giovedì 13 novembre 2008

Il Caccialepre

Reichardia picroides (L.) Roth
Reichardia picroides subs. maritima (Boiss.)
                     Famiglia Asteracee/Composite

 di Angelo Passalacqua
 
Reichardia deriva dal nome del botanico-medico tedesco che la studiò e la descrisse, J. J. Reichard. Si tratta di una pianta comune, perenne, ama i terreni sassosi, aridi e calcarei. La radice legnosa si insinua tra le rocce, la parte aerea è alta 25/30 centimetri, i fiori sono di colore giallo come è usuale per la famiglia botanica delle Composite. I semi sono piccoli, neri, con una peluria che favorisce la disseminazione ad opera del vento. Il ciclo colurale è molto lungo, escludendo i mesi più freddi, la pianta è presente tutto l'anno, e fiorisce in pratica per l'intero periodo. Il colore delle foglie è inconfondibile.

Il caccialepre nel suo habitat

I nomi dialettali sono moltissimi, tra i tanti cito caccialepre, latticello, terracrepolo, grattalingua. Caccialepre, il più usato, viene dall'ambiente dei cacciatori, che si appostavano nelle zone in cui la massiccia presenza di piante di reichardia faceva da richiamo per le lepri, che ne vanno ghiotte.
Da notare che in vari dialetti  caccialepre è il nome della chondrilla juncea, pianta commestibile anch'essa. Nel mio dialetto la reichardia è il "caccialebbr", "caccialepre" mentre la chondrilla è la "grattarol", "grattarola". Noterete che il "pasticcio linguistico" continua, tra grattarola e grattalingua...
 
La sottospecie maritima del caccialepre cresce nelle zone costiere, non ne parlo per ovvi motivi...

 

 
Steli fiorali e semi di caccialepre
 
 
 
E' la più buona tra le erbe da gustare cruda, in insalata. Cotta, da sola o assieme ad altre erbe, in minestre o zuppe molto saporite.

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