lunedì 6 agosto 2012

Controllo delle erbe infestanti

Coltivazione a "terra nuda"
di Orto delle Piane

Le erbe infestanti (che brutto nome per delle innocenti creature del Signore!) nella mia realtà, fatta di clima freddo e piovoso, sono un problema che richiede importanti tempi di lavoro e di attenzione.
L'assunto di base, che credo tutti possiamo condividere, è che se le infestanti stanno al di sotto delle colture non rappresentano un problema, ma se si sviluppano sino a sommergere le colture, allora queste, non ricevendo più la giusta luce, soffrono e si sviluppano male.
Quello che va contrastato o evitato è quindi fondamentalmente la "sommersione".
Ho sentito raccontare di mitici orti "Fukuokiani" dove le infestanti crescono liberamente senza recare importante danno alle colture, e ci ho provato anch'io, ma la "sommersione" è risultata progressivamente fatale, quindi, o questa tecnica non è adatta alla mia realtà, oppure ho sbagliato qualcosa.
Sono convinto che anche riguardo questo argomento non esista la tecnica assoluta e perfetta, e che ognuno ha da trovare la sua, adatta alla propria realtà, al proprio credo, carattere, clima, gusto estetico, filosofia di vita.
Siamo tutti invitati a raccontare i nostri metodi, e nel confronto potremo tutti insegnare e imparare qualcosa.

TECNICA A "TERRA NUDA"
La tecnica che uso con le verdure piccole (carote, insalate, rape, coste, cipolle, porri, legumi nani, e per ora anche cavolami) la chiamo "a terra nuda" che, come dice la parola, consiste nel mantenere nell'orto solo terra e colture, le infestanti via, tutte, zac, così come mi ha insegnato a fare la mamma.
Nei piccoli orti familiari probabilmente è la tecnica più nota e diffusa, e non è difficile applicarla, basta avere il tempo e la costanza di "sfilare" manualmente le infestanti man mano che crescono.

Orto delle Piane - Tecnica a terra nuda 

Ma se l'orto è grande, correre dietro a tutte le "erbacce" diventa una bella ginnastica, e se il tempo è pure piovoso finisce che le infestanti fanno festa, e la loro velocità a spuntare e crescere diventa via via maggiore della nostra a togliere, sino a sconfiggerci per sopraggiunto esaurimento e smancoro.
Se pratichiamo questa tecnica, e la vogliamo applicare con minor fatica e maggior successo, allora può tornare utile ragionare su alcuni aspetti (una buona teoria non è nociva a una buona pratica) e applicarli a tecniche appropriate; vediamo quali.

Da dove arrivano le infestanti ? Ho constatato che se avvio un orto in un terreno che era a prato (quindi erba da pascolo o foraggio, !non incolto!) le infestanti sono inizialmente pressoché assenti, perché ai semi dell'erba da prato forse non piace la terra smossa, e i semi delle infestanti da orto ancora non sono presenti, e quindi la festa la faccio io.
Se invece riavvio un orto abbandonato, dove le infestanti sono state lasciate libere di crescere e andare a seme, allora è tutto un germogliar di maleerbee, e sarebbe un disastro piantar carote, o prezzemolo.
Deduco che le infestanti arrivano quindi principalmente dal seme caduto naturalmente a terra, e secondariamente da semi portati dal vento, o da altri agenti "esteri" (pacciamature e letame immaturo).

Le infestanti non sono tutte uguali. Ovvio! Ed è utile imparare a conoscerle e distinguerle, ogni realtà ha le sue infestanti, e anche le modifiche che possiamo apportare al terreno (concimazione, irrigazione) portano alla modifica delle specie presenti (quindi le specie presenti sono anche dei buoni indicatori delle caratteristiche del nostro terreno).
Ma soprattutto alcune infestanti fanno grande festa con lavorazioni inappropriate, tipo la fresatura (sminuzzamento e moltiplicazione delle radici ributtanti), o la concimazione con letame immaturo (alcune infestanti hanno imparato a diffondersi tramite i loro mangiatori).

Vitalità e germinabilità del seme nel terreno. Dalle mie osservazioni ho ricavato che il seme delle infestanti sopravvive germinabile nel terreno per molti anni, indicativamente cinque.
Il seme che a seguito delle lavorazioni verrà a trovarsi nei centimetri superficiali del terreno germinerà, quello sommerso nel profondo dormirà, pronto però a risvegliarsi quando lo riporteremo in superficie.
Inoltre, come per i nostri ortaggi, ogni infestante ha una sua temperatura ottimale di germinazione, e nel corso dell'anno potremo facilmente constatare, nel susseguirsi di temperature diverse, germinazioni successive di specie diverse.

Ragionati questi aspetti vediamo ora come possiamo applicarli alle giuste tecniche

Orto delle Piane - L'orto perfetto

Questo "orto perfetto" non è il mio (vanitoso sì, ma non esageriamo), ma quello dell'associato Domenico, che tiene più diligenza e meno terra di me.
Ingrandite pure, non c'è una infestante, una erbaccia, una malaerba, una erba cattiva, o che dir si voglia, a pagarla oro.
Domenico è un vero integralista duro della terra nuda, solo terra e coltura.
Questo orto lo coltivavo io, e gliel'ho passato qualche anno fa con un abbondante corredo di semi infestanti, e lui con la sua pluriennale costante attenzione lo ha ben bonificato, e ora il lavoro per mantenerlo "pulito" è sicuramente meno gravoso, perché nella terra i semi infestanti sono sempre meno.

Orto delle Piane - Gli orti imperfetti

In questa immagine vediamo invece degli orti imperfetti, dove la "gestione" delle infestanti risulta mal eseguita, per questi motivi:
Nella porzione a sinistra (quella verde smeraldo) le infestanti "sormontano" la coltura a patata, che non riceve più la giusta luce, e le infestanti stanno andando a seme, centuplicandosi; il raccolto sarà scarso, e le infestanti aumenteranno.
Nella porzione centrale (sempre a patata) il diserbo è stato eseguito tardivamente; nella porzione ingiallita la patata esposta alla improvvisa luce e non più sorretta dalle infestanti è crollata, nella porzione marrone, dove il diserbo è stato eseguito ancora più tardi, la patata è praticamente moribonda; in entrambe le porzioni il raccolto sarà sicuramente scarso e insoddisfacente; la mancata tempestività nel diserbo avrà vanificato lo sforzo coltivativo comunque compiuto.
La porzione a destra è stata invece tenuta a riposo, e sta formando prato a trifoglio.
Nella porzione sullo sfondo, a cipolle, porri, erbette e patate, le infestanti non coprono le colture, ma sono diffusamente presenti; il raccolto ci sarà, ma se le infestanti non saranno tolte per tempo produrranno abbondante seme che peggiorerà l'infestazione l'anno prossimo.

Sulla scorta dei ragionamenti precedenti ora vorrei raccontare alcune tecniche e accorgimenti che utilizzo per alleggerire la fatica del mantenimento della "terra nuda"

Tecniche e accorgimenti: Falsa semina. 

Una interessante tecnica che possiamo utilizzare in terreni molto infestati dove intendiamo coltivare verdure minute, in particolare le carote (chi non si è dannato a diserbare a mano le carote molto infestate?), viene chiamata falsa semina.
Consiste nella normale preparazione del terreno sino a sminuzzamento e livellamento superficiale, come se dovessimo seminare, ma invece non lo facciamo, e proseguiamo creando le migliori condizioni di germogliamento, con irrigazioni a pioggia e se è caso (basse temperature) con copertura con telo di tessuto non tessuto o altro atto ad innalzare la temperatura del terreno e a mantenere ottimali condizioni di umidità.
Trascorso il giusto tempo (indicativamente 15 giorni) molti semi infestanti saranno germogliati e noi con una sarchiatura leggera superficiale, da farsi con terreno asciutto in giorno di sole sicuro, le eliminiamo velocemente tutte per disseccamento (sig, una vera strage degli innocenti!) 
Se è caso possiamo ripetere l'operazione della falsa semina una seconda volta, per eliminare i semi profondi che nella operazione di sarchiatura abbiamo riportato a galla.
Nella sarchiatura che segue l'ultima falsa semina e nella successiva semina "vera" dobbiamo porre attenzione a non movimentare il terreno in profondità, per non riportare a galla nuovi semi.
Non dovremo comunque stupirci se alcune infestanti si presenteranno ancora, potrebbero essere di alcuni semi "scampati" o di varietà infestanti che necessitavano di condizioni di germogliazione diverse da quelle che avevamo artificialmente creato ( temperatura, umidità, tempi di germogliazione).

  • Cure successive - Semina e/o trapianto. Nel terreno così preparato semineremo o trapianteremo i nostri ortaggi, in file ben diritte (capiremo dopo perché) e distanti almeno la misura abbondante della lama dell'attrezzo sarchiatore (quello che utilizzo io misura 25 centimetri) avendo l'accortezza, nel caso di semina, di mantenere evidente, con lieve affossamento o altro, dove abbiamo seminato.
  • Cure successive - Sarchiatura. Quindici giorni dopo la semina, è richiesta la prima attenzione, nel verificare se negli spazi tra le file sono germogliate nuove infestanti (possiamo già vedere le prime piccole foglioline verdi, oppure smuovendo delicatamente il terreno superficiale vedere degli esili filini bianchi).
    Non dobbiamo aspettare che le infestanti diventino grandi e grosse, perché è questo il momento migliore e meno faticoso per intervenire con una leggera sarchiatura raso terra tra le file, sempre con terreno asciutto e in giornata di sole sicuro.
    Imparare a fare tempestivamente e correttamente questa operazione è fondamentale, e se è caso ne parleremo ancora.

Orto delle Piane - Sarchiatore all'opera tra file di barbabietola rossa trapiantata
Nell'immagine si può capire che se le file sono diritte e giustamente distanziate l'attrezzo potrà scorrere nelle interfile (in due o più passaggi) preciso e spedito a bordo della coltura senza danneggiarla

Prima dissertazione: mettere a dimora piantine già cresciute (trapiantare) dà il vantaggio che queste saranno più avanti nella crescita delle infestanti che germoglieranno nelle file, e con la loro ombra ne inibiranno la crescita veloce, facilitando la successiva estirpazione (la radice della coltura sarà più profonda e ancorata di quella delle infestanti).
Seconda dissertazione: per alcuni ortaggi è più semplice fare la semina a dimora (carote, prezzemolo, erbette e insalate da taglio, legumi nani, eccetera) e se lo facciamo in file semplici (in un solchetto a V posando il seme sul fondo), ridurremo la superficie nella fila in cui le infestanti potranno germogliare e annidiarsi, rendendo più facile e veloce il diserbo manuale dentro le file.
Terza dissertazione: la semina a spaglio in terreni molto infestati è sconsigliata, il diserbo manuale diventerebbe una angoscia.
Quarta dissertazione: meno movimentiamo il terreno in profondità e meno riportiamo in superficie semi "dormienti"
Quinta dissertazione: la sarchiatura, oltre a eliminare le infestanti, è utilissima a rompere la crosta superficiale che si forma dopo la pioggia o l'innaffio, crosta che riduce l'arieggiamento del terreno e aumenta  l'evaporazione dell'acqua per capillarità della terra.
Fateci caso, già il giorno dopo la sarchiatura le colture sono più sorridenti, come se avessero ricevuto un benefico "massaggio"
Sesta dissertazione: il sarchiatore lavora bene e veloce nel terreno privo di "sassoloni" che lo farebbero impigliare e sbandare, sassoloni che potrebbero pure essere sospinti sulle giovani colture, danneggiandole.
 I miei terreni sono mediamente "sassolosi" quindi dove faccio conto di sarchiare elimino i pietrozzi con rastrellatura superficiale nella fase di preparazione del terreno prima della semina o del trapianto.
  • Cure successive - Rincalzatura: le colture che amano la rincalzatura (patate, legumi nani) la riceveranno quando è ora; potrebbe essere utile precederla con una sarchiatura se le infestanti si sono affacciate abbondanti, quando per la rincalzatura è ancora troppo presto.
  • Cure successive - Diserbo manuale: La sarchiatura non potrà eliminare le infestanti cresciute nelle file, queste le dovremo quindi togliere a mano, quando le colture seminate risulteranno ben radicate, e quando le infestanti avranno raggiunto una dimensione comoda da agguantare.
    Dopo il diserbo manuale è bene far seguire una innaffiatura, per riassestare le radici delle colture smosse.
    La crescita delle colture (l'ombra che producono) inibirà sempre più la crescita delle infestanti (effetto copertura o sommersione), e potrà quindi capitare che occasionali presenze di infestanti "sottoposte" alle colture non costituiscano più un problema.
  •  Cure successive - eliminazione delle infestanti emergenti: Capita però anche che alcune infestanti riescano ad emergere comunque sopra le colture, e avviarsi per andare a seme.
    Non rappresentano più un danno per la coltura in atto, ma per ogni infestante che lasciamo andare a seme ne ritroveremo cento, o mille, negli anni a venire.
    Conveniente è quindi eliminare per tempo anche queste "emergenti" , ogni volta che le vediamo.

Orto delle Piane - Eliminazione delle infestanti emergenti (coltivazione a patata)

Fintanto che la coltura ci consente di entrare senza danno tra le file è propizio eliminare le rade infestanti emergenti, prima che vadano a seme.

Attenzioni particolari: la tecnica "a terra nuda" comporta anche alcuni svantaggi:
  • Dilavamento del terreno: capita soprattutto nei terreni in pendenza, come i miei, che forti piogge possono innescare pericolosi fenomeni di dilavamento e ruscellamento, riducibili con l'accortezza di predisporre le file e tenere il terreno sistemato "a onde" trasversali al senso di pendenza.
  • Riduzione della biodiversità: essendo presente solo la coltura, viene meno l'effetto "confusionale" avverso ai parassiti prodotto dalla molteplicità. Può essere mitigata con le opportune e utili consociazioni a file di varietà ortive differenti.
  • Necessità di costanza e tempestività: se non possiamo/sappiamo essere tempestivi e costanti la tecnica a "terra nuda" non fa per noi, inutile sarebbe lavorare tanto per fare il 90% se poi tralasciando quel restante 10% vanifichiamo tutto. 
Altri svantaggi al momento non mi vengono in mente, ma mi auguro che vengano puntualmente indicati e riferiti dagli oppositori di questa tecnica, nei commenti nel blog, che attendo fiducioso, per una corretta futura implementazione di queste mie imperfette note; non ne vedo le ore (l'ironia è il sale della vita).

Ora vorrei raccontare di un'altra tecnica che uso per gli ortaggi "grandi"  (zucchine, zucche, legumi rampicanti), che chiamo la "coltura nel prato"...

Orto delle Piane - Tecnica a prato e pacciame - Zucchinera
Nell'immagine si possono vedere anche le mezze bottiglie di recupero che uso per proteggere le giovani piantine di zucchina dal freddo tardivo e dalle voraci limacce rosse.
... ma un post non ha da essere troppo lungo, e questo ha già superato abbondantemente la giusta misura, per cui, se Dio vuole, lo farò un'altra volta; per ora quindi con una mano affettuosamente vi saluto e con l'altra vi mostro la mia preziosa "bacchetta magica" , imprescindibile strumento per attuare con successo la tecnica "a terra nuda".

Orto delle Piane - Paola

P.S: anticipo le mie scuse a tutte quelle lettrici e lettori che leggendo questa nota si sono sentiti attorcigliare le budella per gli orrendi massacri di innocenti creature che così disinvoltamente illustro e propugno.
Sarò lieto di apprendere altre tecniche meno macellaie, che, se altrettanto efficaci,  procurerò di applicare nel mio lavoro.    

47 commenti:

  1. Ma che post interessante! Ciao io sono Maria e sono un appassionata di giardinaggio. mi piace molto il tuo blog!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta Maria,
      siamo diverse persone a scrivere per il blog, tutti amici appassionati di orto e naturalità... Nel caso specifico, questo ultimo articolo, è stato scritto a più mani da Orto delle Piane, di cui fanno parte oltre a Giovanni e Paola, diverse persone che mettono a disposizione le loro esperienze.

      Ti ringrazio a nome di tutti e... come diceva Paolo, i complimenti sono sempre ben accetti.

      Roberta

      Elimina
  2. Interessante è il sarchiatore. Non lo avevo mai visto, né usato, in quanto non ho grandi necessità di eliminare le infestanti in modo massivo e poiché ho solo un pezzetto piccolo da coltivare.
    Non si vede molto bene, ma ha solo quei due dentoni lunghi?

    Per mantenere libera da erbe la terra tra le vasche che coltivo, sto adottando il metodo di stendere fogli di cartone, che, oltre a far traspirare la terra, una volta decomposto, diventa anche concime.
    Infatti sembra che il cartone ondulato quello marrone e senza scritte o quello per uso alimentare) sia un ottimo concime per le piante.

    http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB3/viewtopic.php?t=25465

    R.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarchiare lo si può fare con molti attrezzi, anche con la zappa (meglio se piatta) o il rastrello (meglio se di ferro stretto).
      Esistono strumenti di vari altri tipi, a più denti e a lame laterali.
      L'attrezzo che uso io è specifico per sgominare le infestanti nascenti, lo vedi bene nell'ultima immagine, in mano a Paola; è una lama un po' tagliente, saldata a due ferri laterali che consentono alla terra di passargli attraverso a ricciolo (come puoi vedere nella terzultima foto), il tutto fissato a un manico di legno fine, liscio e lungo, per consentire un gesto redditizio; lo si può acquistare nei garden center, in varie fogge e larghezze.

      Avevo sempre pensato che i cartoni contenesse residui e collanti inadatti a essere mangiati, ora tu ci insegni che non è più così, proverò ad assaggiarli, e ti ringrazio del suggerimento.

      Elimina
  3. Giovanni, a proposito delle patate sormontate da una foresta di "infestanti": sei proprio sicuro che sotto non ci sia un bel raccolto? ... oppure, che tra le "infestanti" non ci siano cicoriette buone e fresche da mangiare?

    Sembra che le patate beneficino della presenza degli spinaci, i cui essudati sono capaci di stimolarne la crescita.
    Il prossimo anno potresti provare a seminare tra le patate gli spinaci che faranno concorrenza ai semi delle altre infestanti. Manda sempre qualche pianta in seme... in questo modo a diventare infestanti potrebbero essere gli spinaci...
    Poi si potrebbero intervallare le fave che, oltre a cedere azoto al terreno, svolgono una azione repellente nei confronti della dorifora della patata.

    Roberta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuro quasi mai, e te lo saprò dire meglio quando vedrò il raccolto, ma precedenti esperienze qualcosa mi hanno insegnato ...
      Le cicoriette non ci sono, è cassazione, troppa ombra alta ...
      Di patate ne faccio duecento file da 10 metri, se alterno gli spinaci divento come braccio di ferro ... la pipa ce l'ho già, e anche Olivia ...
      Le fave non le ho mai provate, ho sempre pensato che fossero amanti del torrido ... e la dorifora da me non arriva, sei mesi di inverno e poi altri sei mesi di freddo la tengono lontana ...
      (non so dire se questa risposta sia comica perlomeno quanto è antipatica, ma la posto lo stesso)

      Elimina
  4. @orto delle piane
    caro Giovanni, malgrado mi si contorcano le budella, quando rientrero' seguiro' le tue istruzioni pena non riuscire ad entrare nell' orto! :-) Pat

    RispondiElimina
  5. Ciao Giovanni, le nostre zone di coltivazione non potrebbero essere più diverse eppure i metodi di coltivazione sono uguali, da te piove (spero senza grandine...) da me no, la sarchiatura superficiale è la stessa! Cerco di tenere sgombro il terreno tra le fila degli ortaggi, i miei sarchiatori sono meno affilati e più robusti, viste le molte pietre... Me li faccio artigianali, su misura. Le "infestanti" che convivono con le mie patate sono papaveri, amaranti e farinello, fanno poco danno nell'orto a secco, ora le coltivazioni estive sono pacciamate dalla portulaca, un unico tappeto!

    Nella coltivazione alla Fukuoka campo libero a tutte le infestanti, commestibili in massima parte, eccetto le "graminacee" con cui lotto sempre in primavera, ora ho solo i soliti farinello, amaranto e portulaca.

    Angelo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Angelo hai mai provato a seminare il trifoglio bianco, per fare una pacciamatura viva? Può funzionare? Mi chiedo anche se questi semi si trovino facilmente in giro e a poco prezzo. E' uno dei pochi consigli specifici per la coltivazione degli ortaggi in La rivoluzione del filo di paglia. Gli altri due libri di Fukuoka non li ho trovati in libreria. Dovrò aspettare Settembre.

      Elimina
    2. ciao
      l'amaranto toglilo pure dalla lista delle "infestanti" e prova a mangiarne la zuppa di semi..
      Per la cronaca, io le "intruse" cerco di non estirparle, le taglio all'altezza del terreno quando sormontano le colture ed anche se e' un lavoraccio da eseguire per tutto l'orto, il risultato mi compensa

      Elimina
    3. Ciao,
      oltre che nelle zuppe consumo i semi sotto forma di farina, macinati al momento perché irrancidiscono facilmente, consiglio di provare!

      Angelo

      Elimina
    4. Io sto cercando da mesi semi di amaranto da mettere nel campo ma non ne trovo.....

      Elimina
    5. Mandami il tuo indirizzo e ti invio tre varietà di amaranto coltivato, non credo tu sia interessato a quello selvatico, giusto? Caso contrario te ne raccolgo qualche chilo tra qualche mese...

      Angelo

      Elimina
    6. Grazie per la tua disponibilita', Angelo.
      Non conosco bene l'amaranto perche' ne ho sentito parlare da poco, si mangia anche quello selvatico ?
      Ho assaggiato tempo fa una zuppa con amaranto e da allora sono andato alla ricerca dei semi ma senza successo ( finora...)
      Ho letto anche che c'e' una qualita' di mais da popcorn nero, anche quello mi farebbe piacere provare.
      la mia mail : xxvercipaolo@xxemail.it
      ti ringrazio tanto

      Elimina
    7. ah, le xx le ho messe seguendo la prassi in questo blog, naturalmente vanno tolte

      Elimina
    8. Ciao Paolo,
      l'amaranto selvatico è molto usato in cucina, anche se il suo sapore non è dei migliori, conviene usarlo assieme ad altre erbe. Dai semi viene un'ottima farina, da usarsi subito poiché la parte oleosa si irrancidisce presto. A differenza degli altri amaranti, i semi non scoppiano facilmente e non puoi farci simil-popcorn...

      Angelo

      Elimina
    9. questo dei simil-popcorn mi incuriosisce...

      Elimina
    10. Mini popcorn!

      http://lepappedialessandra.blogspot.it/2010/11/popcorn-di-amaranto.html

      Angelo

      Elimina
    11. credo che provero'...l'amaranto deve essere riportato sulle tavole, altro che ogm

      Elimina
    12. Angelo, parlavi di farina di amaranto macinata al momento... ma come la macini? usi un mortaio od un piccolo mulino?
      ci sono in vendita on-line dei piccoli mulini a pietra... la spesa è sui 300 euro... saranno utili? mi piacerebbe averne uno per potermi produrre farina di mais, grano ecc... ma sono un po' scettico sulla loro efficacia... mah...
      qualcuno ha esperienze in merito?
      qualcuno si autoproduce farina?
      grazie
      ciao

      Max

      Elimina
    13. Ciao Max, un mulino elettrico a pietra di buona qualità funziona bene per una produzione casalinga familiare, quello che utilizzo io è poco ingombrante, macina 100 grammi di farina fine al minuto, è garantito 12 anni, e costa una volta e mezza il prezzo che indichi tu.
      Il vantaggio è che la farina macinata in prossimità dell'uso non fa a tempo a irrancidire, quindi non deve essere deprivata di alcuni componenti, come il germe del grano, cosa che invece capita alla normale farina commerciale.
      Le granaglie si possono coltivare, oppure acquistare nel commercio di fiducia, esistono venditori di buone granaglie, che nella forma seme si conservano a lungo.
      Utilizzando appositi setacci con rete a scalare puoi raffinare la farina come ti piace, o lasciarla completamente integrale, in base all'uso che intendi farne.

      Elimina
    14. ho trovato un paio di ditte che producono macinini, in particolare uno a mano con pietra in granito, credo che lo prendero'

      Elimina
    15. @Paolo
      Non solo l'amaranto ma quinoa, farinello e tanti altri semi!

      @Max
      Ho un vecchio macinino familiare della Tre Spade, a manovella, che va ancora benissimo. Però adesso approfitto del mulino elettrico con macine in pietra di un amico, come quello di Giovanni dispensatore anche di preziosi consigli!

      Angelo

      Elimina
    16. Paolo,
      forse è lo stesso mulino manuale che ho io

      https://iwqywq.bn1.livefilestore.com/y1pdqPA8K4qbWI_EwUxPaa3bcpMYxQ6-sew7G7hKRCKC7benUP55ZLido91YPjjqkmDPn2zWiR6HZOpBXZaNr7HefCg6NQ3r4ou/MH4%20Naturstein.jpg?psid=1

      Elimina
    17. Vi ringrazio per i consigli e per la condivisione delle vostre esperienze. tra l'altro ho visto nel post del 14 aprile il mulino di Orto delle Piane... bellissimo!!! ed è esattamente quello che intendevo io...
      mi sa che ne prenderò uno, mi avete convinto :)
      grazie ancora...

      Elimina
  6. Purtroppo con il poco tempo a disposizione riesco a fare solo il 90% e quindi come dice Giovanni, sono pieno di infestanti! Se non fosse che.... madre natura mi da una mano, e quindi le infestanti, gramigna a parte, sono tutte ottime commestibili!
    Papaveri, amaranto, portulaca, farinello e cicorie varie vengono debellate non tanto con la zappa da mio orto, ma dal coltello di mia moglie che le fa finire immancabilmente in zuppe, pizze rustiche e insalate!
    a volte preferisco quasi le "erbacce" alle piante coltivate!
    ciao
    Carlo

    RispondiElimina
  7. Scusate il ritardo, problemi di linea adsl...

    @Francesca
    Dei due libri, "La fattoria biologica" è molto tecnica ma preziosissima, "Lezioni italiane" sono le osservazioni fatte da Fukuoka in vari habitat, pianura padana, Toscana, Salento.

    I trifogli, assieme all'erba medica, sono molto usati per produrre foraggio ma sono anche commestibili per l'uomo. Come pacciamatura a me non è utile, per le necessità idriche e periodo coltivativo, semino medica e trifoglio rosso, il bianco selvatico lo fa da solo...
    Si trovano facilmente in vendita erba medica, trifoglio pratense (violetto o rosso), trifoglio bianco selezionato (ladino)

    @Carlo
    Ben vengano quindi le infestanti!

    Ciao
    Angelo


    RispondiElimina
  8. Pieno accordo con Carlo, io le chiamo erbe spontanee per me non sono per nulla infestanti,cicoriette e commestibili varie nell'orto vengono debitamente controllate con il coltello nel resto della campagna libere di fare quello che vogliono, le altre camomilla, calendula,papavero ecc.si trasformano ,quelle che servono, in tisane, decotti o altro a seconda della necessita, con i petali dei papaveri si può fare un ottimo tonico per la pelle quelle che restano aiutano le olive ad assumere un profumo speciale.
    La portulacca infine mantiene umido nell'orto visto che qui non piove da Aprile e l'acqua deve essere usata con grande parsimonia
    Ciao
    Liliana

    RispondiElimina
  9. Sì, la portulaca va tutta in padella o in barattolo, gli spinaci li ho eliminati da anni, sostituendoli con senape, chenopodio o tetragonia, ma infestanti ce ne sono tante, faccio quel che posso per tenerle a bada.
    Il mio obiettivo è la falsa semina, ma mi accusano di consumare troppa acqua.

    RispondiElimina
  10. ciao a tutti,

    sono arrivato per caso in questo sito molto bello che rende chiaro come trattare un futuro orto.
    Vorrei solo chiedere una cosa ai più esperti di me (che sono novizio a riguardo)la settimana scorsa ho vangato il mio giardino perchè pieno di infestanti e muschio...ho tagliato prima l'erba poi ho vangato rivoltando con zolle...ieri a terra bella secca ho cominciato a passare con rastrello per livellare e togliere tutte le erbe e muschio che erano finite sotto perchè ho visto che alcune rifiorivano...però mi è sorto un dubbio...meglio che lascio radici, erbe e muschio perchè così come sentito formano humus o è corretto togliere tutto!?...voglio fare un pezzo a orto e il restante giardino ma non vorrei creare un terreno sterile togliendo ciò che non dovrei..sarei grato se qualcuno saprebbe indicarmi la cosa giusta da fare... grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo Sil, nell'arte orticola si possono applicare diverse teorie, e tutte quelle che funzionano vanno bene.

      In generale la mia teoria riguardo agli scarti vegetali è che non è bene interrarli "freschi" ma lasciarli in superficie a pacciame, oppure ammassarli in cumulo tenuto umido con copertura d'erba e magari aggiunta di letame animale a strati per farli ben compostare per almeno un anno e fino a quando hanno assunto la consistenza "fondo di caffe", per poi usarli nell'orto, in superficie o leggermente interrati.

      Questa teoria ritiene che l'interramento di scarti vegetali "freschi" possa determinare nel terreno degradazioni anaerobiche con produzione di elementi "quasi dannosi".
      Lasciati in superficie la degradazione è invece aerobica, con lento rilascio nel terreno delle parti umiche sminuzzate.

      Nel tuo caso particolare toglierei bene tutto quello che è a portata di cattura del rastrello, così non mi imbroglia più nelle lavorazioni successive, senza dannarmi di togliere quello che è finito nel profondo, sarebbe una sbatta inumana ... e anche l'aspetto fatica va inserito in una buona teoria ...

      La fertilità della terra può essere promossa in diversi modi, compreso quello di aggiungere humus ben decomposto, oppure coprire con pacciame, ma è anche efficace il tenere arieggiato il terreno con la semplice sarchiatura e "rippaggio", che favoriscono lo sviluppo di batteri aerobici, naturali promotori della fertilità "naturale"

      Ma ci saranno anche altre teorie che dicono il contrario ... ognuno ha da elaborare la propria, che comprenda tutti i fattori che entrano in gioco (clima, estensione, attrezzi, colture, forza e attitudini personali, ecc...) comunque meglio una teoria che nessuna teoria ...

      Elimina
  11. In effetti si sta rilevando più faticoso togliere quelli nel profondo che tutto il lavoro di vangatura. Ne ho già tolto quasi completamente la metà e a questo punto vedo se lasciarli nel lato che va a giardino.

    Sono andato fino a 15 cm di profondita quindi credo che il terreno si sia arieggiato bene e considerando che è anche parte di un campo che i vicini utilizzano a coltivazioni agricole penso che come terra sia abbastanza fertile.

    Però le piogge di queste giorni non mi aiutano perchè già guardando ho notato che si è compattato tutto. Non pensavo fosse così difficoltoso mi auguro che una volta seminato mi dia delle soddisfazioni!! Mi accontento di poco...

    Ti ringrazio molto dei consigli e di sicuro metterò a riposo quello che sradico per utilizzarlo l'anno prossimo come mi hai detto tu..

    RispondiElimina
  12. Salve! sono passata su questo blog perché sto cercando il nome di una pianta infestante che fa tante cipolline sotto terra. Purtroppo la ricerca è, per adesso, vana.
    Mi sono unita al blog, posterò un'immagine sul mio account google + così chi mi vorrà dare una mano e saprà la risposta, ben venga! perché sono stufa di toglierle a mano "perché così devo". Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà l'oxalis. Ti conviene chiedere al consorzio agrario o in un garden, perché in genere noi non siamo pratici di diserbanti chimici.

      Elimina
    2. Benvenuta tra gli Amici, attendiamo le foto della tua "infestante", Claudia ti ha segnalato una delle più temute "erbacce", è molto probabile si tratti dell'acetosella gialla:

      http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=7895

      Se sei "passata" su questo blog sono certo che non sei interessata al famigerato diserbante della multinazionale...

      Angelo

      Elimina
    3. potrebbe essere una infestante, della quale nemmeno io conosco il nome, che produce una radice che sembra essere tante cipolline di 1-1,5cm di diametro - incolonnate verticalmente e a decrescere di diametro scendendo in profondità - e lunga circa 5 cm, come quelle della Stachys Tuberosa ?

      Elimina
    4. Perchè toglierle e non controllarla.
      Se fosse l'acetosella gialla come dice Angelo è una pianta che si può usare anche in cucina,nelle insalate è ottima piena di vitamina C si può usare anche in infuso ottimo diuretico.
      Tu le chiami erbe infestanti ma sono erbe spontanee che hanno sempre e comunque una loro utilità.
      Attenzione ad usare prodotti chimici per il diserbo che poi vi ritrovate come in Salento dove, a furia di usare diserbanti sotto gli ulivi, ogni difesa naturale creata dalle così dette erbe infestanti che hanno ospitato gli insetti "buoni" si è persa.
      So benissimo che non è l'unica causa dell'arrivo della maledetta Xylella ma è comunque una delle cause.
      Pensaci

      Elimina
    5. honey75: Dalla descrizione poteva essere ma ho controllato e non è la pianta,
      angelop: Grazie, ma non è neppure lei, come dicevo fa il fiore bianco ed ha il bulbo con piccole patatine (ho detto cipolline, diciamo che è un bulbo che sembra una cipolla, composto da tanti pallini tipo piccole patate)
      liliana: <<...a furia di usare diserbanti sotto gli ulivi, ogni difesa naturale creata dalle così dette erbe infestanti che hanno ospitato gli insetti "buoni" si è persa.>> Non ho capito bene, la pianta ospitava gli insetti buoni, buoni perché mangiavano la Xylella? (che la conosco, un po' mi piaceva, così "vellutata" un po' mi faceva senso :-D)

      Elimina
  13. Scusate se non sono più tornata. Anche io ho chiesto se era possibile lasciarla li ma da quanto ho capito la pianta si moltiplica. Io sinceramente avrei preso soltanto il più grosso e il resto pazienza, non ho idea se potrebbe perfino moltiplicarsi talmente tanto da occupare ogni spazio di terra!

    Nella foto ci sono soltanto le radici della pianta, col bulbo, non so se si chiama così. Per riempire quella cassetta, soltanto una gombina di terra! Immaginatevi voi! La pianta è un filo verde ma mi pare di aver capito che poi fa il fiore bianco!

    http://it.tinypic.com/a/3vpzc/4

    Ho anche trovato questo facendo ricerca: http://it.wikipedia.org/wiki/Ornithogalum
    Se un diserbante fosse la soluzione, oramai in inverno ma il proprietario di questo orticello ha paura per le altre piante che poi si mangerà!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevo anche scritto un'altra cosa(per ben due volte :-P) ma evidentemente non ho pubblicato:
      lui ha problemi fisici e di tempo e vanga l'orto solo quando è il momento di coltivarlo. Sento dire che se vanghi in inverno, l'erba sepolta lascia meno la semenza.

      Elimina
    2. Sono quasi certa che sia questa! Sul link che avevo pubblicato prima ho visto una foto

      Ornithogalum umbellatum

      Elimina
    3. Scusate se scrivo ancora: dicono che è perenne, quindi vangandola si rompe in più pezzi e fa ancora più piante! che fare? considerato che non può vangare due volte l'anno, che l'erba, dico tutta l'erba, la tolgo io a mano e non col metodo che fanno tutti seppellendola, ecc ecc?? il diserbante usato una sola volta in inverno potrebbe toglierla del tutto o quasi e insistendo per qualche anno potremmo eliminarla tutta!? lo so che è brutto usare il diserbante ma questo lavoro se non lo faccio io lo fa lui e a me scoccia che perde così tanto tempo.

      Elimina
    4. Al contrario di quasi tutti i frequentatori di questo blog io tolgo le erbe spontanee, anche se non uso nessun prodotto chimico.
      Le piante che si moltiplicano tramite seme vanno tolte prima che il seme maturi, per quelle che si moltiplicano tramite bulbo va tolto anche il bulbo e non solo la parte aerea.
      Se quando vanga interra le piante col seme maturo è chiaro che poi i semi germogliano e se quando vanga non toglie i bulbi che man mano trova, questi continuano a diffondersi.
      Vangare in autunno può aiutare ad esporre le radici al freddo, a rendere le zolle più friabili e a non avere il terreno troppo duro da lavorare in primavera.

      Elimina
    5. Si, sta notte ho riflettutto che la soluzione potrebbe essere vangare in inverno-autunno perché la pianta soffre l'inverno. Ma comunque la pianta si moltiplica tramite bulbo e nonostante io abbia tolto chili di bulbi ne ho lasciate li comunque che mi moltiplicheranno. Vangare tutti gli anni in autunno aiuterà, peccato che un vicino di casa che ha la stessa pianta nell'orto e uso il motocoltivatore, si ritrova lo stesso le piante in estate tutti gli anni. L'erba cresce sempre come si dice!

      Elimina
  14. Perché con il motocoltivatore non elimina i bulbi, ma li distribuisce ancora meglio.
    Dovrebbe toglierli.

    RispondiElimina
  15. Ed è quello che facciamo noi da anni e si moltiplicano.

    Claudia9 maggio 2015 09:45

    Al contrario di quasi tutti i frequentatori di questo blog io tolgo le erbe spontanee, anche se non uso nessun prodotto chimico.

    Mio padre non usa diserbi sul suo campo ed ha le api.
    Io sono una frequentatrice di questo blog da quando ho scritto questi messaggi a quando mi sono iscritta al blog (che tratta di biologico)

    angelop27 aprile 2015 23:18

    Benvenuta tra gli Amici, attendiamo le foto della tua "infestante",

    Mi sono unita al blog, posterò un'immagine sul mio account google +
    <>

    Grazie a tutti per le risposte.


    RispondiElimina
  16. La scelta della qualità è alla base di ogni acquisto intelligente. Scegli anche tu i ceci neri e alloro. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ2NDAzOTQ2NCwwMTAwMDAxMixjZWNpLW5lcmktZS1hbGxvcm8tMTgwZy5odG1sLDIwMTYwNjIwLG9r

    RispondiElimina