimo 7 giorni mi reintegrano e mi tocca risospendermi. Finirà che mi cancellerò completamente.

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    7. Geo, bella la definizione di "modesto quasi normodotato" ma non va bene riferita a te!

      Abbraccione ricambiato.

      Claudia, altro che cacciarti, per fortuna ci sei tu che rispondi a raffica!
      Non sono presente su Facebook, sono un lettore in incognito, anche se, prima o poi, temo dovrò cedere...

      Angelo

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    8. Anche il lavoro su FB richiede un impegno costante, giornaliero. Amministratore abbastanza tollerante ho anche ricevuto offese quando sono intervenuto su post molto discutibili. Fa parte del gioco. Quello che mi interessa è il dibattito, riesce a dare l'idea del livello di informazione e, per questo motivo, lascio andare le discussioni a lungo anche se contengono affermazioni "pittoresche"; ci sta che un paio di post si esauriscano da soli. I vostri consigli sono sempre graditi :)

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    9. Nella giornata del 25 Gennaio 2016, record di visite al blog, 1659 letture!

      Ciao Massimo, so che il gruppo su FB ti impegna molto, non è facile tenere a bada tutta quella gente! Te la cavi benissimo, complimenti!

      E se devi buttare fuori qualcuno, fallo senza temere l'accusa di censura, ricordo bene l'episodio dell'esperto presuntuoso che invitava te e gli altri a "non rompere più i c......i" con le richieste di consigli, proprio un gentiluomo...

      Angelo

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  6. Precisazione mia riguardo il post originario.
    Il termine "zucchina grossissima" è interpretabile in diversi modi.
    Secondo una mia amica la zucchina più grande di un dito è grossissima e immangiabile.
    Io tengo sulla pianta le cucurbitacee finché non secca il picciolo.
    Le zucche le raccolgo tutte a picciolo secco (tranne le ultime della stagione che proprio non sono riuscite a maturare) zucchine e cetrioli ovviamente solo quelli da seme.
    Ovviamente ognuno continuerà a fare come ha sempre fatto.

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